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venerdì 17 luglio 2009, 11:52

Borsellino 17 anni dopo Un docufilm sulla scorta

Presentato a Palermo un filmato della Rai dedicato ai cinque uomini della scorta che morirono il 19 luglio 1992. La vedova, Agnese Borsellino: "Facevano parte della nostra famiglia e vivevano quasi in simbiosi con noi". Nuove indagini sulle stragi

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Palermo - "Per me, come per mio marito, erano persone che facevano parte della nostra famiglia e vivevano quasi in simbiosi con noi, condividevamo le loro ansie, i loro progetti". Così Agnese Borsellino, la moglie del magistrato ucciso nel 1992, ricorda gli agenti della scorta, morti assieme a lui il 19 luglio di 17 anni fa. La vedova ha rotto un lungo silenzio raccontando gli ultimi giorni di Paolo Borsellino nel documentario della Rai "57 giorni a Palermo. La scorta di Borsellino", presentato all’università di Palermo. "Mio marito - ha proseguito la vedova - non credeva al 100% che la scorta lo avrebbe salvato da un attentato. Non perché dubitava della loro attenzione o professionalità, ma perchè quando avrebbero deciso di ucciderlo lo avrebbero fatto, come del resto è stato. Ogni tanto usciva da solo a comprare i giornali o le sigarette proprio per lanciare un messaggio ai suoi sicari, per indurli ad ammazzarlo quando era da solo. Ma non andò così".

Le vittime Oltre a Borsellino nell'attentato di via D'Amelio persero la vita gli agenti di scorta Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ci fu un solo sopravvissuto: Antonino Vullo.

Bomba radiocomandata L'ordigno esplose dopo che qualcuno azionò un radiocomando a distanza. Ancora oggi, però, non si conosce come venne organizzata la strage, anche se è probabile che il radiocomdando sia stato azionato dal Castello Utveggio.

Documenti inediti Alcuni documenti inediti sono stati depositati da Massimo Ciancimino ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Carte che sarebbero appartenute a suo padre Vito Ciancimino, morto nel 2002. Nei giorni scorsi Ciancimino jr aveva annunciato che avrebbe consegnato ai magistrati il cosiddetto "papello", un foglio sul quale Totò Riina avrebbe stilato una lista di richieste in favore di Cosa nostra, che sarebbe stata girata ad alcuni uomini delle istituzioni fra le stragi del 1992 di Falcone e Borsellino. Questo documento, secondo i magistrati, potrebbe essere interessante per cercare di fare luce su eventuali legami tra la mafia e parti delle istituzioni. Sulla vicenda sarebbe stata avviata un’altra inchiesta dalle procure di Milano e Firenze, legata, in questo caso, alle stragi del 1993.

#4 oroverde (908) - lettore
il 18.07.09 alle ore 15:33 scrive:
....#3 vitto38 (2) - Mi permetto di raccontarle una storiellina, vera. Io vivo in un paesino della puglia, confine molise. Qualche decennio fa il mio centro aveva una stradina, stretta ed angusta,abitata da persone " socialmente difficili". Come in ogni consesso sociale, anche qui, occorreva stabilire una gerarchia, foss'anche in negativo, sicchè, a suon di improperi, le donnette se le cantavano di cotte e di crude.... e da qui il detto di mio nonno: In via cavallotti la femmina migliore è quella che, la mattina, si alza per prima!! Percè costei, alzandosi prima, aveva la possibilità di scaricare addosso alle altre tutti i pettegolezzi possibili, non solo, impediva che le altre facessero altrettanto a lei. Abbiamo assistito al processo Andreotti: ASSOLTO, stiamo assistendo al processo Dell'Utri :non riescono a condannarlo,... ma con qualche lettera, scritta con una vecchia macchina, ad un morto,(ciancimino) gli possiamo far dire questo ed altro........!!!beato chi ci crede!!!!
#3 vitto38 (13) - lettore
il 18.07.09 alle ore 0:23 scrive:
Vorrei come prima cosa ringraziare questo Giornale per l'informazione obbiettiva e concreta che lo pone corifeo della stampa italiana.La mia richiesta si ricollega a questo articolo;mi è capitato di leggere su altri quotidiani,il cui scrivere solitamente non è dettato dalla ragione della mente ma dal fine utilitaristico atto a rendere compiacenza ad una certa area politica,di una lettera scritta da Rina all'inizio degli anni 90 al on.Berlusconi,nella quale il boss mafioso avrebbe richiesto una tv come compenso per certi favori fatti in precedenza.Questa lettera,riferisco ciò che questi giornali riportano,saltata fuori così all'improvviso,verra presentata al Processo dell'Utri poiche il senatore del PDL sarebbe stato il collegamento tra il Boss e il nostro Presidente del Consiglio.Vorrei chiedervi di rispondere a queste INFAMIE con la lealtà della vostra penna, sperando che lo status di vostro antico lettore mi dia qualche agio nell'avere una Vostra risposta.
#2 leno lazzari (151) - lettore
il 17.07.09 alle ore 17:43 scrive:
Andreotti e' avvertito! A me le rivelazioni a scoppio ritardato dei mafiosi non sono mai piciute, e comunque non mi pare abbiano mai portato chiarezza. Per dire la mia, beh, molto piu' logico e meno adattabile a versioni di comodo e' il "sistema collaboratori di giustizia" USA, e cioe', "Ti penti? Bene, hai (poniamo) sei mesi di tempo per scrivere le tue memorie , in isolamento col "pubblico ministero". Alla fine dei sei mesi, quello che hai scritto rimane e stop ai giochini, ripensamenti, alle rivelazioni fatte da...., ai ora mi ricordo". Per contro, qualche buon risultato il nostro sistema l' ha dato, (grazie all' onesta' di qualche magistrato) ma ha causato anche tragedie. Non grazie alla criminale pervicacia di qualche magistrato napoletano come nel il caso Tortora e la ciliegina sulla torta che sono "quei" magistrati colpevoli che avendo fatto carriera non si possono piu' toccare. Leno (schifato)
#1 oroverde (908) - lettore
il 17.07.09 alle ore 15:35 scrive:
i documenti che compaiono dopo DICASETTE anni ....puzzano, quantomeno di naftalina....Vito ciancimino, da uomo di mafia, quale, forse, era si è portato nella tomba le COSE DI COSA NOSTRA, sappiamo bene che questi uomini diffidavano di tutto e di tutti, quindi.... credo che si tratti solo di letteratura, o forse, solo di uno dei tanti mezzi per salire agli onori della cronaca.... presto vedremo pubblicato qualche libro scritto dal figlio di ciancimino, e non sarebbe da escludersi neppure qualche sua entrata in politica.......dopo cicciolina, un savoia, la madre di un terrorista, il padre di una povera ragazza inferma.....il figlio di un mafioso(?) ci sta bene!! DOVE candidarsi??? nel circo della politica italiana... il suo numero viene dopo quello del comico grillo e subito prima di quello del caratterista dipietro, o di quello del contorsionista franceschiniello,.... vedremo, lo deciderà il congresso..... se mai ce ne sarà uno!!!
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