Anche Beppe Grillo chiede soldi allo Stato

Il movimento del comico aveva annunciato di voler rinunciare ai finanziamenti elettorali, invece ha fatto domanda alla Camera per ottenere 193mila euro per le Regionali in Emilia Romagna. Solo dopo essere stati scoperti giurano: un errore, rimedieremo

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Roma - La cifra farebbe gola a chiunque, comprese le anime belle del Movimento cinque stelle, i grillini. Centonovantatremila e passa euro (193.258,87 euro), la somma spettante alla lista Grillo per il risultato alle regionali nella sola Emilia Romagna, dove il movimento del comico ha eletto ben due consiglieri con un formidabile 7% (161mila voti). Ebbene, i grillini li riscuoteranno quei pubblici denari, venendo così meno all’impegno preso contro la casta (da mandare a vaffa), oppure no? La risposta è un giallo in piena regola. Anche se l’unica certezza in proposito sembra essere la richiesta ufficiale di rimborso elettorale inviata all’Ufficio di presidenza della Camera il 5 marzo 2010, protocollata dalla segreteria di Montecitorio e firmata dal promotore della lista Grillo in Emilia Romagna, il neo consigliere Giovanni Favia.

Lo stesso grillino che lo scorso 20 aprile a Modena aveva dichiarato: «Noi abbiamo rinunciato ai rimborsi». Nel documento inviato a Fini, invece, Favia scrive che, in qualità di promotore della lista, «richiede l’erogazione del rimborso connesso alla consultazione elettorale in oggetto». E dunque?

La gaffe è stata scoperta dall’agenzia Dire, che ha fatto due riscontri e ha notato la contraddizione. La somma da versare sul conto corrente del Movimento cinque stelle è nero su bianco nelle tabelle allegate alla delibera sui rimborsi elettorali che l’ufficio di presidenza di Montecitorio proprio oggi è chiamato ad approvare (la scadenza per i pagamenti è il 31 luglio). E allora, i grillini emiliani avranno o no quel bonifico? Dopo che la voce si è diffusa, il Movimento Cinque stelle è corso ai ripari per spiegare l’accaduto. Nessun rimborso, solo «un errore materiale della Camera», così almeno sostengono i grillini. «Noi quei soldi non li vogliamo - ha spiegato Favia -. Ho appena chiamato la segreteria della presidenza della Camera e mi sono assicurato che dalla deliberazione sarà stralciata la parte relativa ai rimborsi per il Movimento dell’Emilia Romagna».

Sarà certamente vero, però una telefonata non basta per bloccare la procedura già avviata da marzo. A Montecitorio serve una richiesta scritta di rinuncia al rimborso, e infatti i grillini hanno dovuto mandare un fax con l’esplicita rinuncia, e solo a questo punto Montecitorio ha preso atto della decisione su quei 200mila euro.
Però i dubbi restano. Perché aspettare tanto tempo (e aspettare che lo scoprisse la stampa) per annullare la precedente richiesta di rimborso?

Anche qui i grillini hanno pronta una spiegazione: «La nostra non era una richiesta formale ma una semplice e mail dove non era nemmeno specificato un tesoriere del movimento né un numero di conto corrente. All’epoca non avevamo ancora stabilito con Beppe Grillo se rinunciare ai rimborsi o devolverli in beneficenza. Ho spedito la mail solo per evitare che quei soldi finissero nel calderone e se li spartissero gli altri partiti (ma non è così, semmai i soldi non riscossi rimangono nelle casse del Tesoro, non vanno agli altri partiti, ndr)». Il grillino emiliano dice di essersi mosso, all’epoca, di comune accordo coi grillini del Piemonte (altra regione dove Grillo ha fatto il boom). Però anche qui non tutto fila liscio. Perché la lista Grillo del Piemonte non è mai stata inserita nei soggetti beneficiari dei rimborsi della Camera, avendo inviato un formale rinuncia, cosa che i grillini dell’Emilia Romagna non hanno fatto. Quindi? Niente, «sono stati più bravi di noi», è la risposta di Favia.

Sarà, ma in molti hanno visto in quest’incidente burocratico (dalla strana tempistica) un pericoloso scivolone per la credibilità dei grillini come anti-Casta. Episodio che si innesta in un momento particolarmente turbolento dei grillini, con accuse di «vecchia politica» o addirittura di «voto di scambio» che volano tra le sedi del Movimento dalla Campania al Nord. Maretta anche per la scelta di Beppe Grillo di registrare a proprio nome (quindi unico titolare con diritto d’uso) il simbolo del Movimento. Molte promesse rischiano di volatilizzarsi.

Come quella che, se eletti, i neo consiglieri (come Favia) si sarebbero ridotti lo stipendio a 1300 euro. Li hanno abbassati di molto, è vero, ma fermandosi comunque a 2500 euro mensili, non 1300. Un rimborso da 200mila euro, dopo le battaglie a colpi di Vaffa contro i partiti, sarebbe stato un autogol clamoroso. Meno male che la stampa se n’è accorta prima che fossero incassati.

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COMMENTI

65 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#65 Giovanni Agretti (76) - lettore
il 28.04.12 alle ore 17:39 scrive:
Non capisco lo stupore di qualcuno. Nel suo sito la parola più diffusa dal comico/politico genovese che guadagna (lecitamente) quasi 5 milioni di euro all'anno, è: "comprate!". Ovvio che vada a quattrini come tutti e che - come tutti gli altri - neghi. Chi non l'ha ancora capito ha il cervello di un criceto.
#64 Olga.Antonelli (611) - lettore
il 18.12.11 alle ore 15:54 scrive:
Quand'è che qualcuno si deciderà a far tacere (non intendo fisicamente) questo querulo e urlante umanoide che risponde al nome di Grillo? E' inguardabile, inascoltabile e ineguagliabile per il cattivo gusto con cui si propone sui palchi allestiti per dare forza alle sue interminabili smargiassate.
#63 andrea anzani (794) - lettore
il 28.07.10 alle ore 9:34 scrive:
@ #48 hexyt: anche la sua grammatica fa pietà, po' non si scrive con l'accento.
#62 BIASINI (284) - lettore
il 27.07.10 alle ore 19:21 scrive:
Veramente il Grillo nel suo blog dice son tutte falsità. Ci attendiamo una replica documentata....
#61 ancer (1) - lettore
il 27.07.10 alle ore 19:20 scrive:
Premesso che è assolutamente legittimo cambiare idea vediamo le differenze sostanziali fra movimento 5 stelle piemonte ed emilia romagna per comprendere come in quest’ultimo ci siano molti punti oscuri e politicamente ambigui. 1. Entrarnbi i movimenti ad inizio marzo pensano di prendere i rimborsi, il piemonte presente una corretta domanda con tutti i dati necessari, si comportano rispettando regole e leggi anche nell’atto di revoca regolarmente effettuato. Xchè in emilia romagna, nonostante i movimenti siano in contatto fra di loro, presentano una domanda priva di alcuni dati? Xchè non la fanno seguire da una corretta revoca e sono costretti a mandare un fax quando esplode la polemica? 2. Xchè in emilia romagna si rifiutano sistematicamente di mettere in rete i documenti di cui parlano? E’ possibile vedere la domanda del 5 Marzo? E’ possibile vedere la richiesta di chiarimenti alla camera e la loro risposta in merito? Chi di voi crede alla favoletta che i soldi non sarebbero arrivati xchè mancavano alcuni dati? Pensate all’ipotesi contraria ovvero che stante la volontà di ricevere i rimborsi, non avendo presentato alcuna revoca ed essendo assolutamente certo il richiedente questi non venissero erogati x la mancanza del conto corrente. Da buon genovese grillo starebbe ancora gridando!!!!!!! 3. In piemonte hanno reso pubbliche buste paga e conti in emilia romagna ancora no! E’ possibile sapere chi è l’intestatario del conto corrente “progetti 5 stelle” su cui vanno versati i soldi eccedenti? Xchè favia ancora non rendiconta le spese sostenute che vanno aggiunte ai 2500 euro netti percepiti e quindi alla fine tutta questa differenza con gli altri non esiste? 4. Favia appena insediato, pur non avendo alcuna competenza finanziaria, pretendeva la presidenza della commissione bilancio per controllare i bilanci altrui quando a differenza del piemonte non è neppure in grado di presentare una domanda con coordinate bancarie corrette e titolarietà del rimborso. Ci può spiegare le sue competenze e mostrare qui in rete il suo curriculum? 5. Favia e il movimento a lui connesso è in grado di smentire di avere espulso e censurato molte persone che avevano opinioni diverse dalla sua? Qui sono presenti molti commenti anche duri che nei siti del loro movimento sarebbero regolarmente censurati come è avvenuto + volte! Grillo e Favia ovviamente non risponderanno mai a queste domande!!!!!!!!!!
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