Brescia, niente pasto ai bambini: le famiglie non pagano la mensa

Adro è il secondo comune a prendere questa decisione: non tollerare più la morosità delle famiglie

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Brescia - Due settimane fa è accaduto a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, oggi è la volta di un’altra scuola elementare, situata ad Adro, in provincia di Brescia: entrambi i comuni, a maggioranza leghista, hanno deciso di non tollerare più la morosità delle famiglie che non pagano le rette per i pasti consumati dai figli a scuola. Se in Veneto due settimane fa la giunta ha però fornito loro almeno un panino con dell’acqua, la modalità prescelta dal sindaco di Adro è ancora più pesante: gli alunni non a posto con i pagamenti della mensa non potranno accedervi. "Il pagamento della mensa - ha spiegato una mamma musulmana che ha due alunni frequentanti l’istituto - è di oltre 50 euro al mese: per noi è una cifra altissima, che non riusciamo assolutamente a fronteggiare".

Bambini morosi L’esclusione dei bambini dalla mensa coinvolge non solo figli iscritti alla scuola dell’obbligo di origine straniera, ma anche appartenenti a famiglie italiane in difficoltà. In una lettera inviata oggi al sindaco leghista di Adro, Oscar Lancini, e al dirigente scolastico dell’istituto lombardo, la mamma di una bambina esclusa dalla mensa sostiene di aver "pagato le rette di febbraio e marzo con un leggero ritardo. Quand’anche il Comune fosse sull’orlo della bancarotta - continua la signora - mi sarei aspettata più attenzione, prudenza e rispetto prima di umiliare una bambina di 10 anni davanti ai suoi insegnanti e ai suoi compagni".

Ed è polemica In effetti, norme alla mano, la decisione presa dal sindaco di Adro sembrerebbe anche non rispettare l’obbligo di frequenza del tempo mensa previsto dall’art. 1 della legge n. 176 del 2007. "Siccome sono una madre di famiglia che lavora, separata con tre figli, forse - incalza polemicamente la mamma dell’alunno escluso - potrebbe ancora accadere in futuro che saldi la tariffa oltre la scadenza fissata per mancanza di tempo. In tal caso vorrei essere avvertita per posta della minacciata espulsione di mia figlia dalla mensa scolastica. Naturalmente - conclude - sono disponibile a rifondere il Comune del costo del francobollo".
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COMMENTI

59 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#59 luiginaelena (258) - lettore
il 09.04.10 alle ore 7:40 scrive:
La cifra della mensa se non pagata deve andare sulla cartella delle tasse .
#58 Roberto C (726) - lettore
il 08.04.10 alle ore 19:16 scrive:
#51 aldogam: Perdoni se mi permetto di rispondere io: sì, il comune avrebbe potuto e dovuto fare proprio così.
#57 piertrim (1150) - lettore
il 08.04.10 alle ore 19:01 scrive:
Basta furbi, se non possano pagare si rivolgano agli appositi uffici comunali e lo dimostrino che saranno aiutati.
#56 Luigi Morettini (4380) - lettore
il 08.04.10 alle ore 18:47 scrive:
Se la mamma musulmana non può permettersi di pagare 50 euro al mese per far mangiare alla mensa scolastica i suoi due figli, si faccia aiutare dall'Ucoi (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia). Troppo comodo pretenderlo dal Comune. Guarda caso su 42 "morosi", dopo l'esclusione dalla mensa dei furbi non paganti, i casi si sono ridotti subito a 18. I genitori onesti che si fossero trovati in momentanea difficoltà, avrebbero dovuto avvisare preventivamente gli uffici comunali e, molto probabilmente, non avrebbero costretto il sindaco a prendere un provvedimento che, seppure criticabile, era assolutamente necessario. Provassero a non pagare con la stessa "arroganza" dimostrata la bolletta della luce, del gas, o del telefono e poi staremo a vedere quello che succede. Basta furbi. Tolleranza zero contro chiunque spera di campare a sbafo sulla comunità.
#55 Riccardo (211) - lettore
il 08.04.10 alle ore 18:24 scrive:
GRavissimo errore degli amministratori leghisti di quelle città. Infatti lanciano il messaggio che fare figli non è degno di alcuna considerazione.Invece per combattere l'aborto nonostante la lpillola abortiva e la relativa legge il mezzo piu' effiace è incrementare benfici e servizi pubblici gratuiti o facilmente accessibili a favore delle famiglie con prole.
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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