Come combattere l’inquinamento dei catastrofisti

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Il 5 giugno è per l'Onu la Giornata mondiale dell'ambiente. Siccome imperversano i catastrofisti è necessario che questa giornata sia dedicata a capire sia le origini dell'inquinamento ambientale sia quello dell'inquinamento culturale. Entrambi minacciano il futuro di noi tutti. Il catastrofismo nasce dall'uso di modelli matematici che diventano pericolosi se chi li elabora non dice cosa è veramente prevedibile e cosa ha invece bisogno di verifiche sperimentali. Per fare le quali non servono né i comitati né i salotti, ma solo ed esclusivamente i laboratori e gli scienziati.
Nei laboratori del Cern a Ginevra studieremo com'era il mondo un decimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang. La matematica che noi usiamo è simile a quella necessaria per lo studio del Global Warming e dei problemi meteo-climatologici. Ecco perché io posso parlare di questi problemi, lontani dalla mia attività scientifica, ma che per essere descritti hanno bisogno della stessa matematica usata dai catastrofisti. Loro usano un enorme numero di parametri liberi, noi solo uno. Nonostante la superiorità dei nostri modelli matematici facciamo previsioni dicendo che esse debbono essere sottoposte a verifiche sperimentali. Una delle previsioni è l'esistenza del Supermondo. Ma non diciamo: abbiamo un modello matematico rigoroso e siamo sicuri che esiste il Supermondo. Diciamo invece che è necessario fare una serie di esperimenti per sapere se sono vere le nostre previsioni. Per questo abbiamo costruito strumenti potenti e una pista magnetica circolare lunga 27 km. L'ambientalismo dei catastrofisti vuole far credere al grande pubblico che le previsioni dei modelli matematici sono certezze e che può esistere una Scienza interdisciplinare senza essere specialisti nello studio di determinati problemi. Accade che un individuo, sapendo pochissimo di fisica, di chimica e di matematica, diventi specialista in scienze ambientali. La posta in gioco è altissima e sarebbe necessario dar vita a un Progetto mondiale per salvare il mondo dal pericolo di Olocausto ambientale. Questo progetto dovrebbe avere le dimensioni del «Progetto Manhattan», che nella II Guerra mondiale in appena quattro anni ha permesso al mondo libero e democratico di dotarsi delle più potenti tecnologie.
Quello dell'ambiente e della meteo-climatologia è un problema altamente interdisciplinare in cui sono necessari fisici, chimici, matematici di grande valore. Insegna Enrico Fermi - cervello n. 1 del Progetto Manhattan - che la ricerca interdisciplinare nasce dalla collaborazione tra scienziati specialisti in discipline diverse. L'unica strada per battere l'inquinamento culturale dei catastrofisti è portare lo studio dell'ambiente e della difesa delle caratteristiche vitali della Terra, nel cuore della Scienza. L'inquinamento culturale è da tempo che imperversa. Ricordiamo ai lettori più giovani che un terzo di secolo fa era stata prevista la morte del Mediterraneo entro il 2000. In tempi recentissimi i catastrofisti avevano previsto quest'ultimo inverno «sahariano»; e invece si è rivelato il più piovoso degli ultimi cent'anni, per motivi che abbiamo discusso su queste colonne il 23 aprile scorso.
La Giornata mondiale dell'ambiente dovrebbe servire per far capire ai governi che è urgente affidare alla Scienza i problemi da cui dipende il futuro dei sei miliardi e mezzo di passeggeri imbarcati su questa splendida navicella spaziale che gira attorno al Sole. I problemi da risolvere sono numerosi e di notevole complessità; ne abbiamo più volte parlato su queste colonne.
La riflessione che Berlusconi propose alla Comunità Europea voleva evitare il rischio di perdere miliardi e miliardi di euro adottando decisioni sbagliate. Questo rischio è corroborato dalle novità scientifiche emerse in questi mesi e ignorate dai media. Al prossimo G8 Berlusconi proponga la chiusura della riflessione con un nuovo «Progetto Manhattan» per salvare il mondo dal pericolo di Olocausto ambientale.

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COMMENTI

37 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8   pagine dal più vecchio | dal più recente
#37 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 06.06.09 alle ore 17:28 scrive:
*#30 teoriko* - Il IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)e'tutto meno che un organismo non di parte.Intergovernativo,nasce da due organismi dell'Onu,la World Meteorological Organization (WMO) e l'United Nations Environment Programme (UNEP) allo scopo*di studiare il riscaldamento globale*.Ovvero da un'organizzazione politica ampiamente screditata,e sull'assunto che esista un riscaldamento globale.I rapporti dell'IPCC vengono utilizzati (i loro e non altri)dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e dal Protocollo di Kyōto".L'IPCC e' un panel di esperti *nominati*dai Governi quindi,come ogni organismo dell'ONU,e' un organo politico,fatto di opinioni che rappresentano i politici.Molti scienziati hanno chiesto di essere cancellati dalla lista,per le troppe fesserie certificate.Alcuni riferiscono anche l'eccessivo condizionamento subito dai rappresentanti politici in seno all'IPCC".
#36 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 06.06.09 alle ore 17:27 scrive:
Di nuovo l'Onu, quindi, ed un protocollo che viene rifiutato da molti perche'ascientifico,di parte,ed inapplicabile.L'IPCC gode di considerazione in alcuni ambienti,ma e' fortemente criticato da altri e da scienziati eccelsi(a dopo qualche nome). Nel 2007 ha vinto il Premio Nobel per la pace con Al Gore per l'impegno nel diffondere la conoscenza sui cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale.Il solito assioma indimostrato,e l'equiparazione ad Al Gore.Non sono esperta in materia,quindi non posso che affidarmi alla mia logica e dar credito ad esperti universalmente riconosciuti tali,che questa mia logica condividono.Nonche'ricordare varie dichiarazioni"scientifiche(una per tutte il"Club di Roma)che si son rivelate bufale grossolane.Non ritengo di dover escludere chi come Zichichi e' *scienziato* ferratissimo in una disciplina che comunque ha a che fare con il clima.
#35 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 06.06.09 alle ore 17:26 scrive:
"L'IPCC redige un rapporto quinquennale sullo stato dell'aumento globale della temperatura [che da' per scontato], non mette in dubbio la correlazione tra concentrazione di anidride carbonica e riscaldamento globale, fa previsioni sui futuri sviluppi del surriscaldamento e dovrebbe servire da riferimento per la politica mondiale in relazione all'abbattimento delle emissioni di CO2. Ma se parte dal presupposto errato che la CO2 sia il vettore attraverso il quale si manifesta il riscaldamento terrestre,saranno sbagliate anche le conclusioni o no?".
#34 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 06.06.09 alle ore 17:24 scrive:
Poiche'non posso scrivere l'almeno ventina di post che occorrerebbero per continuare ad argomentare il mio pensiero,mi limito a fornire qualche nome e qualche dato su chi rifiuta le tesi del l'IPCC ( il quale fa solo reviewing sulla letteratura esistente e non fa ricerche indipendenti,dato che i fondi arrivano dai Governi,di nessun tipo).L'abbandono del IPCC da parte del Prof.di Scienze Atmosferiche al MIT di Boston Richard Lindzen e quello di Christopher Landsea del National Oceanic and Atmospheric Administration,fra i massimi esperti mondiali di uragani tropicali.Ricordare i 60 eminenti scienziati,esperti di clima,e la loro lettera aperta (2006)al Primo Ministro canadese cui chiedevano di aprire un serio dibattito scientifico sul global warming e di bloccare gli inutili investimenti del Protocollo di Kyoto.Il Manifesto contro il Protocollo di Kyoto proposto da Bijorn Lomborg direttore del Copenhagen Consensus Center,sottoscritto da alcuni dei maggiori economisti mondiali,4 Nobel.
#33 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 06.06.09 alle ore 17:23 scrive:
Qualche nome di esimi scienziati (pare siano 91000)che si oppongono al catastrofismo sul global worming:Hans Von Storch, climatologo tedesco;Ph.D Roy Spencer,capo del servizio climatologico NASA;Ph.D Patrick Moore,membro fondatore di Greenpeace;Ph.D John Cristhy,climatologo;Ph.D Tim Ball, climatologo,Universita' di Londra e Winnipeg;Ph.DDavid Legates,Universita' del Delaware;Ph.D Nir Shaviv,Universita' di Gerusalemme(il modello da lui costruito spiega in maniera convincente come il vento solare influenzi direttamente la temperatura terrestre);Piers Corbyn, esperto in previsioni meteo;Paul Reiter,ex membro IPCC, Istituto Pasteur di Parigi("Le conclusione dell'IPCC sono guidate da disegni politici "; ha minacciato di querela l'ONU se lo avessero inserito in qualsiasi loro pubblicazione dell'IPCC);Richard Lindzen,ex IPCC, MIT di Boston.(come Reiter,sostiene la politicizzazione dell'IPCC e la presenza al suo interno di un elevato numero di non scienziati messi li' dai Governi);
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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