
Roma - Michele Santoro ha preparato una seconda puntata d'assalto. Annozero atto secondo: titolo della puntata? "No giampy no party". Con l'escort pugliese Patrizia D'Addario in diretta da Bari. Nessuna censura, nessuna libertà di stampa violata come denuncia la sinistra, dunque. "In questa valle di Giosafat l'unica cosa che non farò è smettere di andare in onda: se vogliono che non vado in onda, lo devono dire, altrimenti fino a quel punto sempre in onda sto", ha detto Santoro aprendo la puntata. Santoro ha raccontato di aver ricevuto "attorno alle 19 di questa sera otto pagine con un parere dell'ufficio legale della Rai che in sostanza diceva che la D'Addario non può partecipare. Siccome era accompagnato da una stringata letterina del mio direttore di rete, gli ho subito chiesto se si trattava di una direttiva o solo di un parere di cui tener conto. E la risposta è stata: non ho ricevuto indicazioni aziendali in merito". "Dopo tante diffide all'Agcom, a questo punto una domanda all'Autorità per le comunicazioni la rivolgo io: chi garantisce il contraddittorio in questo Paese?". Santoro come da copione (preparatorio della manifestazione di piazza di sabato) con la quale chiude il suo intervento di apertura della puntata . "E' proprio vero - si è poi chiesto - che il servizio pubblico non si può prendere perfino beffa del premier? Tutti i servizi pubblici del mondo non dicono nulla dei presidenti del Consiglio?". E subito via a brani di una trasmissione di prima serata della Bbc nella quale si parlava (naturalmente) di Berlusconi e Gordon Brown, ironizzando in maniera pesante sui loro gusti sessuali (della serie, anche questa già vista e detta: avete visto cosa pensano all'estero dell'Italia e del suo premier..?). E dopo gli attacchi contro Bruno Vespa dei giorni scorsi, Santoro ha indicato al pubblico un altro bersaglio: il direttore del Tg1, Minzolini.
D'Addario show: ho registrato ma non volevo ricattare... Poi è andato in onda il "piatto forte", Patrizia D'Addario, "svelata" in diretta dalla Tv di Stato. "Ero felice del fatto di essere rimasta lì col presidente e che lui si era interessato alla mia persona, ha detto che mandava due persona a Bari sul mio cantiere. Era solo un aiuto che voleva darmi per rendere più veloce la pratica e mi rendeva felice". Così racconta il giorno dopo del suo incontro a Palazzo Grazioli con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Il presidente era molto affettuoso e molto gentile, non voglio entrare in merito alle cose della notte, si è interessato alla mia persona e la mia felicità era legata al fatto che lui era molto attento al mio progetto. Il giorno dopo mi ha chiamato ed ero felice", aggiunge.
"Perché ha registrato?" è la domanda "Io non ho tradito nulla, nessuno è arrivato sul mio cantiere. Sono stata convocata dal giudice e dire tutta la verità. Io ho sempre registrato perché così mi sentivo più sicura, non perché volevo ricattare qualcuno, non ho mai pensato ad una cosa del genere", la risposta. "C'erano solo il presidente e Giampaolo Tarantini, eravamo più di venti ragazze e c'erano solo loro. Si ballava, si cantava", ha aggiunto confermando di essersi presentata come "Alessia" e di essere stata portata dal premier da Tarantini. Molte le reticenze sul perché avesse registrato l'incontro e molti i dubbi sulla versione sollevati da Maurizio Belpietro direttore di
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