martedì 09 febbraio 2010
Aggiornato oggi alle 11:19
 INTERNI
venerdì 21 agosto 2009, 08:19

Cari lettori, mi dispiace ma vi devo dire addio

Ultimo saluto di Mario Giordano ai lettori: "Lasciare il Giornale mi dispiace un bel po'". A partire da oggi Vittorio Feltri sarà al lavoro al Giornale e la prima copia con la sua firma sarà in edicola domani

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook

Certo: siamo stati e restiamo un quotidiano politico. E nelle battaglie politiche non ci siamo certi tirati indietro, basti ricordare la campagna con cui abbiamo rivelato le nuove magagne di Di Pietro, costringendo il figlio alle dimissioni e Tonino a imbarazzanti e insufficienti spiegazioni, o la presa di posizione decisa sul caso Englaro. Così come non ci siamo tirati indietro nell’ultima battaglia, quella aperta da Repubblica sul gossip: l’abbiamo fatto senza risparmiarci, a volte superando anche il senso di nausea di fronte a tale deriva giornalistica, ma senza oltrepassare il limite del buongusto. Per intenderci: abbiamo rivelato l’esistenza di un’inchiesta insabbiata sulle escort del clan D’Alema, proprio perché si trattava di un'inchiesta (inchiesta=notizia) e perché si parlava di prostituzione dentro le stanze di Montecitorio (Montecitorio=luogo istituzionale). Ma quello che fanno le persone dentro le loro camere da letto (siano essi premier, direttori di giornali, editori, ingegneri, first lady, body guard o avvocati) riteniamo siano solo fatti loro. E siamo convinti che i lettori del Giornale non apprezzerebbero una battaglia politica che non riuscisse a fermare la barbarie e si trasformasse nel gioco dello sputtanamento sulle rispettive alcove.

Non voglio aggiungere altro se non un riferimento alle nostre «guide». Le inserzioni sul lavoro (presto copiate da altri quotidiani e settimanali), i vademecum sul risparmio, sulla previdenza o sulla casa, che tanto interesse hanno suscitato fra voi lettori. Alcune erano più riuscite, altre meno: ma dietro c’era il tentativo di fare del quotidiano uno strumento non solo di denuncia, di polemica, di battaglia, ma anche di servizio. Costruire e non solo distruggere. Creare fiducia e non solo vellicare gli istinti più bassi. Non si dice che per uscire dalla crisi ci vuole soprattutto un’iniezione di positività? Ecco: piccole dosi di positività noi le abbiamo distribuite tutti i giorni, abbiamo cercato di rappresentare l’Italia che ci crede, quella che lavora, che si dà da fare ogni giorno, magari sbuffa ma cerca qualcuno che la aiuti a risolvere i problemi, non solo qualcuno che urli che i problemi ci sono.

Del resto non serve dilungarsi ancora. Il quotidiano che abbiamo fatto lo avete visto e lo avete apprezzato. Ci avete seguito anche nei passaggi più azzardati e più innovativi, come il cambio della grafica e della testata (quel Giornale in negativo che ci accomuna alle grandi testate europee), a dimostrazione che il popolo dei moderati sa riconoscere il rinnovamento (almeno il rinnovamento che pone le basi nella tradizione) e lo preferisce a ogni ottusa reazione. Ci avete seguito, ci avete appoggiato. Lo dimostrano le vendite in edicola, che in un momento di crisi generale, segnano un rilevante e costante aumento rispetto all’anno scorso, sia a giugno sia a luglio sia ad agosto. Ed è un dato ancor più significativo se si considera che nel frattempo il prezzo del quotidiano è aumentato del 20 per cento. Questa è la prova della vostra fedeltà e della vostra amicizia, cari lettori del Giornale: sapete essere critici, severi, inflessibili, ma date in ogni momento prova di un attaccamento straordinario a questa testata, che per tutti noi è qualcosa di più di un contenitore di idee e di notizie: è una bandiera.

Ebbene, noi questa bandiera l’abbiamo portata avanti due anni con gioia, emozione, fatica, orgoglio e soddisfazione. Abbiamo commesso tanti errori perché come diceva un mio vecchio amico «solo chi non mangia non fa briciole», ma ce l’abbiamo messa tutta. E allora lasciatemi ringraziare, prima di salutarvi per l’ultima volta, una redazione straordinaria, di professionisti esemplari e di persone perbene, un gruppo di talenti e capacità come ce ne sono pochi oggi in Italia. Sono orgoglioso di essere stato alla loro guida e non dimenticherò l’attaccamento che mi hanno dimostrato per tutti questi due anni, fino a questi ultimi giorni. Aver preservato e valorizzato questo patrimonio professionale è la mia vera soddisfazione in questo momento: lo consegno al nuovo direttore, sicuro che saprà utilizzarlo al meglio per il bene del Giornale.

  Precedente |  Pagina  123  | Successiva 
109 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#109 Marcello74 (5) - lettore
il 22.08.09 alle ore 0:39 scrive:
Caro Direttore, in bocca al lupo! Condivido in tòto quanto ha scritto di Mario Cervi, soprattutto quanto a personificazione dello spirito de Il Giornale.
#108 graffias (286) - lettore
il 22.08.09 alle ore 0:34 scrive:
Caro Direttore E' un grande dispiacere apprendere che lei lascia il giornale. Leggo il Giornale fin dalla sua seconda uscita in edicola, mi son perso il primo numero per l'impossibilià fisica di penetrare attraverso un muro di bravi ragazzi mascherati armati di mazze da baseball , erano altri tempi ed in quei "formidabili anni"il senso della democrazia si manifestava a sprangate.Il Giornale non mi ha mai deluso ed i suoi Direttori sono sempre stati all'altezza della situazione e a lei ,soprattutto a lei, devo il piacere di aver goduto di una satira politica e di una analisi della stessa lucida e brillante.Arrivederla in tv Direttore , tanti auguri a lei ed al suo successore .
#107 giuliana (172) - lettore
il 22.08.09 alle ore 0:20 scrive:
Vorrei ringraziarLa di nuovo per il suo stile inimitabile che faceva sì sorridere per l'ironìa profusa a piene mani, ma spesso ci faceva ritrovare i nostri pensieri nelle parole con le quali riusciva a centrare e mettere a fuoco più nitidamente ciò che avvertivamo un po' confuso. Spero che il suo nuovo incarico Le permetta di farci godere e apprezzare di nuovo, magari con presenze in video, le sue grandi qualità. D'ora in poi Studio Aperto sarà il mio telegiornale. In bocca al lupo! Sono sicura che sarà una rivelazione e scoperta per tanti che ancora non La conoscono e fino ad ora non hanno potuto apprezzarLa. Grazie di cuore per il grande impegno che ha sempre messo nel suo lavoro.
#106 elio2 (1130) - lettore
il 21.08.09 alle ore 23:11 scrive:
Auguri per il suo nuovo lavoro caro Direttore. La considero un amico, che è stato capace di portare più in alto la nostra voce, grazie di tutto. Elio
#105 Ruben (66) - lettore
il 21.08.09 alle ore 18:17 scrive:
Bye Bye, carissimo Dott. Giordano, in arte OrzoBimbo... Se ne torni pure a Studio Aperto tra gossip, donnine (semi)nude all'ora di pranzo, emergenze meteo, politica condensata in 5 minuti 5! di TG, Lucignoli, Belle Vite, e quant'altro ha caratterizzato e continua a caratterizzare quell'aborto giornalistico da quando è passato sotto la Sua direzione... E un caloroso bentornato a un Direttore degno di questo titolo. Dott. Feltri, non immagina neppure quanto mi sia mancato in tutti questi anni...
109 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi