Altro che professori fanno solo figuracce

Macché liberalizzazioni e crescita del Pil: dopo tante promesse e slogan, i tecnici varano un decreto che fa ridere

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Monti ha partorito il topolino, talmente piccolo e impaurito che neanche il mio gatto lo ha preso sul serio: ha sbadigliato. Promesse, annunci, perfino minacce. E tutti aspettavamo con ansia di leggere il decreto che regola i mercati. Da settimane negli ambienti del Palazzo e dintorni, gli addetti ai lavori politici sussurravano intimoriti: oddio, arrivano le liberalizzazioni studiate dal formidabile governo dei tecnici. Ed ecco il giorno della rivelazione. Tremori, batticuore. Poi una risata. Di compatimento. Bocconiani o peracottari? Giudicate voi.

Sta di fatto che non si tratta di liberalizzazioni, ma di ampliamento delle piante organiche. Due cose assai diverse. Liberalizzare significa: meno Stato e più iniziativa privata; più libertà, meno burocrazia. Col decreto sbandierato dal governo succederà il contrario. Il Pil non aumenterà per questo insulso, anzi, dannoso provvedimento. Prendiamo le farmacie. Continueranno a essere ciò che sono sempre state: le sole autorizzate a vendere farmaci, come è ovvio che sia. Però crescerà il numero dei punti vendita: da 18mila a 23mila, cioè più 5mila. Che saranno messe a concorso e saranno vinte da farmacisti anziani (l’anzianità fa punteggio) o, più probabilmente, raccomandati. Si sa come funzionano i concorsi pubblici. I vincitori acquisiranno la proprietà della farmacia e potranno lasciarla in eredità ai figli laureati in materia. Per i professori il diritto dinastico relativo alla successione si chiama liberalizzazione. Ma che vadano a scopare il mare. Tutta l’operazione consiste in questo: la torta dei medicinali vale cento, che oggi viene spartita fra 18mila farmacie. Domani la stessa torta verrà divisa fra 23mila farmacie. Miseria per tutte. Le parafarmacie se la prenderanno in saccoccia. E il cittadino non guadagnerà un centesimo. Le farmacie in zone disagiate ( di montagna, per intenderci) vinte per concorso seguiteranno a non esserci perché tutti i farmacisti le rifiuteranno. Come mai? Non guadagnano. Peggio: non sopravvivono.

Il caos è garantito: a Milano apriranno 11 nuovi punti vendita, a Roma 209. Perché?

Milano è già organizzata, la capitale mica tanto. Non perché i romani siano stupidi, quanto, piuttosto, perché la città si è dilatata disordinatamente negli ultimi quarant’anni.

Qualcosa di liberale tuttavia è stato introdotto: l’orario di apertura. Se una farmacia deciderà di rimanere in servizio 24 ore, potrà farlo legalmente. E senza chiedere permessi. Capirai che privilegio. Ci voleva Monti per dire che è assurdo imporre un orario, e che è meglio consentire ai gestori di agire come credono. Una curiosità. Il decreto sulle farmacie, visto come è stato concepito, dimostra che Pier Luigi Bersani, segretario del Pd ed ex ministro (delle lenzuolate) non ne aveva azzeccata una. Il suo intento era favorire le Coop e le parafarmacie. Trombatura. E ciò è motivo di allegria.

Veniamo ai taxi. Anche in questo caso si tratta semplicemente di un ampliamento nocivo della pianta organica: più licenze. Con quale criterio di assegnazione? Sentiti i sindaci, sarà una Authority a dirigere il «traffico». Se c’era qualcosa di cui non si sentiva la mancanza erano le Authority. Viceversa se ne aggiunge un’altra alla pletora esistente: quella dei trasporti. Che metterà il becco nei taxi di Agrigento e in quelli di Cuneo, indifferentemente. Con quale competenza, e con quale conoscenza dei problemi, non è dato sapere, ma si può intuire: zero. La stessa Authority definirà le regole per le nuove concessioni autostradali eccetera. Altro ente, altro nome, altra burocrazia, altri stipendi, altre auto blu. E la chiamano liberalizzazione.

A proposito di appesantimento burocratico. Sarà istituito un tribunale per le imprese incaricato di dirimere il contenzioso e di emettere sentenze. Buona idea? Certamente è giusto accelerare i processi in cui siano implicate le aziende a qualsiasi titolo: priorità a chi lavora e ha bisogno di tempi stretti, altrimenti si paralizzano gli affari e si frena la crescita economica. Ma che senso ha un tribunale aggiuntivo? Non sarebbe stato opportuno chiudere i Tar (inventati dopo l’istituzione delle Regioni, quindi enti inutili quanto le Regioni stesse) e destinare il personale al disbrigo delle pratiche processuali in cui siano coinvolte le imprese? Nossignori. I bocconiani preferiscono creare un altro baraccone. «E io pago».

Capitolo professionisti. Aboliti gli ordini secondo direttive europee? Neanche per sogno. Quelli rimangono, altrimenti le corporazioni fucilano i ministri. I quali si sono limitati a eliminare il tariffario e a rendere obbligatori i preventivi della parcella, cosicché i clienti saranno consapevoli di quanto dovranno sborsare per una determinata prestazione. Un successone. Notai. Vale il principio adottato per tassisti e farmacie: ampliamento della pianta organica. Avremo cinquecento notai di fresca nomina. Esultanza delle folle. E il Pil va su? No. Il Pil se ne frega.

Non per tediarvi, cari lettori, ma due parole sulle banche e sulle assicurazioni vanno scritte. Alle prime Monti ha fatto il solletico: un tettuccio alle commissioni su bancomat e prelievi. Roba minima, ininfluente. Le assicurazioni applicheranno uno sconto (Rc auto) a chi accetterà di mettere in macchina la scatola nera, un deterrente contro gli imbrogli, gli incidenti fasulli (si segnala che a Napoli si stanno già attrezzando per produrre scatole nere ad personam ). Infine i benzinai. Novità sconvolgente. I distributori avranno facoltà di acquistare i carburanti da qualsiasi compagnia.Eliminata l’esclusiva. Contenti, cari lettori? Contenti o no, queste sono le liberalizzazioni del menga, chi ce le ha se le tenga.Salveranno l’Italia? Di sicuro non salveranno il governo dall’ennesima figuraccia.

P. S.: ci eravamo dimenticati degli edicolanti. Monti li considera dei paria, e li ha condannati a morire di fame. Chiunque potrà vendere carta stampata, anche le latterie, se ce ne fossero ancora. I giornalai perderanno il 50 per cento degli incassi e non potranno compensare il buco smerciando altri generi merceologici. Perché? Così muoiono prima e soffrono di meno. A nome della categoria ringraziamo i professori di onoranze funebri.

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COMMENTI

67 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#67 precisino54 (550) - lettore
il 23.01.12 alle ore 18:04 scrive:
X #66 sasha80 “Come ki se ne avvantaggia? I consumatori ke pagheranno di meno!” Sicuro/a? Non avrei certezze! Si parlò di vantaggi x l’utenza liberalizzando assicurazioni e carburanti, ti sfido a dire ke ci sia stato un vantaggio! Sono abituato ad immaginare il futuro dalla conoscenza della storia ke in qste cose parla chiaramente in senso inverso. Siamo convinti sempre ke la concorrenza faccia tutto? No! I costi si abbassano tagliando inutili orpelli del lavoro; complicazioni burocratiche di ogni tipo necessarie x pagare stipendi inutili; redditi presunti sulla base di ragionamenti perversi ke immaginano utili sulla base di valutazioni discutibili e non aderenti alle realtà. Qste L. avranno il solo effetto di scatenare la lotta tra poveri ke porterà ad ulteriore evasione x rimediare ad una perdita di reddito. Io vorrei veder protestare: banche, fornitori di energia, petrolieri, assicurazioni. Eliminiamo gli sprechi tutti poi vedi, altro ke liberalizzazioni.
#66 sasha80 (17) - lettore
il 23.01.12 alle ore 17:08 scrive:
Come chi se ne avvantaggia? I consumatori che pagheranno di meno! Il mercato libero abbassa i prezzi e aumenta la qualità! In Gran Bretagna i taxi sono liberalizzati e costano pochissimo, in USA i farmaci si vendono ovunque, anche al supermercato e quindi costano meno ecc Il mercato libero abbassa i prezzi, aumenta la qualità, aumenta i posti di lavoro, aumenta i posti in cui è possibile reperire i prodotti, aumenta il PIL e fa girare l'economia! Sono stufa che le cose all'estero sono asolutamente normali qui in Italia sono impossibili da fare. Questo dovrebbero dire i giornali, altro che tutte queste stupidate senza senso. Contribuite a far crescere questo paese piuttosto!
#65 precisino54 (550) - lettore
il 23.01.12 alle ore 15:23 scrive:
Dopo 16 ore 2° invio spero bene! Fatte le liberazioni, ki se ne avvantaggerà? Qlcn se ne avvantaggia? Commercio: orario libero, vantaggio x i centri commerciali nn x il piccolo ke dovrà assumere, ki ha detto aumentino le vendite? Stesso fatturato globale spostato a favore dei grossi. Più farmacie, vantaggio x gli utenti? Giornali, ulteriori problemi x gli edicolanti, già in crisi x i giornali on line. Taxi, pur nn conoscendo direttamente la qstione, + problemi ke vantaggi. Ritengo qstione x una minoranza a reddito medio-alto. Assicurazioni, xké x una incapacità dei periti delle assicurazioni, i primi a lucrare sugli indennizzi, e x le truffe ke aumentano i premi: io pago di +, da matti! Banche, una volta ogni operazione su cc aveva un costo; dovendo pagare cn assegni e bancomat saranno gratuiti? Di certo le banche potranno vantare un portafogli clienti superiore cn indubbi vantaggi. È cmq scorretto dire 11 punti di pil in +, si ma in 10 anni parola di Catricalà!
#64 mamarina (43) - lettore
il 23.01.12 alle ore 10:44 scrive:
Credo che prima di pensare alle cosidette liberalizzazioni... e ovviamente prima di procedere alle tassazioni, se avesse davvero voluto risanare, questo governo avrebbe dovuto procedere ai tagli, all'eliminazione di tutti quegli enti, partecipate, consorzi ecc. dei quali, guarda caso, nessuno riesce a fare un resoconto pure approssimativo. Penso che, anzichè azzannarsi l'un l'altro e metterci una categoria contro l'altro, dovremmo piuttosto indignarci di come veniamo costantemente presi per i fondelli! E i blitz, anzichè a Cortina li andassero a fare a Prato o simili...
#63 luppolo (611) - lettore
il 23.01.12 alle ore 9:39 scrive:
Commento al commento: a #39 nonnocarlo (111) - lettore: Tranquillo, perchè il ns. debito non diminuisce, anzi! Finchè spenderemo (spenderanno, loro, in stipendi, privilegi e sprechi) più di quello che produciamo, il debito sarà sempre destinato a salire. Se poi, come prevedono Confindustria e FMI, il nostro PIL diminuirà nei prossimi 2 anni, allora, se va bene, ma bene bene bene, siamo completamente rovinati! Grazie.
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