Il funzionamento degli organi costituzionali costerà il prossimo anno ai cittadini 3,23 miliardi di euro, con un aumento, nel 2008, di oltre 121 milioni di euro: in percentuale, corrisponde al + 4%. Sfiora il 3% l’innalzamento di spesa alla Camera, è superiore al 4% quello di palazzo Chigi: Romano Prodi ha aumentato il budget di quasi 32 milioni di euro per il 2008. Camera, Senato e Quirinale insieme totalizzano quasi la metà degli aumenti complessivi degli organi costituzionali per il prossimo anno (53,3 milioni di euro). Questi tre palazzi costeranno ai cittadini nel 2008 quasi 2 miliardi di euro, di cui la metà solo Montecitorio.
La presidenza del Consiglio, come detto, spenderà di più, per un totale che supererà i 687 milioni di euro. Pare che nessuna istituzione sia riuscita a dare il buon esempio per l’anno prossimo nonostante i molti annunci pubblici. Secondo questi dati, né Franco Marini, né Fausto Bertinotti, o Prodi, o il presidente Napolitano, sono riusciti a risparmiare nei preventivi di spesa.
E gli aumenti interesseranno a pioggia anche gli altri organi centrali: nel 2008 ci sarà un aumento medio dei costi di funzionamento per la Corte Costituzionale, il Consiglio Superiore della magistratura, il Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro di circa il 7%.
La spesa non riducibile dei «palazzi» dipende dai costi fissi del personale, ripetevano ieri alcuni senatori di entrambi gli schieramenti commentando questi dati: finché non ci saranno tagli al numero dei dipendenti, i costi non si potranno abbassare. Ma i bilanci nel dettaglio mostrano ben altre anomalie: recentemente alla Camera l’opposizione ha sollevato lo spreco dei gruppi parlamentari in deroga, creati nel 2006 con una spesa aggiuntiva per Montecitorio che supera i 15 milioni di euro. E in Senato il 2007 non era stato un anno all’insegna del risparmio, con un aumento delle retribuzioni dei senatori in carica di oltre il 4% e delle indennità di quelli in pensione di più del 3%. Nel bilancio di previsione per il quinquennio a palazzo Madama i senatori questori hanno scritto che vi sarà «l’impegno preciso» di ridurre il personale del 5%. Ma intanto si spendono quasi 33mila euro l’anno per calze e collant dei dipendenti.
Al Quirinale, poi, non è bastato ridurre il numero delle forze di polizia, da 1086 a 1038.
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