Appalti, spuntano le richieste di Di Pietro jr

Ecco le carte che sbugiardano l'ex pm: leggi i verbali della Dia. Secondo gli inquirenti, Di Pietro avvisato sei mesi prima degli altri del procedimento sul sistema Romeo trasferì l’alto dirigente Mautone da Napoli a Roma. Appalto da annullare, ma la Giunta Veltroni tirò dritta

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Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica

Roma - E ci voleva pure querelare. Oggi che la Dia certifica il sospetto, più che fondato, che Antonio Di Pietro sapesse in anticipo delle indagini su Napoli (dove il figlio era intercettato insieme al Provveditore opere pubbliche, Mario Mautone, poi arrestato) quando ancora nessuno lo sapeva, l'ex ministro Antonio Di Pietro deve spiegare molte cose. E non limitarsi più a minacciare azioni giudiziarie o a rispondere cose false.

Ha l'obbligo morale, lui che fa della trasparenza il cavallo di battaglia della sua azione politica, di dire chi è la fonte istituzionale che gli ha spifferato in anticipo notizie segretissime su un procedimento penale che vedeva intercettati, oltre al figlio e a Mautone, pezzi importanti dell'Italia dei Valori (Nello Di Nardo, suo ex segretario già sottosegretario al Viminale, il senatore Nello Formisano, il deputato Americo Porfidia, più altri consiglieri regionali).

Già, perché Antonio Di Pietro seppe delle indagini della Dda partenopea a metà del 2007, quando le prime fughe di notizie – come ha ricordato il procuratore Lepore – risalgono a fine gennaio 2008.

Quando il Giornale ha rivelato del coinvolgimento di Mautone, ricordando che proprio l'allora ministro Di Pietro lo portò a Roma affidandogli anche un’importante commissione sugli appalti stradali, Tonino disse che a lui avrebbero dovuto dare una medaglia perché «decise l'immediato trasferimento a Roma per evitare che Mautone potesse nuocere».

Quando, sempre il Giornale, gli ha fatto notare che nel 2007 l'inchiesta era ancora coperta dal riserbo istruttorio, Tonino diramò un messaggio alle agenzie di stampa sostenendo che non c'era alcun mistero, che il Giornale insinuava il falso e che, «come qualsiasi cittadino», lui aveva saputo «dell'esistenza delle indagini dalle agenzie di stampa». Un rapido controllo sulle agenzie dell'epoca, però, ha dimostrato che nulla, nel 2007, era stato scritto da Ansa, Agi, Adn Kronos, Apcom, Il velino e via discorrendo. Un lapsus? Un abbaglio? La Dia è lapidaria: «A seguito della fuga di notizie, Mautone riceve comunicazione di trasferimento a Roma, Cristiano Di Pietro non parlerà mai più al telefono con Mautone dopo che nel corso dell'ultima telefonata la linea viene interrotta bruscamente. Il ministro Di Pietro chiede di parlare di persona con il senatore Formisano, poi fa una riunione politica dove chiede ai suoi collaboratori di tenere fuori il figlio perché ritenuto “troppo esposto”».

Con i sospetti sollevati dalla Dia, si riapre il giallo della fuga di notizie insieme alla constatazione che fino a oggi, in tutti i modi, il nome di Di Pietro e del figlio, nonché di tutti gli altri esponenti dell'Italia dei Valori, a differenza di altri, erano stati tenuti segreti.

Allora chi ha detto all'ex pm dell'indagine sul «sistema Romeo» che all'epoca, estate 2007, nessuno conosceva? Perché Di Pietro dice di aver appreso dell'inchiesta sul Provveditore dalle agenzie di stampa, quando non è vero? Se si ha la pazienza di andare a curiosare in archivio digitando Di Pietro e Mautone saltano fuori solo proteste per la discussa nomina di Mautone da parte dell'ex ministro e svariate notizie sul figlio dell'ex pm, Cristiano, consigliere Idv a Campobasso, che spesso inaugura opere pubbliche insieme allo stesso Mautone. La Dia sottolinea proprio questi ripetuti incontri e interventi di cortesia. Che Di Pietro junior fosse in rapporti con Mautone lo ha confermato proprio quest'ultimo, forse subodorando ciò che la Dia aveva intercettato sul suo telefonino: «Il figlio di Di Pietro mi telefonava per informazioni su lavori pubblici e mi segnalò professionisti molisani per commissioni di collaudo, e io lo feci». Poi tutto si interrompe. Di Pietro junior non parla più con Mautone, che finisce a Roma.

Un dettaglio che oggi assume contorni inquietanti. Perché Tonino ha saputo, chissà da chi, delle avvisaglie dell'inchiesta. E il trasferimento punitivo non ha sortito gli effetti sperati se è vero, come scrive la Dda di Napoli, che «la condotta criminosa di Mautone è proseguita quando Di Pietro era ministro ed è tuttora in atto».

Come la giri, la giri, è un gran mistero. Per risolverlo basta solo che l'ex pm risponda a una domanda. Da chi ha saputo dell'inchiesta?

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COMMENTI

101 commenti su 1  2  3  4  5  6  7  8  9   10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#56 Andrea 68 (1109) - lettore
il 23.12.08 alle ore 11:44 scrive:
Mautone ne parla anche con il sindaco di Recale, Amerigo Porfidia, Idv: «Mi devo rivolgere a Cristiano?». «No - gli risponde Porfidia - il padre non lo tiene molto in considerazione il figlio». da "La Stampa" che ha pubblicato TUTTE le intercettazioni e non solo quelle che vi fanno comodo!
#55 Franco Parpaiola (313) - lettore
il 23.12.08 alle ore 11:41 scrive:
Salve. E pensare che se non ci fosse Gente come "Tonino u manovale" e conpagnucci vari, L´Italia sarebbe trà le prime Nazioni d´inportanza europea. Vista dal estero però vedo che la situazione sta migliorando. É giunta l´ora di far piazza pulita di tutta quella marmaglia che stà soffocondo il Bel Paese per i propri interessi. Salutonen
#54 gianniforty (5) - lettore
il 23.12.08 alle ore 11:37 scrive:
Come volevasi dimostrare anche Di Pietro e family fanno come tutti gli altri. Tutti a casa
#53 utordone (2261) - lettore
il 23.12.08 alle ore 11:36 scrive:
caro amico "3palmiro" qui non è una questione di garantismo: dalle nostre parti ce ne è fin troppo di garantismo, è una questione sulla moralità del capestratore di Montenero e della sua coerenza con le idee immacolate che sostiene. Dato che l'informazione è in mano al cavaliere: l'ADNKRONOS (cosa privata del PCI PDS DS PD) di oggi, nemmeno una, dico una, parola su questa faccenda! l'ANSA (indipendente .... sic !) stravolge la notizia e titola sul fatto come un "tentativo di ricatto al figlio di di pietro, salvo all'interno riportare una telefonata della moglie di Mautone che diceva " .. Mautone (ndr) SI E' MESSO A DISPOSIZIONE DI QUEL CR ... DI DI PIETRO CON IL FIGLIO ...." Notate con che razza di informazione abbiamo a che fare in Italia ! Tutti cercano disperatamente di nascondere ! Capito "3palmiro" ? Qui non si deve condannare nessuno: si debbono semplicemente riportare i fatti gravissimi che emergono nei confronti della famiglia di pietro ! E lui fa le querele.. il tapino !
#52 gcf48 (561) - lettore
il 23.12.08 alle ore 11:31 scrive:
caro #35 Andrea 68 ma lei ha mai provato i metodi di pietro? le assicuro che per fatti piu' esili sarebbero partite manette ecc. esperienze dirette le garantisco
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