Caso Ruby, Ghedini: "Pm hanno violato la Carta Illegale usare i documenti bancari di Berlusconi"

Il legale del premier: "I Pm non potevano acquisire questi estratti conto, che sono dunque inutilizzabili". Secondo la difesa l’articolo 68 della Costituzione, che prevede di richiedere l’autorizzazione alle Camere per intercettare un parlamentare, parla anche del divieto di acquisire la corrispondenza dei parlamentari

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I Pm milanesi hanno violato l’articolo 68 della Costituzione che riguarda le prerogative parlamentari quando, nell’ambito dell’inchiesta sul caso Ruby, hanno acquisito "una grande quantità di documentazione bancaria relativa ai conti correnti di Silvio Berlusconi". Lo ha sostenuto nel processo milanese a carico del premier l’avvocato Niccolò Ghedini, illustrando oggi una serie di eccezioni preliminari. Secondo la difesa, infatti, l’articolo 68 della Costituzione, che prevede di richiedere l’autorizzazione alle Camere per intercettare un parlamentare (come Berlusconi), parla anche del divieto di acquisire la corrispondenza dei parlamentari e, per l’avvocato Ghedini, la documentazione bancaria, tra cui estratti conto e copie di assegni, equivale alla corrispondenza. "I Pm non potevano acquisire questi estratti conto, che sono dunque inutilizzabili", ha chiarito Ghedini. Lo stesso legale, poco prima, aveva presentato un’altra eccezione riguardante le intercettazioni, sostenendo in particolare che per uno dei due reati di cui è accusato il presidente del Consiglio, la prostituzione minorile, gli inquirenti non potevano effettuare intercettazioni, perchè non lo prevede il reato. Inoltre i legali oggi, finendo di illustrare le 16 eccezioni preliminari (su cui i giudici decideranno il prossimo 18 luglio), hanno lamentato il fatto che non sia stata prevista un’udienza per la formazione del fascicolo del dibattimento e hanno esposto anche un problema di notifica degli atti a Silvio Berlusconi.
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COMMENTI

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#59 pescecane (827) - lettore
il 06.06.11 alle ore 21:10 scrive:
#57 Lincol Rafel- Mi ero sbagliato, la credevo solo ricolmo d'odio, di invidia e di presunzione. Mi rendo conto, con rammarico, che invece Lei è proprio idiota. Io argomento le mie affermazioni e Lei che non è in grado di controbatterle, vista la sua carenza neuronale, dice che sono cretino. E' l'atteggiamento tipico di coloro che sanno solo calunniare e camuffano con la maleducazione e l'arroganza, la loro nullità.
#58 pescecane (827) - lettore
il 06.06.11 alle ore 20:53 scrive:
#56 nadiavittoria - Mi pareva che Lei avesse fatto studi universitari e non liceali. Infatti gli appelli universityari sono tre Giugno-Luglio, Novembre, Febbraio. Devo dedurre quindi che i suoi post così ricchi di citazioni provengono da internet e non dalla sua preparazione giurisprudenziale. non deve essere molto pratica di Università. In un certo senso mi dispiace perchè pensavo di interloquire con uno studente universitario ed infatti esprimevo le mie votazioni in trentesimi e non in decimi. Per sua informazione, controlli su internet, i dati di un computer i conti bancari di un parlamentare le telefonate ed anche gli starnuti di un parlamentare per potere essere indagati necessitano di autorizzazione parlamentare. Lo sa perchè non vogliono un tribunale ministeriale? Non perchè esso sia composto da Capezzone e Biondi, ma perchè per essere giudicati da tale tribunale hanno necessità di autorizzazione camerale. E questo per loro sarebbe insopportabile.
#57 Lincol Rafel (49) - lettore
il 06.06.11 alle ore 20:47 scrive:
A pescecane. Ti invidio. Invidio il tuo stato di beatitudine, la tua serenità di giudizio, la pacatezza dei toni, la distensione del confronto. La tua certezze circa l'innocenza del Cavaliere è degna della credulità di un lattante per le poppe di sua madre. Sei tenero, olimpico, commovente. In pratica, cretino.
#56 nadiavittoria (132) - lettore
il 06.06.11 alle ore 20:12 scrive:
Termino per informarti correttamente, pescecane, considerata la tua sete di sapere. Sempre dal decreto del GIP: "il legislatore ha inteso far riferimento alla competenza funzionale dell’autore del fatto, sicché il rapporto di strumentale connessione sussiste tutte le volte in cui l’atto o la condotta siano comunque riferibili alla competenza funzionale del soggetto...” (nello stesso senso, v.si anche Cass. Se. I, 22/04/94, n. 6238, Rv. 198874 che ha dichiarato la manifesta infondatezza di analoga questione di costituzionalità);". Infine: le cd. parti lese non sono obbligate (e tre) a costituirsi parti civili.
#55 nadiavittoria (132) - lettore
il 06.06.11 alle ore 20:08 scrive:
pescecane, rispondo al commento n. 53 con le parole del GIP: "che sul punto Cass. Sez. Un. 20/07/94 n. 14 ha [...]: “... La Costituzione... rifiutando una specifica previsione di singole fattispecie, ha preferito far riferimento a tutte le ipotesi di reato ravvisabili nell’ambito dell’ordinamento positivo dello Stato, sicché gli elementi qualificanti della previsione sono affidati alla concorrente presenza di due circostanze: la particolare qualificazione soggettiva dell’autore del reato nel momento in cui questo è commesso ed il rapporto di connessione fra la condotta integratrice dell’illecito e le funzioni esercitate dal Ministro”; ed ancora: “... in relazione alla delimitazione di tale rapporto di connessione... è sufficiente far ricorso ai risultati interpretativi ai quali questa Corte è pervenuta in relazione a tutte quelle ipotesi di reato nelle quali la condotta incriminata richiede un rapporto di condizionalità strumentale con l’esercizio di determinate funzioni [...] - segue
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