Caso Fini, perché io non tradirò mai il nostro Pdl

Caro Direttore, ho letto, come sempre, con la dovuta attenzione il fondo del Giornale di ieri. Anche in questa occasione mi permetto di dire, il Giornale con il suo direttore...

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di Ignazio La Russa

Caro Direttore, ho letto, come sempre, con la dovuta attenzione il fondo del Giornale di ieri. Anche in questa occasione mi permetto di dire, il Giornale con il suo direttore, che per molti versi ho sempre apprezzato, rivolge la sua penna, appuntita come un’arma, contro il Presidente della Camera. Si tratta del classico «fuoco amico», che, come spesso capita in ogni campo, fa molto più male di quello proveniente dal fronte opposto che è almeno atteso e prevedibile. Non voglio, in questa occasione, ergermi a «difensore d’ufficio» anche perché Fini è in grado di farlo se vuole meglio e più autorevolmente di me.

Non confuterò perciò il ragionamento che fa da filo conduttore all’articolo che comunque non condivido. Ma proprio perché mai, dico mai, nemmeno in una ipotesi di fantapolitica, potrei personalmente essere disponibile a boicottare il Pdl (a cui mi sento irreversibilmente legato) o il Governo per i quali, nel mio piccolo, mi spendo quotidianamente, posso tranquillamente affermare che anche sul piano fattuale, l’articolo di fondo del Giornale di ieri è privo di fondamento. Infatti se per Fini il problema fosse veramente quello di farsi seguire in un qualsivoglia progetto da un certo numero di deputati, non avrebbe certo difficoltà a ottenere la disponibilità dei fatidici 25 componenti sui quasi 300 deputati del Pdl. In realtà, come il direttore sicuramente sa quanto me, il problema che è a volte emerso con la maggioranza è semmai di natura squisitamente politica, ma non è questa la sede per discuterne.

Sostenere invece che ci fosse «un ribaltone» e che a farlo «fallire» sia stata la mancanza di un numero sufficiente di «peones» significa, mi creda Direttore, essere veramente assai lontano dalla verità. Peggio, significa, anche senza volerlo, esasperare un clima e far rischiare davvero alla maggioranza e al Governo una stabilità che stiamo cercando tutti, a volte con qualche fatica, di rendere sempre più forte nell’interesse dell’Italia.

Ok. Non discutiamone ora. Ma quando lo faremo? Intanto m’arrangio da solo. VF

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COMMENTI

6 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#6 SR71 (2713) - lettore
il 18.12.09 alle ore 18:51 scrive:
Quale sarebbe, il :problema di natura squisitamente politica? Il fatto che c'è un TRADITORE, un opportunista voltagabbana, uno svenditore dei VALORI?Un aspirante imam che vuole prostrarsi a oriente? C'è un problema nella maggioranza, si chiama finie, fintanto che questo signore, continuerà a dire FINATE, l'armonia non regnerà.Fate meno cene delle beffe, estromettete il TRADITORE, ne va dei voti alle prossime elezioni. Mai più il voto al partito, coalizione all'interno della quale compaia il nome del TRADITORE.Questo è il risultato delle FINATE demenziali.
#5 heini (723) - lettore
il 18.12.09 alle ore 18:43 scrive:
Se potessi, chiederei al Ministro La Russa una risposta alla seguente domanda. Ammettiamo pure che sia come dice Lei sui progetti di scissione - ma mi pare che anche Lei ammetta la "conta" interna dei 25 deputati/senatori - non ho capito perché il fine dicitore esterna un giorno sì e l'altro pure contro il Governo e contro il Presidente del Consiglio. Si ha un bel dire la discussione politica etc., ma resta il fatto che il fine dicitore è percepito come ostile al PdL non solo da me, ma anche da altri elettori e, guarda caso, anche dall'opposizione; tra i tantissimi esempi, ricordo le parole in libertà, a microfono creduto spento, con il Procuratore di Pescara. Tutte esternazioni riconducibili alla libera discussione interna? Non credo proprio. Tra l'altro, tutti sanno che l'ex An, fini imperante, era peggio di una caserma, altro che libera discussione.
#4 Random64 (4765) - lettore
il 18.12.09 alle ore 18:02 scrive:
Caro ministro La Russa, per quale motivo allora nascono gli equivoci? per gemmazione spontanea? o non sarà perchè "qualcuno"..è poco trasparente nel suo percorso? vede onorevole, se c'era(c'è) una caratteristica nella destra e nel popolo di destra, è la coerenza, la fermezza nel proprio agire e nei propri valori, valori che sono anche di fedeltà ai patti e la parola data, fin dai tempi dell'msi non mi risulta che si seguissero le zigzaganti linee della realpolitik della Dc..anzi era un valore il contrario, ma non come estremismo, ma come modus, atteggiamento, coerente, e lineare. Bene il finipensiero è visivamente deragliato nel modo e nella forma, lasciamo stare l'ideologia.
#3 zagor59 (109) - lettore
il 18.12.09 alle ore 13:14 scrive:
Grande Ignazio....come diceva Pascal : Al mondo cè sufficiente luce per vuol vedere e sufficiente buoi per chi non vuol vedere.Ed aggiungo io sufficiente fantasia negli uomini che vogliono inventare...sopratutto notizie.
#2 michele lascaro (1201) - lettore
il 18.12.09 alle ore 12:52 scrive:
Caro On LaRussa, essendo più grande di lei e vecchio elettore del MSI, dopo aver ascoltato per anni e visto i comizi di : De Marsanich, Michelini, Almirante, Gianni Roberti, Silvio Vitale ecc. dico che Fini vuole stare con il piede in due scarpe, cosa impossibile. Ma questo lo sapete anche voi: Lei, Gasparri, Matteoli, Alemanno,Storace, Buontempo ecc. E' dovere Vostro parlargli in modo chiaro e definitivo, prima che noi elettori, cui non fanno difetto la semplicità, la lealtà e la chiarezza, non decidiamo se dargli o no il nostro voto. Sono stato chiaro? Saluti e auguri
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