Annozero, Ruotolo minacciato

Minacce di morte a Sandro Ruotolo, numero due di Annozero. All’esame degli investigatori una lettera dalla quale si evince che è stato pedinato e sorvegliato

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Roma - Minacce di morte a Sandro Ruotolo, numero due di Annozero, e alla sua famiglia, sulle quali la Digos sta indagando: secondo quanto si apprende, non si tratterebbe dell’opera di un mitomane. All’esame degli investigatori c’è infatti una lettera dalla quale si evince che il giornalista è stato pedinato e sorvegliato. Nella stessa missiva, inoltre, si fa riferimento ad una lista di "obiettivi" in cui Ruotolo sarebbe il secondo.

Le minacce di morte "Attento tu sei il secondo della lista", poi riferimenti ad un servizio andato in onda sulla vicenda Boffo, l’ex direttore di Avvenire dimessosi dopo le polemiche seguite ad alcuni articoli pubblicati da il Giornale. La missiva è arrivata al domicilio privato del giornalista e, a quanto si apprende, ci sarebbero indicazioni così precise e dettagliate da rendere pressochè certo che Ruotolo sia stato pedinato e tenuto d’occhio da parte di sconosciuti che così hanno mostrato di aver acquisito più elementi di "pressione" nei suoi confronti. Indagini sono in corso da parte della Digos di Roma, cui Ruotolo si è rivolto recandosi presso gli uffici di polizia e consegnando la missiva minatoria ricevuta. Nella lettera anonima viene detto inoltre che il giornalista è il secondo obiettivo di una lista, che però non comprenderebbe - a quanto sinora si sa - altre persone legate ad Annozero.

Le indagini della Digos "Mi fido degli investigatori, quello che loro dicono mi va bene, sono dei professionisti", l’unico commento di Ruotolo alla richiesta di informazioni. "Non posso dire di più per ovvie ragioni di riserbo legate alle indagini. L’unica cosa che posso sicuramente affermare è che continuerò a fare il giornalista con la schiena dritta, queste cose non mi fermano". Da rilevare che l’indirizzo dell’abitazione né il numero di telefono di Sandro Ruotolo compaiono negli elenchi telefonici sul web, un motivo in più per ritenere che il gironalsita sia stato effettivamente seguito e sorvegliato fino ad ottenere i suoi recapiti. 

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COMMENTI

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#4 Zdenek (1189) - lettore
il 06.10.09 alle ore 11:35 scrive:
Contenti ora? Perché non sottolineate che anche il suo indirizzo è sull'elenco telefonico, come fatto per il giudice del Lodo Mondadori?
#3 RAUMO (241) - lettore
il 06.10.09 alle ore 11:28 scrive:
Brigate Nere in azione o mitomani?
#2 volegno (319) - lettore
il 06.10.09 alle ore 11:24 scrive:
Lontano dall'esser contento per il miserevole gesto, mi vien da pensare che "Chi semina vento, prima o poi raccoglie tempesta", ed anche "Chi continua a soffiare sul fuoco, prima o poi si scotta". Con questo auguro, all'uomo, non al giornalista la mia solidarietà per il miserabile gesto compiuti dai suoi pedinatori.
#1 fede_angelo (416) - lettore
il 06.10.09 alle ore 11:22 scrive:
mancava la minaccia di morte a qualcuno del team
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