A Genova la scossa si è sentita con particolare forza mentre a Milano il tremolio non ha allarmato più di tanto. Le scuole era quasi tutte chiuse e negli uffici la cosa è stata presa con meno ansia è più curiosità. Tutti si chiedono cosa avverrà domani o dopodomani. C’è da pensare al peggio? «Siamo in presenza di uno sciame sismico nell’Appennino emiliano, è possibile che ci siano altre scosse, anche più forti» ammette il sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba, «è stato un terremoto particolarmente profondo rispetto alla media della zona che è di 25-30 chilometri e questo ha attutito l’effetto. Ricordiamo che all’Aquila la profondità fu di appena 7 chilometri ma questo non significa che non si farà risentire». Di diverso avviso Claudio Eva, sismologo dell’Università di Genova. «Non mi aspetto che in quella zona ci sia altra attività sismica ma questo lo dico sulla base della mia esperienza». L’esperto però ricorda di aver vissuto un fatto analogo. «Nel 1970 è avvenuto un fratello gemello di questo terremoto. C’è stata una scossa singola, profonda, senza repliche e senza scosse premonitrici». Insomma, la cosa dovrebbe finire qui. Ma solo nel breve periodo. In futuro le previsioni sono altre. «L’Appennino scricchiola e si sta spostando dal Sud verso il Nord con un movimento di circa un millimetro all’anno. Vuole congiungersi con le Alpi e tra milioni di anni ce la farà». Dunque, la pianura Padana sarà spazzata via? «Alla fine si deformerà». Allora forse addio anche a Milano che ora può dormire sonni tranquilli, rassicura il sismologo.Niente allarmismi, dunque, ma l’attenzione resta alta. Il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli ha convocato il comitato operativo per fare il punto sulle scosse di che stanno interessando l’Italia. E oggi, in via precauzionale, le scuole di Corniglio e di Carrara rimarranno chiuse.
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