martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
venerdì 05 giugno 2009, 08:30

"C'è un complotto contro il premier" Lo rivela l'ex manager dell'Espresso

Marco Benedetto, storico braccio destro dell’editore De Benedetti: "Gli attacchi del Times? Murdoch la vuole far pagare a Berlusconi". Il Pd insiste sui voli di Stato. La replica del premier: "Solo meschinità"

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Roma - Non è lo scontro tra due civiltà, quella del giornalismo anglosassone integro e indipendente versus quella dell’informazione italica sempre interessata e asservita. Gli attacchi della stampa straniera al governo di Silvio Berlusconi sono semmai sintomo di una vendetta di Rupert Murdoch. Il «collega tycoon» del premier «che gli sta facendo pagare con gli interessi una serie di sgarri subiti negli anni».

L’analisi non sarebbe nuova, non fosse altro perché in questi giorni è ripetuta da diversi esponenti del centrodestra. Il fatto è che a sostenerla ed esporla in modo analitico è stato anche Marco Benedetto, manager per anni vicino a Carlo De Benedetti. Uno dei maggiori conoscitori italiani del mondo dell’editoria nonché esponente di punta, fino a poco tempo fa, di un gruppo, quello l’Espresso-Repubblica, non sospetto di simpatie verso il premier.
Benedetto ha affidato il suo pensiero al quotidiano online Blitz. Dietro le mosse del Times del potente editore australiano ci sono due episodi che Murdoch si è legato al dito. Prima la mancata vendita di Mediaset allo stesso Murdoch nel 1998, episodio ricordato ultimamente anche da Berlusconi. E poi, più recentemente, il raddoppio dell’Iva sulla pay tv che ha colpito direttamente Sky. «Come stupirsi che Murdoch ce l’abbia con lui? Più che legittimo il sospetto che schieri i suoi giornali contro di lui, approfittando dei liquami della rissa in famiglia scatenata dalla moglie Veronica», scrive l’ex top manager di Repubblica».

Tesi lineare, che però non è condivisa dal quotidiano romano, che ospita praticamente ogni giorno gli attacchi dei sempre autorevoli quotidiani esteri, interpretandoli come puro esercizio della libertà di stampa. Segno - ha osservato ieri Franco Bechis su Italia Oggi - che «tutto il mondo è paese: la libertà di informazione è una chimera in Italia come in Gran Bretagna, dove la stampa, salvo rarissimi casi, è piegata ad interessi di chi la possiede e la controlla». Sotto questa luce hanno un senso i pezzi dedicati all’Italia dai quotidiani londinesi. Prima l’intervista - poi smentita - alla madre di Noemi. Poi lo «scoop» - aggiunge ancora Bechis - delle ragazze che al telefono parlano di Berlusconi con il nome in codice Papi. E, infine, l’editoriale nel quale si definisce il presidente del Consiglio un clown.

In questi attacchi, scrive Benedetto, non c’è niente di politico. Perché «Murdoch non è di sinistra, i suoi giornali sono tutt’altro che di sinistra, i giornalisti del Times e del Financial Times (che non è di Murdoch ma che ha attaccato Berlusconi per primo) sono tutt’altro che comunisti, anzi, nell’insieme sono inesorabilmente di destra».
Ai redattori inglesi l’attacco a Berlusconi è comunque venuto facilissimo visto che «sono un po’ snobbetti e prevenuti contro il tipo salesman brianzolo che Berlusconi incarna tanto bene», scrive Benedetto. Sulle capacità di Murdoch di condizionare il potere politico, il manager ha pochi dubbi: «Murdoch è un signore che è stato capace di piegare ai suoi voleri personaggi come Ronald Reagan e Margaret Thatcher, di andare d’accordo con il governo della Cina rossa. È forse il più bravo e geniale editore del mondo». E l’Italia gli interessa molto. Lo sbarco del tycoon australiano nel Belpaese «ricorda un po’ quella dei normanni nel nostro meridione: vennero chiamati, quasi mille anni fa, come dei mercenari. Piacquero loro il clima e la natura e nel giro di un paio di generazioni diventarono i padroni del Sud. Chiamato da Berlusconi per quello scherzetto, Murdoch ha capito che il mercato italiano era promettente e ci si è installato. Si è impadronito della pay tv satellitare italiana, che in mani italiane aveva perso per anni centinaia di miliardi di lire all’anno, trasformandola nel successo che è oggi Sky; poi Mediaset gli ha sparato nelle gambe il calcio sul suo digitale terrestre e poi, peggio di tutto, il governo italiano ha raddoppiato l’Iva sulla pay tv».

43 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9   pagine dal più vecchio | dal più recente
#43 Caterpillar (1212) - lettore
il 06.06.09 alle ore 1:54 scrive:
Mi creda #26 marcopal, secondo la papessa Concita ed il guru Ezio Mauro la teoria del complotto è un’invenzione di Berlusconi per poter instaurare in Italia la sua dittatura. Ma ritengo sia sorprendente che nessuno dei nostri autori satirici più osannati, impegnati a tempo pieno nell’irridere il Cavaliere tanto da fargli sempre vincere i confronti elettorali, non siano stati ancora capaci di cogliere questi aspetti grotteschi. Dalla sinistra l'autoironia non è stata mai presa in considerazione, crede di scrivere delle sconvolgenti tragedie, degli emozionanti psicodrammi ma in fondo non riesce a costruire che noiosissime parodie.
#42 Caterpillar (1212) - lettore
il 06.06.09 alle ore 1:37 scrive:
#32 mb87, da tempo cerco di convincere tanti contendenti ad abbassare il livello di adrenalina, il turpiloquio e l’offesa personale non portano da nessuna parte. Tuttavia ci sono casi nei quali l’aggressione si manifesta proditoriamente, senza alcuna provocazione, spesso quando nella discussione non si dispone di argomenti solidi sufficienti a confutare le tesi dell’interlocutore. In quei casi è francamente difficile mantenere la freddezza e vincere la tentazione di abbandonare stile e misura per fare a pugni nel fango. Difficile ma non impossibile, l’importante per spezzare la spirale è riuscire a far germogliare il seme del dubbio. Avere idee differenti che si possono confrontare civilmente ritengo sia una ricchezza e una grande opportunità, non un pericolo. Quando una nostra idea, al contrario, è fragile e non sufficientemente approfondita, allora sì che siamo tentati di difenderla e proteggerla anche con la violenza, proprio perché la riconosciamo debole.
#41 Caterpillar (1212) - lettore
il 06.06.09 alle ore 1:16 scrive:
Credo che le ragioni dell’ostilità di Rupert Murdoch nei confronti di Berlusconi non siano da ricercare nel passato, ma nelle prospettive future del mercato televisivo. Sono convinto che lo squalo australiano aggredirebbe il Cavaliere anche se non guidasse più il governo e gli lancerebbe contro la sua armata di pennivendoli e mezzi busti pronti a sparare le loro fesserie in tutte le lingue del mondo, almeno quello coperto dai suoi satelliti. Ciò che Murdoch teme fino a fargli perdere le staffe è che il mercato italiano lo continui ad abbandonare all’attuale ritmo, preferendo alla sua costosa piattaforma quella più economica del digitale terrestre. Ogni mille recessi, per il tycoon australiano, la perdita si avvicina al mezzo milione di euro… Alle nobili ragioni del denaro si affiancano senza dubbio ragioni di opportunità in prospettiva futuribile: non è un caso che Murdoch abbia concesso a D’Alema un canale per la sua RED-TV, “la televisione che piace alla gente che piace”.
#40 Cyclamen (393) - lettore
il 05.06.09 alle ore 22:57 scrive:
Un personaggio come Murdoch (la pronuncia di questo nome è più vicina a ****ok che a Mardok, come di solito si sente in tv) pare interessato solo al profitto. E allora se vuole la guerra che guerra sia: triplichiamo l'IVA sulla pay tv, cioè sulla sua Sky. Semplice no?
#39 sansergio (470) -
il 05.06.09 alle ore 21:55 scrive:
#33 mb87 - Apprezzo i suoi modi e il contenuto di ciò che ha scritto. Spero di poter scambiare civilmente qualche idea con lei se ne avremo l'occasione. Saluti
43 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9   pagine
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