Assalto alla coppietta, ucciso davanti alla ragazza

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NapoliCarlo aveva realizzato il suo sogno, laurearsi in veterinaria e curare gli animali che tanto amava. Aveva anche un altro sogno, sposare la sua Laura, anche lei da poco laureatasi ma in psicologia, un piccolo pezzo di vita già trascorso assieme. Due sere fa i due ragazzi erano usciti per una pizza, c'era l'onomastico del neodottore da festeggiare. Poi, dopo cena, intorno dopo le 23, ancora qualche decina di minuti assieme, nella loro auto. In via Pioppelle, a Santa Maria La Carità (Napoli), un viottolo di campagna, Carlo Cannavacciuolo, 27 anni ha fermato la sua Fiat Panda. Li si sentiva sicuro il ragazzo, a poche decine di metri c'era casa sua. Da quando i tre fratelli erano emigrati in altre regioni per lavoro era diventato una sorta di figlio unico.
Pochi minuti dopo, invece, è esploso l'inferno: due malviventi, con i volti coperti dai passamontagna, uno armato di pistola, hanno cominciato a picchiare contro i finestrini dell'auto. Quello armato di pistola ha infranto il vetro del lato guida. Carlo ha tentato la fuga innestando la retromarcia ma non ce l'ha fatta: la belva ha sparato. Un proiettile, poi un altro ancora, alla testa e al cuore. La Panda per inerzia ha compiuto una trentina di metri, poi si è fermata mentre i due assassini fuggivano.
Laura è uscita dall'auto per andare a chiedere aiuto a una famiglia di coloni. Ma non c'era più nulla da fare, il ragazzo era morto.
Via Pioppelle pur essendo una zona di campagna si trova ad appena duecento metri dal centro di Santa Maria La Carità, dalla piazza principale del paese, Piazza Borrelli, affollata di giovani. Carabinieri, ambulanze hanno invaso il viottolo. Laura in lacrime è stata portata via, sotto choc, con il suo lutto infinito. Poi sono arrivati i genitori di Carlo, la madre insegnante, il papà ispettore di polizia in pensione, tanti anni trascorsi alla Questura di Napoli, ironia della sorte all'ufficio denunce a raccogliere storie di rapine e violenze.
I carabinieri di Torre Annunziata stanno dando la caccia agli assassini. L'azione è durata al massimo 30 secondi, neppure una parola pronunciata dai killer, irriconoscibili per i passamontagna calati sui volti. Ma, potrebbero essersi traditi lasciando delle impronte sui finestrini. Uno dei residenti di via Pioppelle accusa: «Qui è pieno di rapinatori di coppiette». E, il papà di Carlo aggiunge: È una zona piena di tossicodipendenti». Sul ciglio del viottolo qualcuno ha lasciato delle rose, Mnetre iI suoi ex compagni di università' hanno avviato una raccolta di fondi per mettere una taglia sugli assassini.
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COMMENTI

#2 Tora (129) - lettore
il 06.11.11 alle ore 11:46 scrive:
...vedi Napoli e poi muori... Oltre all'aspetto tragico da film dell'orrore, colpito anche alla testa, questo episodio mi suggerisce l'immagine di un paese che tenta, con la forza dell'amore per la vita, di vivere dignitosamente credendo negli ideali delle persone per bene, il lavoro e la famiglia. Questi sentimenti vengono stuprati giornalmente da belve assassine che non hanno rispetto per nulla forti solo della loro vigliaccheria e da uno Stato che fallisce giornalmente la lotta alla criminalità che dovrebbe essere perseguita intervenendo in modo anticipatorio rispetto ai reati e non semplicemente e ormai tardivamente, facendo i rilievi sui luoghi dei delitti. Per quanto riguarda noi cittadini non dobbiamo accettare cinicamente che questa sia e debba essere la realtà in modo colpevole e fatalistico, ma agire secondo le nostre possibilità affinché la feccia non si senta sicura di poter spadroneggiare. Sono solo dei vigliacchi senza onore, si nascondono negli anfratti come topi.
#1 barbanera (1074) - lettore
il 06.11.11 alle ore 10:14 scrive:
Il fascismo,deprecato dai falsi democratici,in realtà una razza di furbi falliti,dicevo il fascismo l'aveva debellata la malavita.Ora siamo "liberi" (hahahahahahaha) ma in compensano ci ammazzano come cani.Impunemente.
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