Berlusconi: Palestina, avanti col piano Marshall

Il premier al forum del Mediterraneo: "Israeliani e palestinesi tornino al tavolo dei negoziati". Mubarak: "Evitare che la crisi accentui il divario tra Paesi a economia avanzata e Paesi in via di sviluppo". La Moratti: "Forum per l'energia con i sindaci delle città mediterrenee"

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Milano -  "La politica estera italiana ha avuto un’influenza importante sullo scenario internazionale". Silvio Berlusconi, al forum economico e finanziario per il mediterraneo di Milano, cita "i meriti dell’Italia" sul piano della politica estera. "Siamo riusciti ad avere un rapporto con la Libia grazie alle scuse fatte" a Tripoli, "da tutti i paesi che hanno subito le colonizzazioni questo fatto è stato considerato molto importante", osserva il premier. Il Cavaliere poi si sofferma sui rapporti "ottimi" con l’amministrazione americana che grazie anche all’aiuto della Russia sta "facendo balenare questo sogno di un mondo libero dalle armi nucleari".

Piano Marshall per la Palestina La questione mediorientale è protagonista del dibattito: "Abbiamo mandato messaggi affinché Israele e Palestina si siedano al tavolo per riprendere le trattative" fa notare il premier citando ancora una volta il Piano Marshall ideato dall’Italia. Porre fine al contrasto israelo-palestinese con la nascita di uno stato palestinese che goda di agevoli condizioni economiche. È questo l’obiettivo che il presidente del Consiglio rilancia dal palco del Forum economico e finanziario del Mediterraneo. "Occorre porre fine al contrasto che vede Israele contrapposto alla Palestina - ha detto - nel G8 e nel G14 abbiamo mandato messaggi precisi affinché i due Paesi tornino ai tavoli dei negoziati e poi abbiamo ripreso il piano Marshall per gli aiuti ai palestinesi perché se si deve arrivare ai due stati non ci può essere uno in cui i cittadini sono poveri e l’altro in cui vivono nel benessere. Noi vogliamo - ha concluso - che non ci sia solo la formazione di uno Stato palestinese ma che cittadini che possano uscire dalla povertà e entrare nel benessere".

I risultati del G8 Con una punta di orgoglio Berlusconi presenta i risultati del G8. Tra i meriti citati dal premier c’è innanzitutto la spinta arrivata sul piano della liberalizzazione del commercio. "Un commercio aperto a tutti, specie ai paesi africani", dice il premier. Berlusconi poi si sofferma sugli aiuti decisi verso i Paesi africani con - osserva il Cavaliere - "un cambiamento rispetto al passato": non bisogna consegnare - nota Berlusconi - questi fondi ai leader dei Paesi, ma realizzare cose concrete, far sì che questi paesi possano diventare delle moderne democrazie. Per far uscire un Paese dall’emarginazione serve la democrazia. Solo con la libertà si può uscire dalla miseria. Questo obiettivo è un nostro dovere ma anche un interesse, altrimenti - conclude il premier - ci saranno pressioni migratorie insostenibili".

Italia indietro sul nucleare "Quello dell’energia è un problema grande, ma in Italia siamo in ritardo. Enrico Fermi, che ha inventato la possibilità di produrre energia dell’atomo era italiano, ma qualcuno ha imparato la lezione molto meglio di noi. In Francia - ha aggiunto il premier - l’80% del fabbisogno energetico viene prodotto da centrali nucleari. L’energia in Francia costa il 40% in meno rispetto all’Italia". Secondo Berlusconi, "visto che le centrali non si fanno in un attimo", bisogna diversificare la produzione energetica: "Lo stiamo facendo con la Libia e l’Algeria dove sono presenti le nostre aziende".

Mubarak: divario tra ricchi e poveri Evitare che la crisi che ha investito il mondo accentui ulteriormente il divario tra Paesi a economia avanzata e Paesi in via di sviluppo. A chiederlo è il presidente dell’Egitto Mubarak. "È importante - ha detto - cercare di gestire questa crisi nei Paesi in via di sviluppo ed evitare che le soluzioni creino un nuovo impatto negativo su questi Paesi altrimenti si creerà un gap ancora più grande e impedirà la lotta alla povertà con effetti negativi che finiranno per alimentare l’estremismo, la tratta degli esseri umani, l’immigrazione clandestina".

Arginare la crisi "Questa crisi - ha spiegato il presidente egiziano - non è la prima ma temo non sarà neppure l’ultima. L'importante è arginarla e concordare misure comuni che garantiscano il non ripetersi o per lo meno misure che permettano di gestirla in modo più veloce e fattivo". "Questo forum - ha proseguito Mubarak - avviene in una fase di crisi economica acuta che non ha risparmiato nessuno. La nuova sfida per noi e per il mondo sono le difficoltà croniche come l’energia e la sicurezza alimentare, la necessità di accompagnare lo sviluppo con una attenzione alle condizioni climatiche. I paesi in via di sviluppo pagano il prezzo più alto per questa crisi, pagano il prezzo delle ricadute e della recessione attuale e l’arretramento delle loro esportazioni e questo ha un impatto evidente che colpisce alla radice la lotta alla povertà".

La Moratti lancia il forum per l'energia Nel corso dei lavori del Forum economico e finanziario per il Mediterraneo il sindaco di Milano Letizia Moratti ha lanciato la proposta di organizzare una conferenza tra i sindaci delle città che stanno su tutte la sponde del bacino del Mare Nostro per affrontare le questioni legate all’approvvigionamento energetico e alla nuovo fonti rinnovabili. "Sono qui per lanciare una conferenza dei sindaci del Mediterraneo - è stata la proposta del sindaco - che punti sulle eccellenze di tutte le università e che faccia leva sui temi legati alle sfide energetiche". Per Letizia Moratti, la città di Milano, che ospiterà l’Esposizione universale 2015 dedicata all’agricoltura e alla nutrizione, potrà dare un impulso importante ai lavori di questa nuova conferenza tra le municipalità del Mediterraneo. Proprio a proposito dell’Expo, Letizia Moratti ha voluto ringraziare il ministro del Commercio egiziano Rachid Mohamed Rachid che ha firmato un protocollo con il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola con il quale ha impegnato il proprio Paese a partecipare all’evento internazionale di Milano.

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COMMENTI

8 commenti su 1   2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#3 ilprimodellaclasse (135) - lettore
il 20.07.09 alle ore 15:45 scrive:
Non sono contro il nucleare, ma vedo molti sforzi per cercare di produrre piu' energia piuttosto che molti sforzi per consumarne meno. Investendo oggi nel nucleare si arrivera' (forse) ad assicurare tra 15-20 anni a il 20% della produzione attuale. Stesso risultato si otterrebbe se si investisse per consumare il 20% in meno, risultato molto piu' facilmente raggiungibile con una politca di incentivi. Statisticamente poi, per tradizione italica, qualche appalto sara' sicuramente aggiudicato non per meriti, ma per favoritismi di questo o quel politico di turno, quindi alta sara' anche la probabilita' che quel cemento, quella camera di contenimento, quella barra di cadmio... non siano della qualita' voluta. I francesi sono anni che le fanno, sanno farle e oggi ne producono di piu' di quella che a loro serve. Continuamo a comprarla e investiamo per consumarne di meno, ci guadagnamo tutti, il nostro pianeta in testa!
#2 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 20.07.09 alle ore 14:33 scrive:
Tutto vero,ed encomiabili i propositi. Giuste le iniziative che Berlusconi prospetta. Finalmente si ritiene che non bisogna foraggiare i dittatori ed i governucoli africani e mediorientali,ma fornire alle popolazioni i mezzi per uscire dal Medioevo in cui sono. Ottima, sulla carta, anche la proposta di un piano Marshall, come quello che consenti' all'Europa distrutta dalla guerra di rifiorire in brevissimo tempo. Ma. Ma il piano Marshall fu sostenuto da una potenza ricca,gli Usa di allora,che poteva permetterselo.Ma per creare dalle fondamenta le infrastrutture che servirebbero ai Paesi poveri (anzi, miseri)ci vogliono palate di soldi,e tutti siamo ancora in balia di una crisi che stiamo contenendo ad un costo molto alto.Ma i governi, in gran parte dittatoriali quando non tribali dell'Africa dovrebbero essere d'accordo,e temo non tutti lo siano.Poi: sono anni che l'Egitto sopravvive solo grazie agli aiuti americani,e cio'nonostante non e'riuscito a decollare.
#1 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 20.07.09 alle ore 14:30 scrive:
Certo i potenti della Terra sanno tutto questo ed anche altro. Sarebbe interessante ci illustrassero non solo le intenzioni ma anche come pensano i loro piani siano attuabili stante questa situazione. La strategia pensata per lo Stato palestinese e' ottima, ma ci dicano come riterrebbero di metterla in pratica neutralizzando come sarebbe indispensabile l'opposizione separatista e bellicista di Hamas, il soffiare sul fuoco di Iran e Siria e le loro mire egemoniche. Ci dicano cosa ritengono di fare per annientare un terrorismo che non dara' tregua e che continuera' a cercare di sabotare i loro piani di pace e di prosperita' per quei popoli. E che potrebbe anche trovar conveniente ricominciare a colpire anche noi in casa nostra.
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