
Roma - "Non c’è nessuna sfida o contrasto con la Lega" perché "la
riforma del federalismo è anche un nostro progetto". Per questo, rassicura Silvio Berlusconi, sia il federalismo che la riforma della giustizia saranno
presentati contestualmente a settembre, "simil stabunt". Per il premier ci sarà una procedura parallela, e cioè, "in una Camera si discuterà il progetto del federalismo fiscale, nell’altra contestualmente la riforma
della giustizia". Messaggio chiaro per assicurare alla Lega che non ci saranno "strappi" su queste materie e l'alleanza con il Pdl resterà salda. "Ho parlato ieri sera con Bossi- spiega il premier - non c'è alcun contrasto".
E, a proposito della giustizia, il Cavaliere mette un punto fermo: "Miglioreremo il mondo della
giustizia, la gran parte della riforma sarà rivolta alla giustizia civile che oggi ha dei tempi insostenibili. Un altro punto riguarderà la giustizia penale. Faremo in modo che la giustizia sia
davvero un servizio dato al Paese scevro da fini di lotta politica come è chiaro a tutti che è oggi".
Maroni: siamo certi, maggioranza compatta "Il
federalismo si farà. Siamo pronti e siamo certi che la maggioranza sarà compatta. Il resto sono solo speculazioni
politiche della sinistra in affanno", ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Si può fare tutto
anche lavorare 24 ore al giorno. È troppo importante fare le riforme che servono, che per due anni non sono state
fatte. Le faremo. Per quanto ci riguarda in primo luogo il federalismo. E lo faremo con chi ci sta».
Per esaminare insieme la riforma della giustizia e
quella sul federalismo fiscale le Camere dovrebbero lavorare "24 ore al giorno...". Roberto Calderoli commenta così l'intenzione del premier. "Con la Lega non ci sono mai problemi. I presidenti delle
Camere sono entrambi del Pdl, sarà loro responsabilità farci lavorare 24 ore al giorno...".
"Ho fiducia nelle toghe, ma vengo aggredito" Ma tocca altri temi che gli stanno a cuore, il premier. Ha cominciare da quello del suo rapporto con al magistratura. "Io ho fiducia nella magistratura" ma vengo spesso "attaccato e aggredito" da certi giudici, ribadisce. "Sono stato processato 17 volte ed assolto per 17 volte". E lo fa in una conferenza stampa a sorpresa dopo il suo intervento alla presentazione della Fondazione Medidea all’Ara Pacis. Il presidente del Consiglio: "Non sono io ad attaccare, non c’è una guerra aperta e continuativa. Ho una grande fiducia nei magistrati. L'ho detto più volte. Ma sono spesso aggredito". Poi precisa il significato delle sue parole sul caso Del Turco per le quali era stato subito attaccato dall'opposizione: "Non ho mai usato la parola teorema per esprimere un giudizio su quanto avvenuto in Abruzzo", ma "ho semplicemente parlato dei teoremi accusatori" nei miei confronti da parte di alcuni magistrati che poi si sono dimostrati inesistenti. "Io - spiega il premier - come garantista mi sono augurato che le accuse nei confronti di un’intera dirigenza alla fine cadano e che venga dimostrata la loro innocenza. E' un atto di riguardo e di generosità nei confronti di una giunta avversaria. Non penso che a parti invertite la sinistra avrebbe detto le stesse cose. Io invece ho messo in campo il mio garantismo".
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