Berlusconi: "Niente festini ma cene simpatiche" 

Il premier a Chi: "Non ho mai intrattenuto relazioni con minorenni né ho mai organizzato festini. Ho partecipato solto a cene ineccepibili sul piano della moralità". E chiarisce: "A casa mia mai persone poco serie". Sull'attacco di Bossi all'Inno d'Italia, spiega: "L'Inno non si tocca, consolida la Patria"

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Milano - "L’Inno di Mameli ha accompagnato la nascita e il consolidamento della nostra Patria. Ma bisogna anche comprendere che le esternazioni di Umberto Bossi, a cui mi sento legato da un affetto fraterno, sono carezze per la sua gente e per il popolo della Lega". Disteso dopo la vittoria del Milan al Trofeo Berlusconi, il presidente del Consiglio rimanda al mittente tutte le accuse dell'opposizione su una maggioranza scricchiolante dopo le ultime sparate leghiste. Non è così. Il governo è solido. Parola di Berlusconi: "All’inno di Mameli sono legati momenti di gioia, di commozione, di celebrazione dello spirito nazionale. E poi sostituirlo sarebbe molto complicato". Poi intervistato da Chi: "Non ho mai intrattenuto relazioni con minorenni né ho mai organizzato festini. Ho partecipato solto a cene ineccepibili sul piano della moralità".

L'affezione all'Inno di Mameli "All’Inno di Mameli siamo affezionati, al di là del significato delle parole", ha subito detto Berlusconi che racconta di conoscerlo "bene" perché è "stato il primo a introdurlo in tutte le manifestazioni e riunioni dei partiti che ho fondato, ed è un merito che mi rende orgoglioso". Poi, però, ha spiegato: "Sono affezionato anche se naturalmente delle parole sono criticabili: ad esempio quando dice siam pronti alla morte, io dico beh, mica tanto". Poi il premier ha sottolineato che "il Và, pensiero riguardava la popolazione ebraica, e quindi non ha niente a che vedere con la storia italiana". "Inoltre - ha aggiunto - l’Inno di Mameli, al di là delle parole, ha accompagnato tanti momenti della nostra storia nazionale: è un qualcosa a cui siamo affezionati, al di là del significato delle parole".

In difesa della privacy Non è "accettabile", per Berlusconi, che "si moltiplichino le disposizioni e gli organismi a tutela della privacy" e che "contemporaneamente si possa invadere così facilmente la vita altrui". Berlusconi spiega come intende affrontare la questione della tutela della privacy. "Il diritto alla riservatezza è una parte essenziale della libertà -  ha spiegato il premier - ridurre la libertà altrui è, in uno Stato di diritto, un reato grave. Non basta una multa a sanzionarlo, come fosse un divieto di sosta. E deve valere per tutti. Non è accettabile che crescano le regole, che si moltiplichino le disposizioni e gli organismi a tutela della privacy - ha continuato Berlusconi - e che contemporaneamente si possa invadere così facilmente la vita altrui".

I festini e gli attacchi di Avvenire "Sono anche loro caduti nel tranello delle calunnie contro di me, prendendo per vere notizie false", ha affermato in un’intervista a Chi Berlusconi rispondendo a una domanda sulle critiche manifestate dal quotidiano della Cei, Avvenire, sulla sua vita privata. "Non ho mai intrattenuto ’relazionì con minorenni e non ho mai organizzato 'festin' - ha spiegato il premier - ho partecipato soltanto a cene certamente simpatiche, ma assolutamente ineccepibili sul piano della moralità e dell’eleganza. E non ho mai invitato consapevolmente a casa mia persone poco serie".

Nessuna lite familiare Berlusconi ha, quindi, commentato l'intervista concessa dalla figlia Barbara a Vanity Fair: "Non sapevo dell’intervista. Ma era immaginabile che qualche giornale avrebbe cercato il sensazionalismo, cioè di contrapporre mia figlia a me, una contrapposizione che davvero non esiste. E' quasi un nuovo sport nazionale quello di aggredire la mia famiglia". "L’intervista andava benissimo - ha continua toil premier - ma è stata strumentalizzata e penso che strumentalizzare la mia famiglia, i sentimenti delle persone che a me sono più care, come arma di lotta politica contro di me, sia forse il punto più basso del degrado della vita politica. Da avversari capaci di questo ci si può aspettare davvero di tutto. Si sforzano di denigrarmi nei modi più vili, perché sperano di demotivarmi".

Gli affetti familiari "È difficile prendere atto che dopo trent’anni molto è cambiato nella propria vita. Soprattutto quando si è vissuta una vera storia d’amore - ha ammesso il premier - trent’anni non sono un giorno". Poi Berlusconi ha parlato della figlia Marina per la quale ha organizzato pochi giorni fa una grande serata a Villa Certosa. "Ci assomigliamo molto - ha ammesso il premier - ci riconosciamo nei giudizi sulle situazioni e sugli altri. Abbiamo la stessa passione per i risultati che nascono dalla creatività, dall’impegno e dal lavoro. E ci vogliamo moltissimo bene".

I pregi delle donne "Io adoro le donne e le stimo, perchè sono più brave di noi uomini a scuola, all’università, in ufficio; sono più puntuali, più responsabili, e precise", ha infine ammesso il presidente del Consiglio lasciando verso le due del mattino il ristorante dove ieri sera ha cenato dopo aver assistito alla partita del suo Milan. Berlusconi, parlando con i giornalisti, ha raccontato di aver concesso ieri un’intervista in cui gli avevano chiesto del suo rapporto con le donne: "Le donne hanno la dote di arrivare alla soluzione dei problemi istintivamente, mentre noi uomini abbiamo bisogno di tanti ghirigori, prima di arrivarci. Quindi evviva l’altra metà del cielo". C’è un’impresa di una sportiva italiana che l’ha colpita ultimamente? "Le nostre nuotatrici sono state fantastiche", ha replicato il premier riferendosi agli ultimi Mondiali di nuoto svoltisi a Roma.

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COMMENTI

72 commenti su 1  2  3  4  5   6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#47 pubik (6) - lettore
il 19.08.09 alle ore 9:54 scrive:
potrebbe invitare Razzy a queste "cene simpatiche"
#46 thor (277) - lettore
il 19.08.09 alle ore 9:32 scrive:
#37 igna08: credo che buona parte dell'elettorato della lega sia composto da persone più affascinate dallo slogan (il "roma ladrona" dei tempi in cui la lega non sedeva al parlamento) molto più di quanto non lo sia dei fatti. Se penso ai vari Calderoli che passeggia con i maiali, o alle armi nascoste di Borghezio, mi viene in mente che davvero sia un elettorato in grado solo di seguire una serie di promesse irrealizzabili, patetiche (dal parlamento padano in poi) e avulse dalla realtà, piuttosto che con la capacità di capire quello che davvero succede o può accadere. Da un certo punto di vista era ed è quello che è l'IDL (anche se l'IDL è meno eccessivo): un partito nato per prendere i voti basandosi solo sul malumore e su promesse da piazzista e, in questo senso, ha bisogno di essere "accarezzato". Più che plagio credo sia solo questione di non sapere o non voler sapere. Ma. forse, hai ragione: siamo più o meno tutti plagiati.
#45 cuspide30 (14) - lettore
il 19.08.09 alle ore 9:49 scrive:
scusate ma valori che dovrebbe esprimere il pdl che fine hanno fatto? Dio Patria e Famiglia mi dite che fine hanno fatto??? secondo me si sono sciolte come alleanza nazionale durante un cena simpatica del nostro premier.... saluti
#44 robuf (113) - lettore
il 19.08.09 alle ore 9:47 scrive:
La Chiesa è piena di problemi al proprio interno ed incapace di risolverli ed anche di affrontarli. Ha una netta propensione alle invasioni di campo. Questo è noto. E' una delle anomalie politiche italiane. Tuttavia, è Berlusconi a cercare il voto cattolico ed allora deve sottostare a queste regole. Non capisco poi come si possano considerare baggianate le sue vicende personali. Potrebbero esserlo (a seconda dei punti di vista) il pagare una donna ed organizzare feste un po' particolari. Lo fanno in tanti, o lo vorrebbero fare, anche se dal settantenne presidente del consiglio ci si aspetterebbe un'altra condotta. Non lo sono senz'altro - e qui sta il punto centrale - ricompensare quelle donne con incarichi pubblici o anche soltanto con comparsate in televisione (v. quelle poche telefonate pubblicate sui giornali con Saccà) oppure mentire in modo spudorato. Credo che le parole di Veronica Lario siano state soppesate ad una ad una.
#43 indipendente (80) - lettore
il 19.08.09 alle ore 9:40 scrive:
Stato Laico, Stato Libero? Il sig. Colpani vive su un'altro pianeta. Scusi ma Lei non vede che il Presidente del Cosiglio, nonostante una maggioranza cosi' "coesa" è schiavo (a parte delle escort e degli organizzatori di cene simpatiche ed eleganti con inviti incosapevoli di gente poco per bene) della chiesa e della lega? L'una come l'altra possono far cadere il governo, l'una dall'esterno l'altra dall'interno (forsi tanti elettori del PDL hanno dimenticato il ribaltone del primo governo con la lega).
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Alessandro Sallusti
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