martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
mercoledì 27 dicembre 2006, 00:00

Colle Val d’Elsa, la rabbia della gente «Traditi dalla sinistra sulla moschea»

In Toscana rivolta contro la costruzione del nuovo luogo di culto islamico. «Qui abbiamo sempre votato Pci e Ds, ma ora in molti cominciamo a pentirci»

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 Il blog di Stefano Filippi
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a Colle Val d’Elsa (Siena)
Il ferramenta scende dal camioncino tutto giulivo: «In pochi giorni è già la terza volta che mi chiamano da queste parti». Deve chiudere i terrazzini con verande in alluminio. Spifferi? «No, è per la nuova moschea», spiega un passante. I balconi delle palazzine, case Peep sul colle di fronte alla città vecchia, si affacciano sull’area verde sventrata dal cantiere del tempio. Camion, ruspe, betoniere, polvere e baccano. I lavori cominciati a fine novembre corrono: in meno di un mese scavate le fondamenta, gettato il magrone di calcestruzzo, piantati i ferri d’armatura, gettato il cemento per la prima soletta.
Il titolare dell’impresa costruttrice è Bouallegue Mounir, un tunisino venuto in Italia da 18 anni fa che «per cercare il pane pulito» ha accantonato la laurea in legge trasformandosi in manovale e poi in impresario edile. Sguazza felice nella melma del cantiere. «Finché il tempo è clemente dobbiamo marciare», sorride. Il tabellone con la concessione edilizia gli dà due anni: «Ma di questo passo ne tiro su tre, di moschee». Più i lavori accelerano, più difficile sarà fermarli.
Su quello che resta del prato pubblico, nessuno osa mettere più piede. Erano seimila metri quadrati di erba spelacchiata, con tre panchine e sette lampioncini. Luci e sedili sono rimasti, la superficie verde è dimezzata. «A noi piaceva com’era - reclama il pensionato Massimo Bertinelli -. Nel parco noi passeggiamo, i ragazzini giocano, le mamme cullano i piccini, ci facciamo quello che ci garba. Invece ce lo stravolgono. Vogliono imporci la felicità che piace a loro». A presidiare questo ritaglio del bel tempo che fu e che non sarà, da metà dicembre c’è un presepe intagliato nel polistirolo. Una artigianalissima natività legata con il fil di ferro a un muretto e sovrastata da una grande croce di legno. La stella cometa è inchiodata al posto del cartello «Inri» sulla testa di Gesù.
La moschea di Colle Val d’Elsa, quella che si attirò l’invettiva di Oriana Fallaci, non si trascina una storia di razzismo, fascismo o fanatismo leghista, come molti sostengono dopo la piazzata di Mario Borghezio e lo sventolio di una bandiera con la svastica inalberata da Forza nuova. La gente del quartiere sta quasi tutta a sinistra. «Ho sempre votato Pci, Pds o Ds - ammette Bertinelli -. Lo sentivo vicino ai miei interessi. Ma ora in molti cominciamo a pentirci. Non so se voterei ancora la Quercia».
A Colle il centro islamico ha da anni una sede in uno slargo a pochi passi dalla grande piazza Arnolfo, ai piedi delle mura medievali. Le stanze sono piccole e disadorne, come tanti altri luoghi di preghiera sparsi per l’Italia. I negozianti del quartiere (bar, ristoranti, supermercati e botteghe, un’edicola) calcolano che il venerdì sia frequentata da 200 persone al massimo; del resto all’elezione dell’imam Ferras Jabareen, due anni fa, hanno partecipato 135 fedeli (85 favorevoli). Stando al numero di fedeli, non c’è bisogno di una nuova moschea.
E infatti, ammette lo stesso Jabareen, un fisioterapista quarantenne che viene chiamato «il dottore», l’idea del nuovo edificio non è stata loro ma di Marco Spinelli, sindaco ds dal 1994 al 2004. Fu lui a offrire metà (3.200 metri quadrati) del parco comunale San Lazzaro nel quartiere Abbadia alla Comunità musulmana di Siena e provincia, che all’articolo 2 dello statuto esplicita l’adesione agli estremisti dell’Ucoii. Un’organizzazione che non ha trovato altra data che il giorno di Natale per celebrare a Rimini il suo convegno nazionale numero 36.
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