"Bamboccioni? Obbligherei per legge a uscire di casa a 18 anni..."

Brunetta: "Finché non sono andato a vivere da solo mia madre che mi rifaceva il letto". "Sistema sbagliato, devon fare mea culpa i genitori". Ma Calderoli non ci sta

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Roma - Anche il ministro dell'efficienza nella pubblica amministrazione, Renato Brunetta è stato un 'bamboccione': lo rivela lui stesso nella consueta intervista a Rtl ricordando di essere "arrivato a 30 anni che non ero capace di rifarmi il letto". E, ora, arriva a proporre la sua idea di una legge che "obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni". "Fino a quando non sono andato a vivere da solo era mia madre che la mattina mi rifaceva il letto. Di questo mi sono vergognato", ha aggiunto, commentando la condanna di un padre costretto da un giudice a pagare gli alimenti ad una figlia trentaduenne ancora fuori corso all'università. Più in generale, i bamboccioni "sono le vittime di un sistema e organizzazione sociale di cui devono fare il 'mea culpa' i genitori. Ho condiviso Padoa-Schioppa quando ha stigmatizzato questa figura che mancava però di analisi: i bamboccioni ci sono perché si danno garanzie solo ai padri, perché le università funzionano in un certo modo, perché i genitori si tengono i privilegi e scaricano i rischi sui figli. La colpa insomma è dei padri che - ha continuato il ministro - hanno costruito questa società". Ma Brunetta lancia la sua proposta: "Obbligherei per legge i figli ad uscire di casa a 18 anni".

Calderoli: ma io dico noi Sono stato il primo, ieri, a schierarmi contro i cosiddetti 'bamboccioni' ma l'amico Brunetta, con la proposta di una legge per far uscire i giovani dalla famiglia al raggiungimento dei 18 anni, mi sembra l'abbia fatta fuori dal vaso". Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, non ci sta. "Questa proposta rappresenterebbe, infatti, un'ingerenza inaccettabile nella vita delle famiglie, dei singoli e delle loro decisioni - aggiunge Calderoli - La regola che deve valere per tutti è quella dei principi dettati dal buon senso: occorre che si tenga conto delle esigenze e condizioni di ogni singolo caso, cosa che non si è fatta, evidentemente, nella sentenza del tribunale di Bergamo relativa al mantenimento della studentessa 32enne fuori corso". "Quello che conta per i nostri giovani, è favorirne la crescita, la maturazione, la formazione e l'ingresso nel mondo del lavoro - conclude il ministro - in questo senso lo Stato può essere determinante, ma deve impedire che del farsi mantenere se faccia una professione. Tutto questo non deve necessariamente coincidere con il raggiungimento della maggiore età".

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COMMENTI

62 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#62 muff@ (2255) - lettore
il 03.02.10 alle ore 15:09 scrive:
Perché trovarsi un lavoro e andarsene di casa, se uno ha la mamma che lo tiene in ordine, gli rifà il letto, cucina come piace a lui e gli dà quanto serve per passare i week-end con l'amica del momento? Eh? Perché?
#61 federaldo18 (187) - lettore
il 30.01.10 alle ore 9:58 scrive:
Caro Dr. Brunetta, anche se kla Sua è stata solo una provocazione, sono perfettamente d'accordo con Lei. Il medico pietoso spesso fa' morire gli ammalati così come l'estremo egoismo e buonismo dei genitori fa' crescere dei figli con una debole spina dorsale! Forse il rimedio più efficace sarebbe che i nostri figli, dall'inizio delle superiori e della maggiore età, frequentassero la scuola e fossero ospitati in case dello studente con l'obbligo di fare lavori socialmente utili e retribuiti per automantenersi agli studi!
#60 rokko (2821) - lettore
il 18.01.10 alle ore 14:56 scrive:
#54 bluxo: ma che gli importa a Brunetta di tutto ciò ? Lui guadagna un pacco di soldi, mica ha di questi problemi.
#59 bluxo (295) - lettore
il 18.01.10 alle ore 12:55 scrive:
il problema non e' avere figli o no ma cercare di capire come mai in italia ci sono tanti ragazzi che,al termine degli studi non riescono a trovare lavoroe se lo trovano prendono per anni uno stipendio da fame. certo chi ha uno stipendio da deputato con molti zeri questo problema non se lo pone.pontifica sulla pelle degli altri.se in italia ci fosse uno stato con meno mangiapane a sbafo,pagati lautamente,spesati a carico del contribuente,con privilegi a non finire,forse si potrebbero davvero aiutare i giovani ad uscire di casa.con un lavoro anche autonomo,con un fisco equo con uno stipendio decente forse si tornerebbe a parlare anche di matrimonio.
#58 Giuseppe Spotti (3488) - lettore
il 18.01.10 alle ore 11:51 scrive:
#52 antares4646 (208) - lettore il 18.01.10 alle ore 4:56 scrive: "..,sono sollevato dalla scomparsa della tale Mayer..". Auguro a Sylvia Mayer i prossimi cent'anni in piena salute. A questo gentleman che si sente "sollevato" vorrei chiedere se forse la Signora Mayer le impediva di scrivere, o di dormire, o di pensare. Certo è che dopo l'agognata "scomparsa", quello che il gentleman riesce a pensare e scrivere è da psichiatria.
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Alessandro Sallusti
Fu il ministro a opporsi al decreto "salva Italia". E Berlusconi dovette dimettersi...  continua..
Scrivi al direttore

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