Ecco le tre ragioni di questa sconfitta

Il centrodestra ha perso e non è una sorpresa. Tra le ragioni di fondo: una comunicazione disastrosa e l'incapacità di cogliere il malumore della gente. Ora per Berlusconi un difficile dopo elezioni

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Il centrodestra ha perso e non è certo una sorpresa. Ora si tratta di analizzare le ragioni della sconfitta. A caldo ne individuo tre.

1 Comunicazione disastrosa. Questa campagna elettorale verrà ricordata come la peggiore della Seconda Repubblica, soprattutto a Milano. La Moratti è riuscita a sbagliare tutte le mosse.. Per vincere bisogna avere un candidato forte e un'idea vincente. Obama e Yes We Can, Sarkozy e Insieme tutto è possibile. La Moratti, in partenza, era debole in quanto giudicata antipatica dallla maggior parte dei milanesi. Avrebbe dovuto compensare la sua evidente impopolarità con uno slogan vincente o vantando il buon governo della città. Ma non ha trovato lo slogan e non è riuscita a dimostrare di aver fatto grandi cose per la città; così, nel subconsocio degli elettori è rimasta l'antipatia e un'impalpabile diffidenza, che le sue ripetute gaffe hanno accentuato. Quella sulla condanna di Pisapia le è costato il primo turno, ma nelle ultime due settimane la Moratti non ne ha azzeccata una. Come si fa a recarsi, non invitata, a una manifestazione di disabili, indetta per sostenere Pisapia? C'è da stupirsi se finisce a fischi e ululati? Che senso ha inviare all'ultimo giorno di campagna una lettera di scuse a Pisapia, ma in forma privata, meravigliandosi che questi si rifiuti di renderla pubblica? Rinnegando l'Ecopass, promettendo di cancellare le multe e firmando accordi clientelari con i taxisti si comunica disperazione, volubilità, non la solidità richiesta dai milanesi.
Sia chiaro: Pisapia era un candidato debolissimo. Ha vinto perché ha trovato di fronte a sé un candidato ancor più debole di lui. E perché i suoi consulenti hanno condotto una campagna elettorale ben calibrata sia nei toni che nelle argomentazioni.

2 Il fattore Berlusconi. Per anni il Cavaliere ci ha abituati a campagne elettorali strepitose. Come comunicatore di solito è un fuoriclasse, come riconoscono anche i sinistri intellettualmente onesti. Però in questa campagna è mancato il suo guizzo vincente; anzi la sua visione di gioco. Per la prima volta dal '93 ha sbagliato i tempi della partita, mostrandosi o troppo aggressivo o troppo rassicurante e rimanendo a lungo in silenzio, proprio quando, all'indomani del risultato del primo turno, i suoi estimatori aspettavano ansiosamente che battesse un colpo, che imprimesse una svolta. Insomma, è sembrato un fuoriclasse che dopo una lunga e strepitosa stagione, non dà il meglio di sé in una finale. Capita anche ai migliori e Berlusconi saprà di sicuro valutarne le ragioni. C'è da chiedersi che cosa sarebbe successo se non si fosse impegnato in prima persona; verosimilmente sarebbe andata persino peggio. Ma la sorpresa è grande e i suoi nemici cercheranno di approfittarne in un dopo-elezioni che si annuncia tempestoso, dentro e fuori la coalizione.

3 La pancia della gente. Il Pdl piange, ma la Lega certo non ride. Fino ad oggi si pensava che i voti in uscita dal Pdl fossero destinati a un Carroccio, capace di cogliere e interpretare i malumori della gente. Invece appare chiaro che la Lega non può più presentarsi al contempo come forza di governo e di opposizione e che iniziative ad alto ritorno mediatico, come il boicottaggio delle celebrazioni per il 150esimo dell'Unità d'Italia, sublimano le pulsioni dell'elettorato più oltranzista, ma allontanano gli elettori moderati e non servono nemmeno a intercettare il voto di protesta.

Il dato più significativo di queste elezioni è che, per la prima volta, nessun partito di centrodestra ha saputo catalizzare il malumore degli italiani. Chi voleva protestare, perché scontento per il modo in cui la propria città era amministrata (come a Napoli) o perché insoddisfatto della situazione del Paese, ha votato per candidati outsider quali Pisapia e De Magistris o per i grillini o, tra i moderati, si è astenuto; non ha certo scelto i grandi partiti. E questo dovrebbe preoccupare innanzitutto Pdl e Lega, ma anche il Pd, che non ha trionfato e che appare lontano dal cuore della gente.

Da queste elezioni emerge un'Italia diversa, meno compiacente, più arrabbiata e imprevedibile, che pretende di essere capita e confortata con i fatti, sia a destra che a sinistra. E' chiaro il messaggio?

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COMMENTI

175 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#175 Maurizio Rana (1) - lettore
il 02.06.11 alle ore 11:47 scrive:
Io vorrei solo che si smettesse di utilizzare la parola "destra" per indicare il Pdl. Il Pdl è centro, è l'ex Dc con l'aggiunta di qualche radicale e comunista. Destra è altra cosa.
#174 Sandro Marti (863) - lettore
il 31.05.11 alle ore 18:10 scrive:
iungerei anche una quarta ragione: il bunga-bunga e la sua corte di turpi personaggi , Scajola, Verdini, Cosentino, Bertolaso, le riforme ad-personam, il ridicolo sulla scena internazionale, le promesse mancate, l'aumento di tasse, tariffe e servizi, la mancata innovazione... Continuo?
#173 Tina Ferrari (138) - lettore
il 31.05.11 alle ore 13:05 scrive:
La destra commette sempre il solito errore...secondo me, quando governa deve fare quello che gli chiedono i propri elettori, non deve commettere l'errore di "mollare" quando gli studenti universitari x ipotesi vanno sui tetti, non deve cercare di andare d'accordo anche con la sx ...per il proprio popolo sembra "debole". Non da ultimo l'elezione di Napolitano a presidente della Repubblica, errore madornale, la sx non avrebbe mai eletto un uomo di dx alla stessa carica !!! Mi e' venuto un coniato di "vomito" a vedere ancora il faccione di mortadella !!! per l'amor di Dio, fate qualche cosa !!! ma non ancora Prodi..basta, basta, per favore basta !!!
#172 voce nel deserto (13038) - lettore
il 31.05.11 alle ore 12:46 scrive:
Non è una sconfitta per la destra se non a Milano e Napoli. Votazioni di serie B. Candidati di serie B. Commentatori di serie C fra i quali hanno fatto spicco Bindi l'Onnisciente, Bersani il dritto di 7 cotte e Di Pietro,sedicente padre di De Magistris che adesso lo butta a mare.... Altri commentatori indegni della " promozione" Vendola,eloquio forbito per dire il nulla , Cesa , "sta cannila sa d' à stutari.. ed il fasciocomunista Fini dell'armata ( brancaleone,natruralmente ). Poi il loro verbo è disordine e violenza e sulla coscienza hanno l'assassinio di Marco Biagi,il vate del corso nuovo delle relazioni industriali. Forza Berlusconi,largo agli ideali liberaldemocratici.
#171 giessebi (329) - lettore
il 31.05.11 alle ore 12:43 scrive:
Un certo numero di commentatori dice che il pdl ha "demonizzato" l'avversario: ma come definireste la campagna ininterrotta di giornali e tribuni televisivi di sinstra contro il premier? A quanti scrivono che Berlusconi e' "sceso in campo" per tutelare i propri interessi, vorrei poi ricordare che praticamente tutte le iniziative giudiziarie contro di lui sono partite dopo la sua creazione di Forza Italia, quindi invece di invitare noialtri a pensare con la nostra testa (grazie ToniPA, se non me l'avesse consigliato lei...) perche' non cercate di essere un po' obiettivi sull'argomento? Credo che abbiamo perso per le promesse non mantenute (a me fa particolare rabbia la non abolizione delle province) e per l'oggettiva mancanza di crescita, ma ripetere luoghi comuni su Berlusconi e il Giornale mi sembra sinceramente poco costruttivo.
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