Ma questo è solo l’aspetto più spettacolare. Per Asia Argento Morgan è assolutamente inadeguato, anzi «inidoneo», su tutta la linea.
In sostanza, Morgan non vede mai, o quasi mai, la figlia, che da tre anni vive stabilmente con la madre. Non risponderebbe nemmeno alle telefonate e alle e-mail inviate dall’ex compagna per concordare «scuola, vacanze, sport». Nulla.
O poco più. Nel corso dell’anno scolastico 2007-2008, sempre secondo la madre, Morgan ha trascorso con la figlia solo due weekend in ottobre. Morgan, un padre assente, ha centellinato le visite alla piccola anche la scorsa estate. Dovevano trascorrere insieme le vacanze, in realtà lei «è stata praticamente sempre e solo con la nonna paterna». E a Natale, per completare un quadro sconfortante, padre e figlia «si sono incontrati per alcuni giorni e sempre per esclusiva iniziativa della mamma che ha accompagnata la bambina a Milano (anche in questa occasione provvedendo all’acquisto dei biglietti aerei)».
L’attrice non salva davvero nulla e affonda l’ex partner: Morgan stesso ha svelato di vivere con un giovane musicista che dorme nella stanza della bambina e anche questo aspetto dell’affettività di Morgan viene utilizzato dalla madre, implacabile, nel ricorso. Non solo, in casa le foto della bambina sono esposte fianco a fianco con il V canto della Divina Commedia, quello «dedicato ai viziosi e lussuriosi», stampato su pergamena. Altro che padre. Morgan, con i suoi comportamenti, «non può che rappresentare una elevatissima possibilità e pericolo di creare danni all’equilibrato sviluppo psicofisico della figlia». Insomma, è una mina vagante per la figlia, una minaccia alla sua educazione. E allora la madre, dopo aver rivendicato la «rinuncia a tutti gli impegni lavorativi all’estero» per stare vicino alla bambina, si decide al passo estremo: chiede «la decadenza» di Morgan dalla potestà genitoriale. Un provvedimento raro che colpisce il padre o la madre per colpe gravissime. Per esempio, quando violentano i figli.
Qualche settimana fa, con un precedente ricorso, la Argento aveva già ottenuto l’affidamento esclusivo della figlia e l’adeguamento dell’assegno versato dal padre per il suo mantenimento. Ma anche queste misure, evidentemente, non sono più ritenute sufficienti. E ora la mamma si assume la responsabilità di una guerra totale e si batte per far sparire il papà dalla vita della figlia. Anche se poi aggiunge: «Non si vuole certo sottrarre ala piccola il padre. Dovrà continuare a frequentarlo ma con delle garanzie». Asia Argento chiude la porta, ma lascia uno spiraglio aperto. In subordine, chiede che Morgan possa vedere la bambina «in incontri protetti, sotto la vigilanza della nonna materna ovvero di persona di fiducia della madre». Oggi la prima udienza. Morgan andrà in aula a difendere la propria onorabilità e i propri diritti di padre? La battaglia è appena cominciata.
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