venerdì 25 settembre 2009, 11:20
Annozero mette alla gogna il Giornale
Per Santoro abuso di servizio pubblico
Santoro, Travaglio e soci gettano fango in libertà su Berlusconi e ancora di più sul Giornale. Una rapina ai danni della buona fede dei telespettatori e di tutti gli italiani che pagano il canone. Pur di attaccare Feltri usano l'ex direttore Giordano e l'ex editorialista Facci
Santoro dixit, 14 settembre, una decina
di giorni fa: «Sappia Berlusconi,
che continua ad agire vigliaccamente
nell'ombra...». Sappia che
cosa? Ecco: la minaccia mafiosa di Michele Santoro all'ex datore di lavoro ieri si è realizzata davanti al pubblico televisivo.
Il Mago della
Sinistra ha lavorato con tutti i suoi
cilindri, petardi, mossette, luci soffuse a
simboleggiare la sua coscienza che brilla
nella notte del popolo bue. C'erano i pirati
con l'uncino al posto del braccio, Michele
aveva il pappagallo sulla spalla, a nome
Travaglio. Il culmine è stato quando Santoro si è identificato con san Lorenzo Martire e ha attribuito a se stesso le parole del cardinal Bagnasco sul poverettocotto alla graticola dall'imperatore.
Scopriamo così che è
Michele la notte del 10 agosto a far cadere
le stelle dal cielo. Misa che si sopravvaluta
anche come martire.Vauro riesce a giocare anche con le bare dei nostri soldati in Afghanistan
avvolte dal tricolore. Che pena.
È stato un atto di guerra (in)civile quello
accaduto ieri sera su Rai 2, prima puntata
di «Annozero». A dire la verità ci aspettavamo di più,
si dev'essere ammosciato. È stata
un'aggressione annunciata per tempo,
come il fulmine dopo il tuono. È stato un
putsch guatemalteco in età elettronica. Si
sa che i golpe ormai non si fanno con i carri
armati ma occupando postazioni pubbliche
per imporre la propria forza di minoranza,
giustificando il sopruso con la propria
presunta superiore moralità. Così ieri
sera Michele Santoro, accompagnato dal
parere favorevole -ma guarda un po' il caso-
della magistratura, si è impadronito di
nuovo della navicella del popolo televisivo.
È bravo.
Efficace. Ha successo. Lo
guardiamo tutti, anche perché
i gatti spiaccicati attirano sempre
lo sguardo. E lui è e la sua
squadra sono specialisti nello
spiaccicare la gente sull'asfalto
del loro linciaggio pubblico. Lo
guardano tutti, il Michele. Ma
anche Vallanzasca, detto il bel
René,funzionava bene nelle rapine,
era molto professionale.
Michele, con professionalità,
rapinala buona fede e pure il canone.
Parte da un postulato
non dimostrato: in Italia non
c'è libertà. E si contraddice subito.
Scrive che Il Fatto (réclame
gratis) raddoppia la tiratura in
due giorni, «gli facciamo gli auguri
». Complimenti.
Titolone: «Farabutti». Si comincia
lasciando la voce al lamento.
Esordisce il Conducator:
«State tranquilli, c'è Travaglio,
senza contratto ma sistemeremo anche
quello». Poi dà
voce a Berlusconi: «La Rai...tutte
trasmissioni sempre e solo
contro la mia parte politica, siamo circondati nella politica nella stampa e nella
televisione da
troppi farabutti». Lo impana come
una cotoletta. È la famosa
tecnica del blog. Si ritaglia e si
incolla deformando, costruendo grugni grotteschi con parole
vere. Ma questo va bene se si
chiama satira, se no diventa falsificazione.
Quindi tocca lo stesso
servizio a Renato Brunetta:
«L'Italia sporca, i cattivi dipendenti pubblici,
i cattivi magistrati,
le cattive banche, quelli che
vivono sulle spalle della prima
Italia che rischia. Gli stiamo facendo un mazzo così,
certoc ulturame
parassitario, che sempre ha sputato sentenze contro
il proprio Paese... non hanno
mai lavorato per un'Italia migliore.
Fai bene a chiudere il rubinetto dei fondi pubblici,
Sandro Bondi,
ai parassitidei teatri
lirici, ai finti cantanti, ai finti scenografi...
a lavorare!».