Lo stesso accade per un movimento che è stato premiato dalla pubblica opinione, qualcosa che ha fatto centro - bingo - nel cuore della gente e che diventa vissuto, cantato, condiviso - shared - ricordato con memoria collettiva e sentimentale. È un’americanata, sì, ma un’americanata che si chiama democrazia e che nasce e si sviluppa da sola: gli americani, compresi i giovani arrabbiati, gli indignati, coloro che pensano di dover e voler cambiare il sistema, vogliono riconoscersi in simboli nati da qualcosa di vivo, creato dalla gente e riconosciuto come appartenente allo spirito del tempo, come lo Zeitgeist percepito per la prima volta nella Germania illuminista: «Was ihr den Geist der Zeiten Heisst», «è stato lo spirito dei tempi», dice Mefistofele nel «Faust» di Wolfgang Goethe, lo stesso Faust ricondotto allo spirito del nostro tempo dal capolavoro di Alexander Sokurov, vincitore della Mostra del Cinema di Venezia. E questa ci sembra l’americanata intesa come approccio alla vitalità dello spirito del tempo: la capacità di far vivere i simboli e tradurli in oggetti, portare gli oggetti alla vendita sia sulle bancarelle di strada che on line, nei veri negozi e nell’ipermondo virtuale, ovunque un sentimento diventi visibile e dunque con un valore che sia anche il valore di un dollaro, one damned buck, un solo dannato dollaro che come gli organismi unicellulari si suddivide e moltiplica tanto quanto si moltiplicano e si condividono le idee. E allora to make a quick buck off of it, tirar fuori un dollaro alla svelta dall’occasione che si presenta come evento condiviso, non è affatto un bieco sfruttamento commerciale, un deplorevole episodio di consumismo, ma la traduzione delle idee forti in azioni forti e la loro certificazione fisica nel mondo delle idee come nel mondo degli oggetti, ciò che può essere tramandato e trasmesso, venduto e comprato sul trade, il mercato dello scambio e dunque un traded brand, un marchio di fabbrica di oggetti e idee. Ancora oggi nelle campagne del Sud, dove vivono ancora cacciatori e indiani, trappers e giganteschi pellirossa impassibili e impermeabili al mondo moderno, il trade, lo scambio, del blanket per un cavallo come di un’idea, di un link per il computer come di un’esca per il salmone.
E il punto infatti ci sembra proprio questo: il rapporto biunivoco, cioè diretto e irreversibile, fra consenso democratico e traduzione del consenso in valore sia ideologico che commerciale: One buck, one idea, un dollaro e un’idea, una colletta e una rappresentanza, un libro e un sostegno a una causa, una causa e un marchio, un marchio e una maglietta, una borsa e una conquista sociale, una lotta, una battaglia, una musica, un film e una raccolta di fondi, un senatore, un congressman, un blog e una contestazione, una battaglia contro le tasse e una contro i monopoli, un paio di ciabatte di plastica e un paio di idee forti e vincenti: questa ci sembra l’anima leggera e allo stesso tempo profonda degli States, così lontana, così straniera rispetto alle nostre idee pesanti e arcigne, alle nostre marce grevi, agli insulti e al vecchio modo del vecchio mondo, di cui quello italiano appare spesso uno dei più decrepiti.
Ed è questa profonda leggerezza del sistema a guidare in America una democrazia che sorprende se stessa: come altro si potrebbe spiegare l’ascesa inaspettata e incontrollata dai poteri cosiddetti forti, di un outsider come il repubblicano nero Herman Cain, questa montagna di carne cervello e voce, che sta sbaragliando tutti i favoriti a cominciare dal coccolato (dai media) Mitt Romney e dal suo ipotizzato rivale Rick Perry. Cain viene fuori direttamente dall’anima non soltanto nera del Gop, il Grand old party che è anche un collettore di modi di sentire e che non ha nulla a che fare con quello che a noi potrebbe sembrare un partito banalmente conservatore. C’è una relazione fra l’esplosione del marchio Occupy Wall Street e l’ascesa impetuosa del nero che potrebbe diventare fra un anno il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America? Secondo noi sì: è proprio la scansione della libertà di strada e di pensiero popolare a determinare questi fenomeni da noi sconosciuti e che suonano bizzarri, a loro modo tutte «americanate». Basti pensare che Cain viene anche lui da esperienze commerciali e che il suo primo successo come uomo pubblico nella vita pratica è stata la catena di pizzerie «Godfather’s Pizza» (La pizza del Padrino, dunque un richiamo alla saga mafiosa siculo-americana), il cui slogan era A Pizza you cannot refuse, «Una pizza che non puoi permetterti di rifiutare», un richiamo a un celebre verso dell’Opera da Tre Soldi che Brecht scrisse a New York prima di seppellirsi a Berlino Est e in cui il principale personaggio Make The Knife era un coltello a serramanico in un guanto bianco sull’Hudson River: oggi sull’Hudson River, o pochissimo più in là, si rispecchia lo Zuccotti Park con le sue aiuole di marmo bruno lucente e i suoi alberelli stecchiti dai primi freddi di Halloween.
Occupy Wall Street
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