Intanto Mas dovrà rispondere di omicidio colposo per l'accusa di aver causato l'insorgenza del cancro a un certo numero di donne che hanno usato le protesi mammarie Pip. Insieme a lui è stato arrestato anche Claude Couty, ex-dirigente dell'azienda che è stata chiusa nel 2010.
I timori legati agli impianti di queste protesi si sono diffusi alla fine dello scorso anno, dopo che le autorità francesi hanno consigliato circa 30 mila donne di rimuovere la protesi a causa dell'elevato rischio di rottura. Le autorità francesi hanno inoltre, riferito che tra le donne sottoposte all'impianto di protesi Pip si sono registrati 20 casi di cancro, di cui 16 alla mammella, ma hanno aggiunto che non è provato il legame tra la malattia e l'impianto protesico. Yves Haddad, legale di Mas, ha detto che il suo assistito, un uomo di 72 anni, non sta bene di salute e aspetta di essere visitato. Tempo fa, nel corso di un interrogatorio, Mas aveva ammesso di aver impiegato per le protesi Pip gel al silicone non autorizzato per questo tipo di presidio medico-chirurgico, ma aveva respinto l'accusa che questo ponesse un rischio per la salute delle donne che avevano avuto l'impianto. «Sapevo che quel gel non era autorizzato - ha spiegato l'imprenditore - ma l'ho fatto consapevolmente perchè il gel delle Pip era meno caro, ma di qualità decisamente più elevata». Philippe Courtois, un legale che rappresenta un gruppo di donne che hanno ricevuto le protesi Pip, ha detto di essere incoraggiato dall'arresto di Mas. L'imprenditore francese, oltre all'accusa di omicidio colposo, dovrà rispondere anche di truffa aggravata. La procura di Marsiglia, che indaga sul caso ha ricevuto oltre 2.500 denunce.
Inquietante quello che riferisce Giulio Basoccu, chirurgo estetico, responsabile della Divisione di Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva dell'Ini, Istituto Neurotraumatologico Italiano, che ha rimosso finora le protesi sotto accusa a 5 pazienti: «Tutte le Pip erano compromesse, in pratica presentavano delle rotture». Problemi che, comunque, non erano stati rilevati dalle pazienti, «che hanno optato per l'operazione solo a scopo precauzionale»
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