"Boffo: ho avuto modo di vedere"

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Caro direttore,
ho letto nel suo fondo alcune considerazioni su Dino Boffo, il direttore di Avvenire che si dimise in seguito a una intricata vicenda di molestie. Devo dirle che mi sono sempre domandata perché una cosa così piccola sia diventata tanto grande al punto da procurare un fracasso mediatico superiore a quanto meritasse. Lei che ha acceso la miccia che ne dice a distanza di tre mesi?
Eva Cambra

Gentile signora,
quando abbiamo pubblicato la notizia, per altro non nuova (era già stata divulgata da Panorama sia pure con scarsa evidenza) eravamo consapevoli che non sarebbe passata inosservata. Ma non per il contenuto in sé, penalmente modesto, quanto per il risvolto politico. Infatti era un periodo di fuochi d'artificio sui presunti eccessi amorosi di Berlusconi. La Repubblica in particolare si era segnalata con servizi quotidiani su escort e pettegolezzi da camera da letto. Il cosiddetto dibattito politico aveva lasciato il posto al gossip usato come arma contro il premier anche in tivù, oltre che sulla stampa nazionale e internazionale.
Persino l'Avvenire, di solito pacato e riflessivo, cedette alla tentazione di lanciare un paio di petardi. Niente di eccezionale, per carità; data però la provenienza, quei petardi produssero un effetto sonoro rilevante. Nonostante ciò, personalmente non mi sarei occupato di Dino Boffo, giornalista prestigioso e apprezzato, se non mi fosse stata consegnata da un informatore attendibile, direi insospettabile, la fotocopia del casellario giudiziale che recava la condanna del direttore a una contravvenzione per molestie telefoniche. Insieme, un secondo documento (una nota) che riassumeva le motivazioni della condanna. La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali.
All'epoca giudicammo interessante il caso per cercare di dimostrare che tutti noi faremmo meglio a non speculare sul privato degli altri, perché anche il nostro, se scandagliato, non risulta mai perfetto.
Poteva finire qui. Invece l'indomani è scoppiato un pandemonio perché i giornali e le televisioni si scatenarono sollevando un polverone ingiustificato. La «cosa», come lei dice, da piccola è così diventata grande. Ma, forse, sarebbe rimasta piccina se Boffo, nel mezzo delle polemiche (facile a dirsi, adesso), invece di segretare il fascicolo, lo avesse reso pubblico, consentendo di verificare attraverso le carte che si trattava di una bagattella e non di uno scandalo. Infatti, da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato.
Questa è la verità. Oggi Boffo sarebbe ancora al vertice di Avvenire. Inoltre Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione.
VF

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COMMENTI

9 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 valeria (51) - lettore
il 04.12.09 alle ore 23:07 scrive:
La storia si ripete. Prima di pietro, adesso boffo... Passano gli anni, cambiano i tempi, ma i rinculamenti sono sempre identici.
#8 cardo (1384) - lettore
il 04.12.09 alle ore 22:57 scrive:
Considerando quello cui siamo stati abituati in questi anni e quelo che sta avvenendo in questi giorni, mi pare che quella di Feltri non sia una vigliaccata, ma un atto coraggioso, Non è facile ammettere di essere andati sopra le righe. Quanto a Boffo, mi pare chiaro che abbia sbagliato la linea difensiva. E questo dovrebbe farci riflettere: è facile smarrirsi quando si è pesantemente attaccati. Questo vale per tuttti però, non solo per Boffo.
#7 rbluke (2094) - lettore
il 04.12.09 alle ore 21:37 scrive:
Se era solo un problema di omosessualità non ce ne sarebbe importato di meno... Ma di cosa stiamo parlando? Costui ha mentito sapendo di mentire, quello era e rimane il problema. Le debolezze si possono perdonare, le menzogne reiterate no, Marrazzo docet.
#6 Cyclamen (557) - lettore
il 04.12.09 alle ore 17:33 scrive:
Se non aveva niente di cui vergognarsi, perché Boffo non ha fatto vedere le carte? Primo errore grave. Perché i vertici della Chiesa l'hanno difeso senza sapere chi e che cosa difendevano? Secondo errore grave. Perché se la sono presa tanto con la quarta persona che aveva divulgato la notizia e non con le tre precedenti e/o con la persona all'interno della Chiesa italiana che aveva passato le carte al direttore Feltri? Terzo errore grave. Il vero scandalo non è tanto o soltanto Boffo, ma quello che ne è seguito. Infatti quando si è saputo da dove provenivano i documenti non se n'è più parlato.
#5 delusodallapolitica (14) - lettore
il 04.12.09 alle ore 11:32 scrive:
Già, VF, Boffo avrebbe dovuto aprire le carte, un pò come fa il nostro primo ministro per gli scandali successi, piuttosto che per le sue assenze, a volte ingiustificate, in aula. Vediamo se questo lo pubblicate visto che quando ho indistintamente sparato a zero su governo e opposizione mi avete censurato
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Alessandro Sallusti
Quando me­­no te lo aspetti ecco arrivare un vo­to segreto che introduce la responsabilità civile dei magistrati  continua..
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