Casta intoccabile, dalle vacanze agli orari liberi

Regole ad hoc per i magistrati. Le retribuzioni crescono in automatico. E nessuno paga per gli errori

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È una corporazione - anche se talvolta si percepisce come contropotere - e come tale difende i suoi privilegi. Chi supera il fossato che separa la magistratura dalla società trova regole costruite su misura. Il giudice, tanto per cominciare, ha quarantacinque giorni di ferie che in realtà diventano cinquantuno. Un lusso che l’Italia non si potrebbe permettere, ma nessuna proposta di legge è riuscita a cancellare. Anche se l’arretrato che pesa sulla giustizia civile supera i cinque milioni di fascicoli, il pacchetto vacanze non si tocca. La soluzione, spiegano le toghe, è sempre altrove. Introvabile. Così il sistema di potere si sposa con una gestione perfettamente burocratica che livella in alto la categoria. Gli stipendi crescono di fatto quasi in automatico: ci sono le valutazioni, in tutto sette step, ma salvo casi davvero rari, un magistrato dopo ventotto anni arriva a guadagnare quasi settemila euro netti al mese. Settemila euro per tutti: per i pm di prima linea, per le star e per i travet, per il giudice di provincia e per quello della metropoli, per quello del Nord e per quello del Sud. Si può dirigere un ufficio nevralgico o svernare in un sonnacchioso e defilato palazzo di giustizia: non cambia nulla. Non ci sono orari e - ci mancherebbe - campanelle. C’è, qualche volta, la buona volontà: l’ex presidente del tribunale di Roma Luigi Scotti ha raccontato al Giornale che a suo tempo, solo lasciando bigliettini di saluto nelle stanze abbandonate dai colleghi per il rito del caffè, aveva registrato un aumento di produttività del 10 per cento.
Ovvio: la professione ha una sua specificità che affonda le radici nella Costituzione. Ma basta poco per trasformare le garanzie in barriere salvacasta. La retribuzione va su come una funivia, agganciata al cavo dell’età, chi lavora poco se la cava con poco. E chi sbaglia spesso non paga. Nel periodo 1999-2006 su 1004 procedimenti disciplinari ben 812 sono finiti con l’assoluzione e 126 con una condanna ultrasoft, morbidissima, quasi come una carezza: l’ammonimento. Al Csm si è visto di tutto: un pubblico ministero che si era inginocchiato a chiedere l’elemosina a due passi dal tribunale è stato dichiarato incapace di intendere e di volere in quel momento, ma capace, capacissimo di chiedere arresti e di condurre inchieste dal giorno successivo. E dunque è rimasto serenamente al suo posto. Come quei magistrati che sono scivolati nel ridicolo: c’è chi ha concesso a un detenuto il permesso di incontrare il figlio per il compleanno dodici volte l’anno e chi ha fatto ipnotizzare un testimone per ricostruire la scena di un omicidio. Certo, le statistiche non dicono tutto: c’è anche chi si è tolto la toga prima di affrontare un processo a dir poco imbarazzante e dunque non fa numero, ma le sanzioni pesanti o peggio - quello che con terminologia laica si chiama licenziamento - sono merce rara. Rarissima.
Il magistrato, in linea generale, vive in un porto protetto dove le onde della crisi non arrivano. E poi l’esperienza insegna che il giudice, in teoria un tecnico riservato e lontano dai media, spesso e volentieri finisce in vetrina. E da lì si lancia verso altre carriere. Fra le più gettonate, naturalmente, la politica. Molti giudici sono diventati parlamentari o amministratori locali. Poi, altro tratto davvero italiano, dopo aver militato nel Pd o nel Pdl sono comodamente ritornati al punto di partenza. In nome del popolo italiano.
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COMMENTI

10 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#10 chucknorris (48) - lettore
il 20.12.11 alle ore 13:10 scrive:
Questa magistratura è una vergogna tutta italiana non solo prendono fior di stipendi,ma se sbagliano non li sanziona nessuno ,e che dire dei tempi della giustiza civile"lentissima"e a pagare sono solo i cittadini.
#9 clorindo (1288) - lettore
il 20.12.11 alle ore 10:56 scrive:
i magistrati hanno privilegi epocali, questa è la verità, non le sciocchezze di berluskoni sui comunisti e i complotti..la verità è che la magistratura si permette cose che in altri stati neppure si sognano..lavorano poco per lo stato e molto per loro stessi..scrivono per le case editrici del settore e incamerano diritti, fanno arbitrati privati, e hanno ferie da re..poi chiaro non sono tutti così, ma almeno la metà..soprattutto nel meridione
#8 lamwolf (832) - lettore
il 20.12.11 alle ore 10:40 scrive:
Siamo in un paese dove tutti si lamentano di una giusizia lenta, impacciata, dove le cause durano decenni, gente disperata che si toglie la vita per mancati risarcimenti, cause che dopo anni di attesa vengoni rimandate, perchè si sono persi gli atti e i faldoni contenenti tutti documenti. La corrte europea che scrive e notifica a quella italiana da anni che così è impossibile procedere ma nessuno fa nulla, la spalluccia italiana per una democrazia in agonia.
#7 02121940 (7430) - lettore
il 20.12.11 alle ore 10:34 scrive:
Ripeto. Come spiegato dal dottor Zurlo e a molti noto, la retribuzione dei magistrati sale automaticamente per "anzianità", sia per i molti bravi, sia per i non pochi inefficienti, sia per i lavoratori sia per quelli che preferiscono l'ozio. Però c'è in pentola un provvedimento che potrebbe riguardarli, loro malgrado: che io sappia la loro retribuzione è legata a quella dei parlamentari ed aumenta di pari passo, “automaticamente”. Benissimo, un modo per sottrarre un potere così importante alle contese sindacali. Ma cosa succederà ora se ("se" ipotetico, ovviamente) quindi se le retribuzioni dei parlamentari dovessero diminuire sotto la spinta dell'indignazione popolare ? Ai posteri l'ardua sentenza.
#6 xgerico (1687) - lettore
il 20.12.11 alle ore 10:29 scrive:
#1 cast49 (5669) - scrive: speriamo che questo governo non votato da noi, possa fare la riforma della giustizia per eliminare le ingiustizie.................. Non cè riuscito Berlusconi con una maggioranza Bulgara, ora pretendi che un governo tecnico, preposto soltanto ha rimettere a posto i conti e poi togliere le tende, debba fare quello che non si è voluto fare?!
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