martedì 09 febbraio 2010
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martedì 07 aprile 2009, 07:00

CATASTROFE IN ABRUZZO

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Roma«Disastro grave». Tragedia «senza precedenti», la più grande nel nuovo millennio. Ma «avrebbe potuto essere peggio, se il sisma fosse stato un po’ più forte». In ogni caso, garantisce Silvio Berlusconi, «nessuno sarà lasciato solo» e «lo Stato è in campo», tanto da aver già stanziato, solo per i primi giorni, «30 milioni di euro di fondi immediati». L’importante, però, è mettere da parte le polemiche e concentrarsi sul «reale aiuto da dare a chi ne ha bisogno». D’altronde, «non ci sono mai state situazioni di avviso tali da poter prevedere con certezza un terremoto».
Il presidente del Consiglio pronostica «danni per diversi miliardi di euro» e dichiara lo stato d’emergenza (in serata il Cdm, apertosi con un minuto di silenzio, dà il via libera, rimandando alla prossima riunione di giovedì la definizione delle risorse strutturali), poi annulla la missione in programma a Mosca e si trasferisce, all’ora di pranzo, in Abruzzo (ci tornerà anche oggi). Così sorvola in elicottero l’area colpita e, a fine ricognizione, espone lo stato dell’arte ai cronisti.
Tanto per cominciare, Berlusconi rivendica la «immediata mobilitazione» della macchina operativa dei soccorsi, guidata dal capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che può contare su 5.000 uomini, anche se «ne servono di più». A seguire, traccia un bilancio della tragedia, inevitabilmente parziale. «Siamo oltre i 50 morti», attacca, consapevole che il bilancio crescerà, e di molto: «Temiamo ce ne saranno di più». Inoltre - riferisce nell’incontro stampa nella caserma della Guardia di finanza di Coppito, nell’Aquilano, dove in sala si avverte una piccola scossa - ci sono «oltre 1.500 feriti». «Diverse migliaia» è invece il bollettino provvisorio degli sfollati.
«Adesso le forze si stanno concentrando per estrarre le persone da sotto le macerie» evitando mezzi meccanici, rimarca il Cavaliere, che annuncia l’evacuazione dell’ospedale del capoluogo e l’allestimento di uno da campo. Oltre alla realizzazione di una tendopoli con duemila mini-strutture mobili, «ognuna delle quali può contenere 8-10 persone». Nelle zone colpite, aggiunge, l’acqua corrente «è fruibile», mentre le reti gas «sono state chiuse» per ragioni di sicurezza. In ogni caso, Berlusconi invita i cittadini dell’area ad «installarsi, se possibile, fuori provincia», da parenti o amici, sfruttando le festività pasquali. Di certo, avverte, «non restate nelle case lesionate».
«Per quel che riguarda il fatto economico - assicura il premier - non ci sono problemi», visto che il governo «ha a disposizione capitoli di spesa ed è stato attivato il fondo catastrofi Ue». «Per il momento», tra l’altro, «è meglio che le varie iniziative di solidarietà esterne non intervengano, perché abbiamo ciò che serve ed è sufficiente».
Si passa al «caso Giuliani». E il Cavaliere afferma: «Non ci sono basi o dati scientifici» per prevedere un sisma e «nessuno può dire che non ci saranno altre scosse nelle prossime ore o nei prossimi giorni». Comunque, questo «non è il momento di dare luogo a una discussione, ma di reagire con i fatti e l’azione». In una seconda fase, semmai, «si potrà cominciare a discutere della prevedibilità». Infine, prima di rientrare nella Capitale per riunire a Palazzo Chigi il governo che proclamerà il lutto nazionale per il giorno dei funerali, Berlusconi riferisce dei messaggi di solidarietà giunti da tutto il mondo (da Barack Obama a Dmitri Medvedev), dell’offerta di aiuto giunta da 35 Paesi ma anche dell’appoggio del Pd. «Mi ha telefonato il capo dell’opposizione, Dario Franceschini - afferma - augurandomi buon lavoro».
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