Brunetta: "Gentilezza obbligatoria"

Rivoluzione nella Pubblica amministrazione. Il ministro: "Nel Consiglio dei ministri di domani approveremo un collegato alla Finanziaria che prevede, oltre alla trasparenza anche una carta dei doveri, tra cui l'obbligo alla cortesia"

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Roma - Quante volte dopo aver fatto la fila a qualche sportello e aver ottenuto, o meno, ciò che volevamo, ce ne siamo andati con la coda tra le gambe per la scarsa gentilezza di chi era allo sportello? C'è chi sa rispondere a tono ai maleducati ma c'è anche chi resta annichilito e, quasi senza parole, torna a casa abbattuto, deluso, arrabbiato. Presto qualcosa qualcosa potrebbe cambiare. Almeno nel settore pubblico. Ci ha pensato il ministro Renato Brunetta.

Obbligo alla gentilezza "Domani normerò l’obbligo della gentilezza e della cortesia nei confronti dei cittadini", ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione intervenendo a un convegno organizzato dal Cup sulla posta elettronica certificata. "In Consiglio dei ministri approveremo un collegato alla Finanziaria che prevede, oltre alla trasparenza, anche una carta dei doveri della pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini e delle imprese".

La cattiva burocrazia E' una vera e propria lotta quella che Brunetta intende fare contro la "cattiva burocrazia". E si arricchisce di un nuovo strumento. "In questi giorni - ha annunciato il ministro  - sta partendo un portale per l’ascolto dei cittadini sul tema della cattiva burocrazia. Una iniziativa per avviare un processo di segnalazione di casi da parte di singoli cittadini e professionisti che ci permetta di mettere insieme storie diverse e soluzioni in modo da creare una banca delle soluzioni per risolvere i problemi della cattiva burocrazia".

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COMMENTI

41 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9   pagine dal più vecchio | dal più recente
#41 charmant2 (1938) - lettore
il 12.11.09 alle ore 9:23 scrive:
Brunetta deve imporre un corso per imparare le buone maniere.Alla fine chi lo frequenta,può fare domanda di assunzione.Invece chi è privo di questo patentino di buona creanza,non ha diritto ad accedere al posto di lavoro.
#40 Ilfa (2) - lettore
il 12.11.09 alle ore 9:05 scrive:
Sentir parlare di gentilezza da un personaggio come il ministro Brunetta mi sembra paradossale, apprezzo molte cose che ha fatto ma è indubbio che lui risulta spesso saccente, permaloso, con un falso sorriso perennemente stampato in faccia, verbalmente sgradevole, insomma MALEDUCATO. Non lo dico a caso, ho avuto l'occasione di conoscerlo ad un convegno circa 2 anni fa!
#39 edenpark (97) - lettore
il 12.11.09 alle ore 8:26 scrive:
Signor Ministro, Grazie di volersene occupare. Era ora.
#38 MagoGi (534) - lettore
il 12.11.09 alle ore 1:56 scrive:
Battuta fin troppo facile, ma Brunetta accostato alla gentilezza è un ossimoro. Gli auguro miglior fortuna rispetto alle iniziative che ha portato avanti fino ad ora.
#37 rokko (2833) - lettore
il 12.11.09 alle ore 0:49 scrive:
Eppure non sarebbe così difficile: rilevare i tempi per fornire i servizi richiesti dal pubblico (peraltro spesso già misurati oggi dalle macchinette che gestiscono la fila con i numeri, sarebbe sufficiente memorizzarli), raccoglierli per tutti gli uffici d'Italia e periodicamente (es. ogni tre o sei mesi) fare la classifica di efficienza. Per gli uffici migliori, responsabili premiati e premio di risultato da redistribuire ai dipendenti secondo criteri individuati dai responsabili stessi; per quelli peggiori, riduzione degli emolumenti ai responsabili (nei casi limite, rimozione dall'incarico). Facendo così, sarebbero i dirigenti ad individuare e segnalare uno per uno chi non lavora, chi si assenta senza motivo, ecc. ecc. e sarebbero costretti a premiare i migliori non i propri amici. Il tutto senza vessazioni ingiuste tipo la riduzione dello stipendio a chi è ammalato o gli arresti domiciliari di 12 ore per chi si ammala. Ma a Brunetta interessa solo fare i fumi, non gli arrosti.
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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