
Napoli - Bufera giudiziaria sul Campanile. Nel mirino degli inquirenti la lottizzazione che avrebbe messo in atto l'Udeur sull’Arpac, l'Agenzia regionale campana per la protezione dell’ambiente. I reati ipotizzati vanno dall'associazione per delinquere alla truffa ai danni dello Stato, turbativa d'asta, falso in atto pubblico continuato e concussione. L'inchiesta, nata da un’indagine partita nel 2007, si è ricongiunta con quella della procura di Santa Maria Capua Vetere, che a gennaio scorso portò all’arresto di Sandra Lonardo Mastella. In tutto sono 63 gli indagati. Eseguito anche un arresto. Nell’inchiesta sono coinvolti politici, dirigenti della pubblica amministrazione, professionisti e imprenditori.
Venticinque misure cautelari L’operazione ha portato a 18 divieti di dimora e sei misure interdittive del divieto di esercitare l’impresa e la professione. A Sandra Lonardo è stata vietata la dimora in tutta la regione e nelle province di Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza. Per notificare il provvedimento i carabinieri sono andati in casa dei Mastella, a Ceppaloni.
Gli indagati Oltre a Mastella e alla moglie nell'inchiesta sono coinvolti anche il consuocero di Mastella, Carlo Camilleri, che è anche segretario generale dell’Autorità di Bacino sinistra Sele, l’ex direttore dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Campagnia (Arpac), Luciano Capobianco, e il consigliere regionale dell’Udeur Campania, Nicola Ferraro.
Mastella L’europarlamentare, così come una dozzina di altri indagati, si vedrà notificare il provvedimento di "chiusura delle indagini" non appena rientrerà da Strasburgo in Italia. Secondo quanto si è appreso, Mastella arriverà a Roma nel pomeriggio. A Roma si sta recando anche la moglie, "espulsa" dalla Campania. Stralciata la poisizione dell'eurodeputato perché si attende l’autorizzazione a procedere da parte di Strasburgo, così come per l’inchiesta precedente ora davanti al gup, la Consulta deve esprimere un parere sull’uso delle intercettazioni indirette sul suo telefono cellulare.
Nel mirino l'Arpac Il filone dell’indagine riguarda l’Arpac. In particolare, gli uomini dei carabinieri e della guardia di finanza hanno accertato, tra l’altro, l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe, falsi, abusi di ufficio, turbative d’asta e concussioni commessi nell’ambito della gestione di appalti pubblici, concorsi finalizzati all’assunzione di personale e affidamento di incarichi professionali nella pubblica amministrazione.
La Lonardo scrive ai cittadini "Carissimi abitanti di Benevento e provincia e della Campania tutta, questa mattina alle ore 7, mentre pensavo a che cosa potevo fare per contribuire a fare approvare, nella concordia, la legge regionale sul piano casa, un provvedimento atteso da tantissimi cittadini campani, è arrivata una citofonata: Siamo i carabinieri, aprite". Comincia così una lettera ai cittadini scritta dalla signora Mastella. "Sono tornata con la mente a quel 16 gennaio - prosegue il presidente del Consiglio regionale - cosa vorranno ancora da me? Mi sono fatta forza, ma non ce l’ho fatta. Sono quasi svenuta. Mi è crollato il mondo addosso. Mi chiedono di dimorare fuori dalla Campania. Ancora non riesco a crederci". "Non sono nemmeno riuscita a capire di cosa mi accusano. Mi hanno consegnato pagine e pagine. Stavolta - continua la lettera - con mio marito sarei a capo di una cupola affaristica. Senza spiegarci quali affari avremmo fatto".
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