Che vergogna incolpare i genovesi Il sindaco si dimetta

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Quando capitano le tragedie è bene prima prendere la pala e ripulire, solo dopo parlare. Purtroppo il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, non sembra aver assimilato questa buona norma e continua a declinare ogni responsabilità, aggrappandosi alla fatalità e al destino davanti alla rabbia dei quartieri alluvionati. «Non abbiamo colpe, Se non quella di non aver spiegato meglio cosa significa allerta 2» ha urlato ieri il sindaco ai cittadini della disastrata via Ferreggiano che la contestavano ferocemente: «Vergogna! È tutta colpa tua! Dimettiti!». «Siamo sempre noi a pagare», «Qui non sei su facebook, qui sei sul tempo reale». E lei? «Abbiamo ripulito il Bisagno, abbiamo speso sei milioni sul Fereggiano. Non potete dire che non abbiamo fatto niente». Sarà, ma come si documenta in questa pagina, pare che le cose fossero un po' diverse e, in ogni caso, sei milioni spesi male non sono certo cosa di cui andare fieri. Alla procura adesso spetteranno le indagini di rito ma si può scommettere che verrà rinfrescato a difesa il mito della «mancanza di fondi», la nuova foglia di fico sotto cui nascondere ogni incapacità, a cui Marta Vincenzi ha aggiunto un inedito surreale: ammonire la città che deve fare un «salto culturale e decidere che cosa vuole». Ieri, in favore di telecamere sindaco e assessore hanno sparato alto, dichiarando che ci vorrebbero 120 milioni per completare la sicurezza idraulica dei torrenti (e ovviamente mancano i fondi).
Eh no, troppo comodo. Innanzitutto non si capisce perch´, se anche ci fosse domani un assegno pronto, dovremmo farlo spendere e gestire a chi non lo ha saputo fare sinora, poi è un falso clamoroso dire semplicemente che «i fondi mancano» e vale sia per il comune che per qualsiasi altro ente pubblico. I fondi ci sono sempre, perch´ se non esistessero con che cosa vengono pagati stipendi e vitalizi dei pubblici amministratori? Ci sono semmai delle scelte e delle priorità, scelte di cui chi amministra è chiamato a rispondere. Tre giorni fa il sindaco Vincenzi, invece di predisporre meglio l'emergenza, si baloccava sulla sua bella pagina internet «il mestiere del sindaco» vantando di aver iniziato la «ristrutturazione della piscina di largo Figoi a Borzoli» per la modica cifra di 350.000 euro. Quasi 300mila risultano stanziati dal comune per «trasloco e acquisto mobili» in due anni. Sono scelte, legittime, come legittime dovranno essere le assunzioni di responsabilità. Per il crollo di un muro a Pompei, a seguito di un acquazzone, il ministro Sandro Bondi ha tolto il disturbo. Il grido di dimissioni ha inseguito a lungo il sindaco di Roma Alemanno dopo il nubifragio che ha colpito Roma alcuni giorni fa. Qui abbiamo una tragedia annunciata e per di più allertata dal precedente disastro nelle Cinque terre, zero autocritica e richiesta di «salto culturale».
Sono risposte se mai da salto sulla sedia e fanno il paio con il comportamento di fronte al disastro di alcuni che, a parole, spesso sostengono di rappresentare «la parte migliore del Paese». Un esempio: il senatore Stefano Pedica dell'Italia dei Valori l'altro ieri sera, con le immagini del disastro in televisione, oltre a domandarsi giustamente chi avesse preso la decisione di tenere aperte le scuole a Genova, non avendo di meglio da fare, mandava su Twitter messaggi giulivi del tipo «Se piove finalmente oggi possiamo dire piove, governo ladro». L'opportunità si commenta da sola. Quanto al dubbio su chi fosse stato a tenere aperte le scuole, un suggerimento al senatore: cerchi fra i dirigenti del suo stesso partito, ci troverà l'assessore alla sicurezza del comune di Genova, lo stesso che il giorno prima del disastro spiegava la decisione presentandola come una comodità, così «i genitori potranno quindi scegliere se mandare i figli a scuola e non modificare la routine quotidiana». Serve davvero un «salto culturale», ma quelli che dovrebbero farlo non sono certo i cittadini.
Twitter: @borghi_claudio

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COMMENTI

6 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#6 Memphis35 (1020) - lettore
il 06.11.11 alle ore 17:49 scrive:
Il sindaco Vincenzi può dormire su quattro guanciali. Genova ha la memoria corta...per questa ed altre marachelle sperimentate quotidianamente sulla propria pelle. Assenza di sicurezza,ordine pubblico disastroso,delinquenza migratoria in piena escalation, d'accordo...ma se il PD chiama si risponde tutti sull'attenti come bravi soldatini di un esercito che, magari, sino ad allora ha scherzato un po' ma è sempre pronto a battersi per le direttive imposte dal "partito".Tutto il resto sono balle.
#5 SCHOLAR (443) - lettore
il 06.11.11 alle ore 12:36 scrive:
Ho ancora la speranza che nel PD ci siano persone serie che non sopportino l'arroganza di chi oltre a sbagliare non vuole nemmeno riconoscere i propri errori. Cinque persone su sei erano fuori casa per andare a recuperare i figli piccoli a scuola. Non si può pensare ad una responsabilità diretta, penale in questi decessi, ma una responsabilità morale sì; per la stessa situazione altri sindaci dello stesso partitoma di ben altro spessore hanno preso diverse decisioni . L'amministratore, come l'uomo di governo non è chiamato a prendere sempre decisioni favorevoli che ne aumentino la popolarità, ma deve operare per il bene collettivo senza la paura di perdere consensi nell'immediato. L'elettore accorto se ne ricorderà.
#4 Ent7 (140) - lettore
il 06.11.11 alle ore 11:34 scrive:
La Vincenzi ancora più arrogante del solito.La cicala della "Città dei diritti"...Almeno un pò di ripensamento, di umiltà davanti ai morti e alla città sfigurata. Di certo non è tutta colpa sua, ma questo atteggiamento da "migliore" aumenta la sua parte di responsabilità.
#3 mar.te (233) - lettore
il 06.11.11 alle ore 11:28 scrive:
Non difendo la sindachessa, ma v'è da dire che qualche colpa i genovesi ce l'hanno ed è di aver votato per anni gente incapace. L'unica consolazione è che sono in ottima compagnia con il resto dell'Italia. Comunque, fuor di metafora, va detto che coprire i torrenti e godere delle licenze edilizie per costruire palazzi (che a qualcuno rendono fiori di palanche) è stato un comportamento irresponsabile un po' di tutti. I primi ad essere colpevoli sono i vertici e poi via via tutti gli altri. La sindachessa comunque ha dimostrato la sua incapacità a tutto campo, persino quella di praticare un dignitoso silenzio.
#2 cinqueundici (2) - lettore
il 06.11.11 alle ore 10:39 scrive:
la procura dovrebbe aprire un fascicolo sulla distrazione di fondi pubblici, è incredibile la cifra che dicono di aver speso x pulire i fiumi,ed è un insulto a chi paga le tasse quella che hanno avuto la faccia di richiedere! Vergogna!
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