Assalto a casa Berlusconi

La sinistra prende 5mila abruzzesi come scudi umani e li manda a scontrarsi con la polizia

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Le foto di due ragazzi con la faccia insanguinata per le ferite (lievi) conseguenza della rissa per forzare i blocchi delle forze dell'ordine. Questa l'immagine dell'Italia che Massimo Cialente, sindaco di sinistra dell'Aquila, consegna ai circuiti internazionali dell'informazione. Per lui operazione riuscita: uno Stato cinico e violento che bastona terremotati disperati. Ovviamente non è così: Cialente ha preso cinquemila aquilani, li ha portati nella capitale e li ha scagliati contro l'abitazione privata del presidente del Consiglio, Montecitorio e Palazzo Madama. Il corteo non era autorizzato, carabinieri e poliziotti non hanno potuto far altro che difendere come hanno potuto gli obiettivi dell'assalto. A conti fatti è andata ancora bene, sarebbe bastato un niente e il bilancio della giornata avrebbe potuto essere ben più pesante.
Usare scudi umani per fini propagandistici è quanto di più irresponsabile e pericoloso si possa fare. Costringere poliziotti, alcuni dei quali probabilmente abruzzesi, a usare il manganello per sedare una rabbia non gestita da chi dovrebbe, cioè la politica, è da vigliacchi e lo aveva già capito Pasolini ai tempi dei moti di piazza del '68. No, caro sindaco Cialente, per nessuna ragione al mondo un primo cittadino mette deliberatamente a rischio l'incolumità dei suoi cittadini, neppure per la più giusta e nobile delle cause.
Che cosa avrebbero dovuto fare le forze dell'ordine? Permettere a cinquemila persone di fare irruzione nella casa del premier? Oppure fare invadere Montecitorio? Se ieri ci sono stati degli eroi, questi sono i poliziotti che sono riusciti a gestire una situazione delicata con tanta fatica, limitando i danni. È evidente che oggi i commenti dei giornali illuminati e progressisti saranno di segno diametralmente opposto. Ed è proprio questo il motivo dell'impasse che sta vivendo la ricostruzione dell'Aquila. Cioè aver arruolato anche il terremoto e il suo post nell'antiberlusconismo militante.
A sinistra infatti non si sono dati pace che un governo di centrodestra, e il presidente del Consiglio in prima persona, avessero compiuto un miracolo che in Italia, e non solo, si pensava impossibile. Tutto perfetto, nel limite consentito da un disastro naturale di quelle proporzioni. I soccorsi, le cure ai feriti, il primo intervento, la costruzione a tempo di record di case vere, i grandi del mondo portati sul cratere ancora fumante per sensibilizzare la comunità e l'opinione pubblica internazionale. Troppo per passare impunito. E così ha preso il via la grande campagna di disinformazione e odio. Trasmissioni tv, reportage, persino un film, firmato Sabina Guzzanti, premiato a Cannes, per gettare fango e discredito sulla più efficiente macchina di soccorsi mai messa in piedi. Disfunzioni, ritardi e ingiustizie, inevitabili e contenute, sono state elevate a regola, le cose fatte oscurate e ridicolizzate, le paure della gente enfatizzate, i problemi ingigantiti.
Quello che è successo ieri è la ovvia conseguenza di tutto questo. Ricordo che Berlusconi, in giorni non sospetti, cioè a ridosso del sisma, disse che per ricostruire i centri storici e far rientrare la gente ci sarebbero voluti dai dieci ai quindici anni e una quantità di milioni di euro ancora non definibile. Non parlava a caso, ma era una previsione supportata da unanimi pareri tecnici. Chi ha illuso gli aquilani che in pochi mesi sarebbe stato ripristinato un territorio così tanto ferito ha mentito sapendo di farlo. E ora, per non perdere la faccia, scarica le colpe su altri. Fino a metterli nel mirino usando un esercito di gente per bene vittima due volte: del terremoto e dell'incoscienza della sinistra.

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COMMENTI

118 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#118 MACzonaMB (50) - lettore
il 10.07.10 alle ore 0:00 scrive:
Caro #110 PieroEMME : la sua osservazione è molto pertinente ma parzialmente lacunosa perchè sfuma sull'operosità messa in atto tempestivamente e spontaneamente dai '*******i nordici friulani' che a suo tempo non si vergognarono di fronte al mondo, esemplarmente di concretizzare il detto che è tradizione e pratica anche tra molta Vs. brava gente, prima ancora dei movimenti di piazza: 'Aiutati che il Ciel ti aiuta'. Dalle mie parti poi è anche gettonata un'altra espressione: Chi vusa püsè la vaca l'è sua.
#117 Giuseppe Spotti (3488) - lettore
il 09.07.10 alle ore 13:03 scrive:
#115 sebasebausen: Ho scritto: 10 o 15 anni per lo sgombero e la ricostruzione. Non l'ho stabilito io ma è la previsione fatta da chi non è somaro, che sa capire cosa legge, e che è in grado di intendere e volere quel tanto necessario per valutare la complessità del problema nel suo insieme. Anche tu come i tuoi pari, vai a fare l'erba per i conigli, è il massimo a cui puoi aspirare.
#116 sebasebausen (233) - lettore
il 09.07.10 alle ore 9:19 scrive:
#106 pierluigi tosone - grande. condivido ogni virgola
#115 sebasebausen (233) - lettore
il 09.07.10 alle ore 9:16 scrive:
#107 Giuseppe Spotti - 10 o 15 anni, il tempo necessario per sgombrare le macerie? ahahah, eccone un altro sfuggito a zelig. o ai campi
#114 alceste31 (44) - lettore
il 09.07.10 alle ore 8:31 scrive:
Egr Premier la sinistra la ripaga con moneta avvelenata per quanto fatto per gli aquilani. In verità non tutti gli aquilani gli sono irriconoscenti, ma solo il manipolo delle cariole di Cialente con l’aiuto dei soliti centri sociali, perché senza quest’ultimi che incendiano cassonetti, spaccano vetrine, distruggono auto e forniscono il martire sanguinante che assalendo la polizia si è preso una manganellata, verrebbe a mancare il materiale fotografico da trasmettere via TV in Italia e all’estero. Lei è sempre intervenuto nei casi di calamità o per salvare le aziende in crisi, ma la sinistra trova sempre il modo di farne una speculazione politica. Penso che sarebbe anche tentato di metterci la classica pezza su Pomigliano come ha fatto per Alitalia. Ne stia lontano e lasci fare a Marchionne, perché se la Fiat deciderà di non gettare alle ortiche 700 mil d’investimenti e andrà a beneficiare i polacchi, della tragedia dei lavoratori verrebbe incolpato lei anziché la CGIL.
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