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mercoledì 20 maggio 2009, 08:05

Caso Mills, magistrati contro il premier Berlusconi: "Una sentenza scandalosa"


La sentenza di condanna al legale inglese: "Agì da falso testimone per consentire a Berlusconi e a Fininvest l'impunità dalle accuse o il mantenimento dei profitti". Si condanna Mills per accusare il premier. Il leader del Pdl: "Scandaloso, parlerò alle Camere". Opposizione all'assalto: "Si faccia processare". Pdl e Lega: atto politico

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Milano - Le toghe all'attacco. L’avvocato inglese David Mills condannato a Milano a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari agì "da falso testimone", si legge nelle motivazioni della sentenza di condanna, "per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati". Lo scrivono i giudici del tribunale di Milano, decima sezione, presieduti da Nicoletta Gandus (già ricusata dal premier) nel motivare le ragioni della condanna decisa il 17 febbraio scorso di Mills per corruzione in atti giudiziari in concorso con Berlusconi. La posizione del coimputato era stata separata nell’ottobre scorso in attesa che la Corte Costituzionale decida sulla legittimità del lodo Alfano. Le motivazioni della sentenza di condanna di Mills a quattro anni e sei mesi sono contenute in 376 pagine. (Leggi. Berlusconi: "Sentenza scandalosa, parlerò alle Camere")

Le motivazioni della sentenza "Dall’altro lato (Mills) ha contemporaneamente perseguito il proprio vantaggio economico". Al centro del procedimento c’è l’accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 avrebbe fatto inviare 600mila dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone e quindi con l’obbligo di legge di dire il vero e non tacere nulla, le informazioni su due società off-shore usate da Mediaset, secondo la procura, per creare fondi neri. Le dichiarazioni false o reticenti si riferiscono a due processi milanesi degli anni '90: All Iberian e quello sulla corruzione nella guardia di Finanza. Nel determinare la pena inflitta a Mills i giudici rilevano "l’oggettiva gravità della condotta, di assoluta rilevanza nei procedimenti in cui è stata posta in essere, anche in ragione della qualità e del numero dei reati giudicati. Va poi considerato il ruolo istituzionale di alcuni dei soggetti imputati nei procedimenti penali in cui Mills rendeva falsa testimonianza".

Elusione fiscale Nello spiegare perché le testimonianze di Mills siano state reticenti nei processi in cui era imputato Berlusconi, i giudici scrivono che "la condotta di Mills era dettata dalla necessità di distanziare la persona di Silvio Berlusconi dalle società off shore, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione, consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprietà di ingenti profitti illecitamente conseguiti all’estero, la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Piersilvio Berlusconi". In sostanza, per i giudici che hanno condannato Mills a quattro anni e mezzo di carcere, "il fulcro della reticenza di Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, sta nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi la proprietà delle società off shore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti". Il legale inglese è stato per diversi anni consulente della Fininvest e creatore del sistema di società off shore collegate alle aziende di proprietà del premier.

Corruzione e riciclaggio Secondo i magistrati "il prezzo della corruzione" di Mills da parte di Berlusconi "comprendeva il 'disturbo' per tutte le operazioni di riciclaggio che egli avrebbe dovuto compiere per nascondere, mascherare, trasformare, fermare la somma che gli veniva illecitamente corrisposta e tutta questa attività era già prevista, voluta e stabilita nell’accordo, lasciando alla capacità di Mills il compito di individuare di volta in volta le modalità esecutive per la riuscita dell’impresa". Per i giudici il momento della consumazione del reato, cioè della corruzione, avviene nel febbraio del 2000 col trasferimento a Mills delle quote del Fondo Torrey Global. In quel momento, il legale viene corrotto per un prezzo in cui, stando alle motivazioni dei giudici, sarebbe già stato compreso il 'disturbo' arrecato al legale inglese per le operazioni di riciclaggio compiute da quest’ultimo.

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279 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#279 robinhood (944) - lettore
il 22.05.09 alle ore 9:22 scrive:
@278: le presunte posizioni antiberlusconiane della Gandus fanno coppia con le manifeste posizion antigandus di berlusconi (cara mayer. visto che ama fare sfoggio di logica, ogni tanto provi ad usalra un pò veramente!). quindi se mr. b afferma "la gandus è un nemico" non è che poi può immaginare che dall'altra parte si innamorino di lui! quanto alla sua citazione dell"ottimo post di gabriele foglietta", lei ama prendere per oro colato tutto ciò che le fa comodo e invece chiede riscontri per tutto il resto! bene, mi porti i riscontri di quanto lei cita e riporta (date spostate, mancata ingiustificata ammissione di rogatorie internazionali etc). bene, mi porti un solo riscontro a supporto di quanto dice, uno solo! e non scompaia come ogni volta che le chiedo di supportare quanto afferma e non mi dica: ah è tutto in rete. perchè in rete si trova tutto ed il contrario di tutto. risponda coi fatti invece che con le parole come il suo padrone.
#278 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 21.05.09 alle ore 20:26 scrive:
*#270 bolscevico *- Le rispondo con un post da me inviato all'ottimo *#65 GABRIELE FOGLIETTA*: "E' bello trovare qualcuno che, correttamente informato, riporta dati incontrovertibili. La cito: "Spostare, arbitrariamente, la data del reato - ignorare i testi a discarico - non ammettere rogatorie internazionali a discarico ( quando il presunto reato è commesso in ambito internazionale) trasformare una sentenza contro Mills in una contro Berlusconi senza mai dire cosa è stato provato e cosa no, non è esattamente una prova di imparzialità del giudice. Ci sono giudici che depositano sentenze dopo anni, la giudice Gandus on poteva aspettare l'8 giugno?". Tutti quelli di "sinistra" in buona fede dovrebbero studiarselo, questo suo post, dopo aver trovato altrove i riscontri a quel che lei afferma(e li troverebbero tutti),e pensarci un po'su. Tutto questo senza considerare le posizioni politiche antiberlusconiane sbandierate dal giudice Gandus.
#277 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 21.05.09 alle ore 20:25 scrive:
Basta ed avanza questo "strano" modo di procedere per capire il senso e lo scopo di questo processo.
#276 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 21.05.09 alle ore 16:04 scrive:
*#275 Caterpillar* e *#273 bolscevico* - Non e' la prima volta che capita anche a me di vedere dei miei stessi post comparire, poi sparire, poi ricomparire tot ore dopo o il giorno dopo. Il che conferma quel che vado dicendo da tempo: la gestione dell'area commenti fa acqua da tutte le parti. Non so quanti di noi l'abbiano fatto presente al Direttore nello spazio delle Lettere al Direttore (qui e' inutile, perche' e' evidente che questi Forum non vengono letti da nessuno de il Giornale), forse troppo pochi. O forse si tratta di loro difficolta' che non riescono a superare. Come dico sempre, comunque, a caval donato...
#275 Caterpillar (1212) - lettore
il 21.05.09 alle ore 9:27 scrive:
#273 bolscevico, è giusto che le dia qualche spiegazione. Il suo post che ovviamente ho conservato come tutti quelli che in qualche modo si collegano ai miei, in realtà è stato pubblicato con il progressivo #271 ma pochi minuti dopo è scomparso per motivi che mi sfuggono. Tuttavia la mia risposta era già partita ed è stata pubblicata sorprendendo anche me. Per quanto riguarda il termine “epigoni del marxismo” era un concetto generico, solo per chiarire che un confronto non lo rifiuto a condizione che rientri nei limiti di correttezza, educazione ed onestà intellettuale dell’interlocutore. Nemmeno io ho tessere in tasca, ma negli anni ho maturato una salda convinzione liberale, così che credo totalmente nell’individualità. Per concludere l’assicuro che trovo più costruttivo confrontare civilmente le idee piuttosto che trovare adulatori ma le chiedo di non dare alle mie la patente di idiozie. Con le sue, anche non condividendole, io non mi permetterei mai.
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