Che significa 20-20-20? Andare tutti a piedi

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Leggo che la Commissione europea avrebbe esortato a mantenere la volontà di riduzione delle emissioni di CO2 nonostante la crisi economica. Mi chiedo se gli sia venuto in mente che sarà proprio grazie alla crisi economica che una qualche riduzione si avrà. E mi chiedo anche quanta parte hanno avuto, in questa crisi economica, tutte quelle azioni che in questi anni sono state intraprese a livello mondiale proprio per implementare il protocollo di Kyoto. Che - ci auguravamo già nel lontano 2000 su queste pagine - sarebbe stato meglio mai partorire.
Forse una cosa non è sufficientemente apprezzata: la nostra civiltà è fondata sulla possibilità di trasferire energia abbondante e a buon mercato. Provate a immaginare come vi toccherebbe mutare le vostre abitudini di vita se foste privati del solo frigorifero. L’energia va risparmiata? La domanda è mal posta, perché l’energia né si crea né si distrugge; non a caso pochi righi sopra ho scritto «possibilità di trasferire». Trasferimento che oggi operiamo, quasi al 90%, bruciando petrolio, gas e carbone. E facciamo così perché è così che sappiamo fare. Dobbiamo allora risparmiare petrolio, gas e carbone, perché altrimenti finiscono? No, perché non ha senso risparmiare un bene finito. Per esempio: se il petrolio del pianeta finisse fra 50 anni e se l’Italia decidesse da domani di risparmiarlo al 100%, allora il petrolio del pianeta finirebbe fra 51 anni. Dobbiamo risparmiarli perché costano e bruciarli ci impoverirebbe? No, perché è proprio bruciandoli che possiamo trasferire più energia e far fronte alle crisi: è la disponibilità e il consumo di energia, non il suo risparmio, che crea posti di lavoro e, quindi, ricchezza e benessere.
Qualcuno s’è inventato che dobbiamo risparmiarli perché il pianeta, per via dell’effetto serra antropogenico, sarebbe malato e andrebbe salvato. I potenti del mondo gli hanno dato ascolto e decisero di ridurre le emissioni del 5% entro il 2012 (protocollo di Kyoto). Poi, visto che il mondo si sta rivelando incapace di operare alcuna riduzione, i potenti d’Europa decisero, con logica che mi sfugge, che la riduzione dovrebbe essere del 20% entro il 2020. E perché no? Dopotutto hanno dalla loro il precedente di quella potente regina che esortava che il popolo, affamato di pane, mangiasse brioches. Peccato che, a differenza della potente regina, i potenti d’Europa stiano anche dando i numeri: 20-20-20, dicono. Il che ci consente di fare l’aritmetica di cui vi risparmio i calcoli e vi do il risultato: l’Italia entro il 2020 dovrebbe essersi sbarazzata di tutte le automobili in circolazione. Oppure aver sostituito tutte le sue centrali elettriche (diverse da quelle idriche) con altrettanti reattori nucleari: a occhio e croce una trentina, con un impegno economico di 100 miliardi.
Non paghi della titanica sfida, non vogliamo reattori nucleari. Vorremmo turbine eoliche o pannelli fotovoltaici. Il che crea tre problemi. Uno economico, uno tecnico e uno ambientale. Per quello economico, basti sapere che impianti eolici e FV equipollenti a quelli nucleari detti costerebbero, rispettivamente, 200 e 2.000 miliardi. Per quello tecnico basti sapere che la loro presenza non evita l’installazione di quelli nucleari, che devono funzionare quando il Paese richiede energia elettrica anche se il sole non brilla o il vento non soffia. Per quello ambientale basti notare che servirebbero almeno 200.000 turbine eoliche e che smaltire pannelli FV dismessi è peggio che smaltire le scorie radioattive delle centrali nucleari.
Insomma, il 20-20-20 è una mostruosità logica, economica, tecnica e ambientale. E anche giuridica perché non è con la forza delle leggi dei parlamenti che si possono violare le leggi della scienza e dell’economia. Infine, è una mostruosità scientifica, perché se mi domandate se l’umanità sta scaldando il pianeta, la risposta è categorica: no. Ma come si fa a dirlo da sotto questa pesante cappa di conformismo che tutti opprime e asfissia? Accenno solo che a fronte delle 20 Gt di CO2 che l’umanità immette ogni anno, ve ne sono 2000 in atmosfera e 150.000 nelle acque degli oceani. Che dire? Andate pure avanti che a qualcuno già scappa da ridere?

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COMMENTI

84 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#84 renzoriva (20) - lettore
il 18.01.09 alle ore 10:19 scrive:
... (Continua) Il Perché? Perché di notte il sole non c'è e di giorno, a causa degli eventi atmosferici, mancherebbe l'apporto d'energia e perciò gli impianti tradizionali devono fare da riserva ad un sistema ballerino che mette continuamente la rete a rischio black out. Ultima considerazione la colossale bufala della CO2 responsabile dell'aumento della temperatura del pianeta. Ma oggi timidamente si notano segni resipiscienza e le persone cominciano ad intravedere la verità troppo a lungo negata. Invito a leggere il libro del Prof. Franco Battaglia docente in chimica dell'ambiente, "L'illusionme dell'energia dal Sole" edito da 21mo SECOLO Renzo Riva C.I.R.N. (Comitato Italiano Rilancio Nucleare) Friùli Venezia Giulia ... (fine) cercare nelle pagine interne http://carta.ilgazzettino.it/LeggiGiornale.php?TipoVisualizzazione=1&GiornoPagina=18&MesePagina=1&AnnoPagina=2009&CodSigla=UD&NumPagina=1
#83 renzoriva (20) - lettore
il 18.01.09 alle ore 10:09 scrive:
Pubblicato oggi su "Il Gazzettino" del FRIULI. Inaugurazioni. S'inaugurano impianti fotovoltaici in pompa magna dove tutti gli astanti di rango si mettono al petto la solita medaglia-patacca. Mi riferisco all'articolo della "Cronaca di Udine" sull'inaugurazione dell'impianto fotovoltaico dell'Istituto "G. Ceconi". Conti e costi alla mano si dimostra che tali impianti producono solo la spesa pubblica che va ad aumentare il debito pubblico: servono solo a chi si procura entrate attraverso tale spesa: progettisti, commercianti, impiantisti e dipendenti pubblici che devono seguire gli iter procedurali. Alla fine pochi hanno compreso che tali impianti sono costosi e inuitili anzi dannosi perchè anche installassimo, come si sta già facendo, i 1.200 MW dell'insensato piano 20-20-20 e per rientrare nei parametri dell'ancora più inutile e dannoso "Protocollo di Kyoto" non potremmo chiudere una qualsiasi centrale, a olio, gas o altro combustibile, per la pari potenza. Il Perché? ...(continua)
#82 Giorgio Prinzi (496) - lettore
il 25.10.08 alle ore 10:21 scrive:
Caro robinhood, sono comunque un pochino di più di qualche decennio, su cui ciurlano i catastrofisti, e 400 volte di più del trascorso millennio. Nei primi secoli del secondo millennio si coltivava la vite in Scandinavia e il "surriscaldamento" del pianeta era ad un livello ben più elevato di quello che si paventa attualmente come catastrofico. Il periodo detto della "piccola glaciazione" iniziò a partire dal 1400 e si è protratto sino alle soglie del 1800. La teoria di Fourier del 1824 è frutto anche di questo scampato pericolo attribuito ad un comportamento dell'atmosfera ritenuto simile a quello dei vetri di una serra, da cui "effetto serra". Successivamente Tyndall ritenne di identificare il meccanismo con cui si produceva l'effetto serra nell'assorbimento di determinate frequenze da parte di quelli che verranno definiti gas serra. Questa interpretazione appare superata (erronea) alla luce delle conoscenze acquisite con la fisica quantistica.
#81 robinhood (1154) - lettore
il 24.10.08 alle ore 19:21 scrive:
caro prinzi, 400mila anni non sono pochi ma sono nulla alla scala geologica!
#80 Giorgio Prinzi (496) - lettore
il 24.10.08 alle ore 16:22 scrive:
Dunadan (commento 63). Trovato, a più attenta lettura, riferimento a teoria dell'effetto dinamo. Per fare funzionare un qualsiasi generatore, occorre fornirgli energia, con l'esito ultimo di averla allo stadio finale sotto forma di calore. Le modifiche della forma della Terra, per stiramento elastico di natura realisticamente gravitazionale; le mutazioni delle linee di forza del campo magnetico terrestre e le sue escursioni di polarità postulano l'azione di forze esterne e la dissipazione di grandi energie il cui effetto finale è (sarebbe, visto che è una teoria) la generazione di calore endogeno. Sul mio sito non ho ancora dedicato una sezione all'argomento, che ha ampia trattazione in letteratura, reperibile anche su internet sia pure non in lingua italiana. La teoria è poco nota, ma non è affatto a conoscenza di pochi intimi od iniziati. Comunque, il principio democratico del numero non si applica a questo genere di questioni.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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