Bari, atti della giunta Vendola nel mirino dei pm "Senatore del pd a capo di una cosca criminale"

I pm della Dda, dopo i sequestri dei bilanci dei partiti di sinistra, accusano: "Il senatore Pd a capo di una banda criminale". Corso controlli patrimoniali sui singoli per l'ipotesi di finanziamento illecito. Vendola: "Momento di barbarie", ma il il Pdl chiede le sue dimissioni

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Bari - Gli atti della giunta Vendola nel mirino dei pm. Verifiche sono in corso da parte della procura antimafia di Bari sull’attività amministrativa della giunta regionale pugliese, in carica dal 2005 allo scorso mese di giugno. I primi giorni di luglio, infatti, per decisione del presidente Nichi Vendola, cinque assessori sono stati sostituiti. Gli accertamenti del pm della Dda, Desirè Digeronimo, riguarderebbero atti e delibere regionali, che il magistrato sospetta siano illegittimi.

Il sistema Tedesco Le delibere che vengono esaminate sono quelle proposte dall’allora assessore alla Sanità, Alberto Tedesco (ora senatore del Pd) e varate dalla giunta Vendola. Il pm vuole accertare se all’interno del governo pugliese Tedesco godeva dell’appoggio di alcuni assessori. Quindi, vuole accertare se vi siano state complicità. L’indagine della procura antimafia, che ieri ha portato all’acquisizione dei bilanci dei partiti del centrosinistra, riguarda buona parte del settore sanitario regionale: gestione degli appalti, nomine dei direttori generali e i concorsi per primari e l’accreditamento di strutture private da parte della Regione Puglia.

Accertamenti patrimoniali Accertamenti patrimoniali sono in corso su alcuni degli indagati coinvolti nell’indagine della Dda di Bari sulla gestione degli appalti nella sanità pugliese che ieri ha portato i carabinieri ad acquisire i bilanci e la documentazione bancaria nelle sedi baresi dei partiti del centrosinistra: Pd, Socialisti Autonomisti, Lista Emiliano, Sinistra e Libertà e Prc. Gli accertamenti sono stati disposti dal pm Digeronimo, che ha iscritto da tempo nel registro degli indagati i nomi di una quindicina di persone per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, concussione, falso, truffa, abuso d’ufficio e voto di scambio. Per alcuni reati, e nei confronti di alcuni indagati, il magistrato ipotizza l’aggravante di aver favorito un’associazione di tipo camorristico-mafiosa che opera a Bari.

Finanziamento illecito Con l’acquisizione dei bilanci dei partiti e della documentazione bancaria, il pm vuole verificare l’ipotesi di illecito finanziamento pubblico ai partiti, che sembra emergere da alcune intercettazioni telefoniche. Il sospetto, tutto da verificare, è che diversi imprenditori abbiano ottenuto appalti nel settore sanitario da amministrazioni del centrosinistra pugliese e abbiano poi girato parte delle somme ai partiti, finanziandoli. Quindi, si vuole verificare se eventuali finanziamenti sono stati iscritti nei bilanci dei partiti dal 2005 a oggi.

Gli indagati Tra la quindicina di persone sottoposte alle indagini vi sono imprenditori, direttori generali delle Ausl pugliesi, funzionari regionali e l’ex assessore Tedesco, dimessosi il 6 febbraio scorso dopo aver appreso di essere indagato. L’inchiesta vuole anche accertare se le società che fanno capo ai figli di Tedesco, che vendono protesi e apparecchiature sanitarie, hanno ottenuto benefici mentre il padre gestiva l’assessorato alla sanità pugliese.

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COMMENTI

152 commenti su 1  2  3  4  5   6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#127 unoqualunque (833) - lettore
il 01.08.09 alle ore 17:22 scrive:
La situazione che si stà creando in Puglia é l'ennesima conferma che nella politica tutta é un dare per avere, la destra o la sinistra parlano in occasioni simili la stessa lingua, la rabbia delle persone che partecipano alle spese dirette dello Stato, notano che qualcosa di non particolarmente chiaro é avvenuto o sta avvenendo,la condizione assurda é che l'elettore contribuente non ha il potere di licenziare i propri lavoratori. Come in una qualsiasi azienda, come titolari d'impresa suppliti dalla magistratura, non contiamo niente. In questo caso dovrebbe subentrare la moralità che appunto vuole l'integrità dei politici. L'importante che le indagini non vengano messe sotto altri faldoni e lasciati nel riposo assoluto, con magari qualche complicità. L'effettiva colpevolezza delle persone indagate sancita dalle autorità competenti, nel caso ve ne fossero, devono lasciare qualsiasi carica e con disonore con il divieto assoluto di assumerne altre, pagando il debito con lo Stato.
#126 voce nel deserto (11838) - lettore
il 01.08.09 alle ore 16:42 scrive:
I barbari grassatori della sinistra siano cancellati da panorama politico italiano.Altro che nascondersi dietro le grazie corrotte delle escort,migliori dei malavitosi del Partito cosiddetto democratico e dietro le presunte scappatelle di un leader non santo,ma sempre in prima fila a soccorrere chi necessita dell'azione di buon governo!
#125 nino47 (1909) - lettore
il 01.08.09 alle ore 16:34 scrive:
#104 alex smith 2469: Alex sono daccordo con lei ma, per carità, lasci perdere tutte queste "K" ! Sembrano dei cavalli di frisia per una lingua come l'italiano ormai invasa da mille scempi!Scriviamo come mangiamo,OK?
#124 curatola (4503) - lettore
il 01.08.09 alle ore 16:25 scrive:
Il silenzio di tonino in questa vicenda é assordante....
#123 curatola (4503) - lettore
il 01.08.09 alle ore 16:19 scrive:
orecchino vendola si proclama innocente ed io gli credo,ma si sbarazzi della giunta sulla quale vi sono pesanti indizi. politicamente non serve aspettare una sentenza,avanti altre persone meno coinvolte. Gli indiziati possono e devono farsi da parte o spontaneamente o cacciati da Vendola. Se non lo fa allora perde la sua credibilità. Troppo facile cavarsela dicendo che lui non ne sapeva nulla e chiamarsi fuori!
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Alessandro Sallusti
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