Amianto, 100 milioni al sindacato per tacere

A Latina gli operai della Goodyear morivano per l'amianto. I rappresentanti dei lavoratori incassavano e non denunciavano i rischi. Dal '91 a oggi 34 morti. La testimone: "Mister 5%, così chiamavano quelli della Rsu"

di -
Finanziamenti sottobanco ai sindacati. La Goodyear di Latina ha chiuso nel 2001, ma gli operai continuano ad ammalarsi e a morire, stroncati da tumori e altre malattie contratte in quei capannoni pieni di amianto e sostanze velenose. Ora, dalle indagini e dagli interrogatori di numerose persone affiora una verità sconcertante: l’azienda pagò in nero per molti anni almeno due rappresentanti dei lavoratori, in cambio i due - ribattezzati in fabbrica "mister 5 per cento" - non sollevarono mai il problema delle drammatiche condizioni in cui lavoravano centinaia di loro colleghi. Un primo processo, ormai alle battute finali, prova a dare nomi e cognomi ai responsabili di quella Spoon River ancora in corso: trentaquattro morti e sette persone ammalate. Ma nelle pieghe di questo procedimento eccone un altro assai inquietante: molte fonti raccontano di quel canale sotterraneo di finanziamenti andato avanti dagli anni Settanta agli anni Novanta. La Goodyear non pagava direttamente i sindacalisti, ma aveva elaborato un sistema invisibile: i soldi passavano dal medico aziendale.
Era lui a girare in nero il denaro ai due, entrambi iscritti alla Cisl. La Procura, che pure ha chiesto l’archiviazione di questo filone, ha quantificato il denaro versato: circa 100 milioni l’anno. Cento milioni che avrebbero agevolato la «pace» all’interno dello stabilimento di Cisterna di Latina e sarebbero serviti per ammorbidire chi avrebbe dovuto denunciare i gravissimi pericoli corsi dai lavoratori, ma sconosciuti ai più.
C. S., il medico che operava all’interno della Goodyear con una sua società, è morto ma la vedova in un lungo interrogatorio descrive quel che accadeva: «Nel 1972 all’atto dell’assunzione dell’incarico i vertici aziendali di allora, nella persona del signor D., gli rappresentarono che l’attività e i relativi corrispettivi che avrebbe percepito erano subordinati al pagamento di una quota del 5 per cento ai sindacalisti, uno dei quali era V. B.; per tale motivo dette persone erano definite “mister 5 per cento”. Tale compenso doveva essere corrisposto ai sindacati in quanto gli stessi non dovevano creare problemi, anche sanitari, alla fabbrica». Chiaro? «La triangolazione - prosegue la donna - fra la Goodyear e i sindacati, mediante l’attività di mio marito, doveva essere tale per ovviare ai controlli, infatti con tale metodo la società Goodyear non figurava da nessuna parte... Mio marito ovviamente vistosi obbligato aderì e cominciò a lavorare corrispondendo il 5 per cento degli incassi a V. B.». Nel 1992, con la costituzione di una nuova società, l’obolo raddoppiò passando secondo la vedova di C. S. «dal 5 al 10 per cento». Questa situazione si protrasse, a sentire la donna, fino all’ottobre ’96 e sempre con la stessa motivazione: evitare che i sindacati «creassero problemi nelle materie per cui la vigilanza era loro demandata».
L. L. P., infermiere attivo in fabbrica dal 1992 al 1997, quando perde l’incarico, conferma: «Io ho delle certezze circa il mio allontanamento e cioè che ero a conoscenza di alcuni fatti particolari tipo quello delle mazzette che il dottor C. S. pagava ai sindacati della Goodyear per conto di quest’ultima... Detto finanziamento avveniva affinché i sindacalisti chiudessero gli occhi su tante situazioni particolari fra cui la sicurezza e la salubrità della fabbrica». Chiudere gli occhi, naturalmente, non significa che i rappresentanti dei lavoratori avessero compreso nei dettagli i pericoli dei processi di lavorazione. Si può immaginare che gli oboli fossero utili per evitare approfondimenti che avrebbero scoperchiato lo scandalo.
«I sindacalisti che percepivano dette mazzette erano tanti, ma facevano tutti capo a B. V. e B. R. che erano i due capoccioni. Tale situazione di fatto è accaduta in modo costante durante tutto il periodo di servizio presso la Goodyear. Sono venuto a conoscenza di ciò dallo stesso C. S.».
Nel marzo 2001 la Goodyear cessa la produzione; intanto qualcuno comincia a notare le troppe morti degli operai e dei tecnici che hanno lavorato a Cisterna di Latina. E salta fuori non solo che i materiali utilizzati per la gomma come il nerofumo erano cancerogeni, ma anche, beffa nella tragedia, che l’amianto era dappertutto: nella copertura del capannone principale, nelle presse; perfino i guanti di protezione erano in amianto. Il sito viene bonificato, la Procura indaga a tappeto e contesta ai vertici aziendali l’omicidio colposo plurimo per 34 vittime, il filone sui sindacati scivola invece verso l’archiviazione. Nessun nome viene iscritto nel registro degli indagati.
La storia potrebbe finire qui, ma un ex dipendente, A. C., si oppone e chiede nuove indagini. Secondo il suo avvocato Ezio Bonanni, «era la non sicurezza il nodo e vi era una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, al falso in bilancio e al concorso in strage o quantomeno in omicidio colposo». Sarà il gip a stabilire se archiviare la pratica. L’ultimo operaio colpito da un raro tumore è morto pochi giorni fa.
Ingrandisci immagine

COMMENTI

30 commenti su 1  2   3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#20 ventocaldo2001 (1) - lettore
il 18.04.08 alle ore 12:49 scrive:
I sindacalisti: ovviamente le riflessioni che seguono non centrano niente con questa dolorosissima storia (c'è solo da sperare e mi auguro che il gip non archivi la pratica, prosegua l'indagine, identificando colpe e colpevoli e vada giù duro) ma fa riflettere l'enorme potere che il sindacato esercita sulla vita di tutti noi attraverso i suoi rappresentanti, e non c'è verso di opporsi, altrimenti apriti cielo. Oltre al mondo del lavoro dove, nel bene e nel male (dipende dall'interesse e dalla serietà delle persone, la storia testè denunciata fornisce un esempio) decidono il bello e il cattivo tempo, valutiamo l'enorme potenza decisionale sulla nostra esistenza in base alla presenza di ex sindacalisti nelle stanze dei bottoni (quelli che contano davvero), a chi copre o a chi ha coperto le istituzioni ieri e oggi: presidente della repubblica, presidente delle camera, presidente del senato sono ed erano tutti di loro, per non parlare di politici, sindaci, banchieri, ballerini e giocolieri, Altro che CASTA.
#19 guerriero (254) - lettore
il 18.04.08 alle ore 12:23 scrive:
Di cosa ci si puo' stupire? Che queste associazioni non facciano gli interessi dei lavoratori, ma solo i propri di bottega, e' cosa nota e datata. Che poi si arrivi a bassezze del genere, conferma che neanche la categoria dei sindacalisti sfugge alla tentazione del denaro facile, alla faccia di tutti i loro tesserati che guadagnano 1200 Euro al mese con grandi fatiche.
#18 ar-men66 (31) - lettore
il 18.04.08 alle ore 12:05 scrive:
c'è del marcio ovunque, non solo in Danimarca....non se ne può più di questi metodi diffusi ornmai a tutti i livelli della società, sono molto sfiduciata sulle vere possibilità di modernizzazione...comqunqe con tutti i sindacalisti in giro, perchè abbiamo già avuto più di 300 morti sul lavoro?
#17 romano polemis (110) - lettore
il 18.04.08 alle ore 11:45 scrive:
(W)Alter ego Letteva apevta ai lavovatovi2) da almeno dieci anni assumiamo nelle aziende capitoline lavovatovi - solo PVECAVI - ma che poi difendiamo, ma loro sbagliano se si sentono pvesi in givo, devono capive che lo facciamo pev il lovo bene e lo facciamo solo pev vagioni di mavketing: abbiamo fatto una gvossisima opevazione che ci davà un consenso sicuvo. Capite bene, anche se voi lavovatovi avete fivmato contvatti capestvo con i sindacati, noi abbiamo pensato bene che pev fav vispettave questi contvatti abbiamo dovuto pvomuovere a divigenti quegli stessi sindacalisti che hanno fivmato quei contvatti, così pigliamo i voti anche di quei sindacalisti, e sono centinaia di voti che al momento oppovtuno sevvivanno. Quindi, se la destva pensa di vinceve a Voma, se lo può solo sognare, noi abbiamo fatto il massimo degli sfvovzi pevchè ciò non accada vostvo (in)fausto p.s. che faticaccia scrivere bertinottiano! invece, pensare bertinottiano è da suicidio .. per i lavoratori, s'intende!
#16 luca.solimeo (2) - lettore
il 18.04.08 alle ore 11:43 scrive:
E pensare che i sindacati sono nati per tutelare i diritti dei lavoratori!!!! Se ciò corrisponderà a verità avreme l'ennesima conferma che per certa gente tutto si può comprare, anche la vita di un lavoratore!!!
30 commenti su 1  2   3  4  5  6   pagine RSS commenti | Cosa sono?

ANNUNCI GOOGLE

Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
di Marcello Foa
Gran bel colpo della Stampa, che stamane pubblica un’intervista...
di Alberto Taliani
 Mentre infuria la polemica sui mammoni e sull’illusione del posto...
di Paolo Giordano
Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista...
di Dan Segre
Perché la Cina segue la Russia nel bloccare le sanzioni contro la...
di Sum ergo Cogito
Per credere nell’infinito occorre accorgersi che il mondo é...
- correlati
+ correlati