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martedì 21 aprile 2009, 07:00

Basta navi dei clandestini. Fermatele

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Fino a quando saremo i più deboli d’Europa di fronte al fenomeno tragico dell’immigrazione clandestina che quasi tutte le altre nazioni stanno contrastando con misure rigide e veloci? Per quanto tempo ancora saremo i soli e gli unici a credere nelle ragioni umanitarie, quando gli altri Paesi si preoccupano piuttosto, e giustificatamente, di difendere le frontiere e i posti di lavoro? Peggio, quale aberrazione della politica e dell'informazione fa credere che il governo italiano sia invece rigido e addirittura accusabile di razzismo? La vicenda dolorosa del mercantile Pinar proprio questi tre elementi ha messo in luce, e non è la prima volta che il lavoro sporco tocca a noi, l’accoglienza tocca a noi, e ci becchiamo pure le critiche che non sfiorano gli altri. Non hanno mai sfiorato il disinvolto Stato di Malta, che raccatta soldi in quantità per un’attività di soccorso nel Mediterraneo che invece non svolge, visto che spedisce i clandestini ai porti italiani, che se ne infischia delle richieste del commissario Barroso, che sostiene che gli sbarchi vanno condivisi con gli altri Paesi dell’Unione, e che infine sentenzia di avere un territorio troppo piccolo e un mercato del lavoro troppo limitato per poter accogliere gli immigrati illegali.
Piccoli ma arroganti, i maltesi rivendicano unilateralmente, un’eredità coloniale inglese, un’enorme zona di ricerca e soccorso, pari a circa 250.000 chilometri quadrati, appaltando le operazioni di soccorso a Grecia e Libia nella parte orientale e meridionale della sua zona. Pattugliano anche il mare intorno alle Isole Pelagie italiane e arrivano a ridosso della Tunisia, impedendo a questo Paese qualsiasi operazione di soccorso. Un buona affare, ma solo per loro, non certo per l’Italia.
Non si comporta diversamente la Spagna del socialista José Luis Zapatero, se non per ostentazione di ipocrisia politically correct, false dichiarazioni di tolleranza, immancabili insulti all’Italia xenofoba di Berlusconi lanciati da qualche ministro in vacanza. Ventisettemila espulsi è l’obiettivo del 2009, premi in denaro vengono riservatamente promessi per i componenti delle gendarmerie particolarmente solerti nella caccia all’irregolare, la Spagna chiede come condizione irrinunciabile l’apprendimento e l’uso dell’idioma nazionale. Sui barconi in avvistamento si esercita con profitto la mitraglietta della guardia nacional, infatti gli sbarchi sono drasticamente diminuiti.
Va avanti tranquilla per la propria strada la Francia. Il ministro dell’Immigrazione, Eric Besson, ha ricevuto istruzioni precise dal presidente Nicolas Sarkozy. Poiché il tasso di disoccupazione degli stranieri non comunitari, presenti legalmente in Francia, è del ventidue per cento, altri non ne devono arrivare. Quanto agli irregolari, devono esserne espulsi almeno 27mila entro il 2009, come del resto è accaduto già nel 2008.
L’Olanda ha chiuso le frontiere a romeni e bulgari, che non sono neanche extracomunitari, dopo un raffronto tra disoccupazione, delinquenza e presenza di cittadini di quelle due nazionalità.
In assenza, anzi nel fallimento della politica europea, che non si decide a uscire dal massimalismo e dall’antirazzismo di professione, in presenza di un Parlamento europeo fino a oggi gravemente inquinato da gruppi ed eletti che non usano alcun senso di responsabilità né di amore per le sorti del Paese che li ha mandati a Strasburgo, tutti si stanno organizzando con le prerogative e le leggi nazionali. Non c’è governo che sia degno di rispetto se non si occupa prima di tutto della condizione e della difesa dei propri cittadini. I confini sono importanti. L’immigrato che tenta di entrare senza possedere i documenti in regola, senza i visti obbligatori, viola le leggi del Paese. Questo non può essere tollerato una volta di più, soprattutto perché la maggioranza degli italiani non intende tollerarla più. Il senso umanitario non può e non deve essere l’elemento di giudizio e di decisione prevalenti, perché è fuorviante e autodistruttivo. La prossima volta facciamo anche noi come gli altri, tanto più calunniati di così non potremmo essere. Facciamo come Malta, meglio come il compagno Zapatero.
78 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#78 Luigi Fassone (1836) - lettore
il 23.04.09 alle ore 22:36 scrive:
Insomma,questa non la si vuole pubblicare :Cara Sig.ra Maglie,la leggo con interesse,molti suoi pezzi me li"stipo"nel mio archivio personale,concordo con Lei sull'invadenza dell'Islam unico e solo(altro che l'Islam che qualcuno,incurante del ridicolo)dipinge come democratico,so che Malta riceve annualmente ben 18 milioni di € per l'assistenza ai "migranti"e che il Pinar era INDISCUTIBILMENTE in acque maltesi,so che i 18 milioni se li intasca e non costruisce i centri di accoglienza,così da non rientrare nei parametri dell'U.E.per l'accoglienza ai rifugiati,e così facendo ,copia Ponzio Pilato,ossia se ne lava le mani.E so che noi,tacciati di razzismo alla fine ci commuoviamo.Ma non mi faccia questo,chiamare il"semper ridens"spagnolo come Josè Luis Zapatero,quello si chiama Josè Luis Rodriguez,oppure,se le piace di più,compagno Rodriguez.Suvvia,il matriarcato non è ancora sbarcato nella penisola iberica...
#77 Luigi Fassone (1836) - lettore
il 22.04.09 alle ore 14:46 scrive:
Ricapitoliamo. 1) Malta incassa 18 milioni di € all'anno (+/- quanto incassa l'Italia) per dare asilo ai cosiddetti "migranti" e,con la scusa che non ha strutture adeguate (chissà cosa aspettano a costruirsele) e pertanto i poveri migranti soffrirebbero le pene dell'inferno,non rientrano nei parametri stabiliti dai soloni dell'E.U.,eziandio,di migranti, "manco pa 'a capa". 2) Ci scommetto una "castagna baixa" (castagna biascicata,in lingua genovese...)che domattina i soloni dell'E.U. sopra ricordati ci incolperanno di razzismo accelerato per queste manganellate milanesi.
#76 enzo_modena (27) - lettore
il 22.04.09 alle ore 8:14 scrive:
Gli stranieri, anche grazie a certa sinistra ed alla Chiesa, hanno capito che noi Italiani siamo troppo...bbbbuoni! Quindi, mentre da una parte approfittano della nostra bontà, dall'altra ci sputano in faccia perchè siamo, secondo loro, dei rammolliti; di cui si può e si deve approfittare. Lo dimostra anche il fatto che non hanno il minimo rispetto e non temono le nostre forze dell'ordine. Non dico altro.
#75 Patrick (250) - lettore
il 22.04.09 alle ore 8:14 scrive:
Continuo a sottolineare che la "Guardia Nacional" non esiste in Spagna, sara' la Guadia civil, pero e' drammatico come con il suo articolo Signora Magli (non so se sia Miss o Mrs. mi scusi) ha dato informazioni distorte e false a cui la gente da' la verita'. Per favore si informi bene su quello che scrive, perche' sono d'accordo con quello che dice pero non con la maniera e poco con le informazioni a pezzi e bocconi che vi mette.
#74 bolinatore (961) - lettore
il 21.04.09 alle ore 19:49 scrive:
Comunque e non mi stancherò mai di ripeterlo, il vero pericolo non arriva dal mare che è un fenomeno marginale, ma da quelli ch arrivano muniti di regolare permesso turistico con l'aereo, il treno, gli autobus e le macchine. Di questi (il 90% della immigrazione irregolare), perdiamo davvero le tracce una volta che, scaduto il permesso rimangono sul nostro suolo e magari cambiano identità. Almeno i pochi che arrivano via mare li abbiamo sotto controllo.
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