Consulta: "Per violenza sessuale il carcere non è più necessario"

La Corte costituzionale cancella le nuove norme sulla custodia cautelare obbligatoria per chi commette reati sessuali. La Carfagna: "Decisione sbagliata". Telefono Rosa: "Preoccupate"

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Roma - Il carcere preventivo per gli indagati di reati sessuali non è più obbligatorio e subito si scatenano le reazioni negative contro la Corte Costituzionale che ha stabilito il principio. La Consulta, infatti, ha bocciato le norme in materia di misure cautelari, entrate in vigore l’anno scorso, nelle parti in cui escludono la facoltà del giudice, chiamato a esprimersi su indagati per violenza sessuale, atti sessuali con minori e induzione o sfruttamento della prostituzione minorile, di decidere se applicare la custodia cautelare in carcere o un altro tipo di misura cautelare anche quando questo sia opportuno alla luce di «specifici elementi acquisiti».

Fra le prime, e negative, reazioni alla sentenza della Consulta quella particolarmente dura è quella di Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunità. «La Corte Costituzionale sbaglia - è sicura Carfagna - Chi stupra donne e bambini merita il carcere. L’intervento della Corte è giustificazionista, lontano dal sentire dei cittadini, e, purtroppo, ci allontana, sebbene di poco, dalla strada verso il rigore e la tolleranza zero contro i crimini sessuali che questa maggioranza ha intrapreso sin dall’inizio della legislatura». La decisione della Consulta preoccupa anche Telefono Rosa. «Mi chiedo - afferma la presidente Gabriella Carnieri Moscatelli - se in un momento in cui scorre sangue a fiotti per le donne, persone che si macchiano di questi reati debbano essere rimessi in giro. Come ci cauteliamo?».

A sollevare il caso di fronte alla Consulta erano stati i gip di Belluno e Venezia nonché il tribunale del riesame di Torino. Con la sentenza di ieri (relatore Giuseppe Frigo) ha ricordato che il «tratto saliente» del regime della custodia cautelare «conforme al quadro costituzionale» è quello di «non prevedere automatismi né presunzioni». Ma esige, anzi, che «le condizioni e i presupposti per l’applicazione di una misura cautelare restrittiva della libertà personale siano apprezzati e motivati dal giudice sulla base della situazione concreta». Dunque, «per quanto odiosi e riprovevoli - si legge ancora nella sentenza - i fatti che integrano i delitti in questione ben possono essere e in effetti spesso sono meramente individuali, e tali, per le loro connotazioni, da non postulare esigenze cautelari affrontabili solo e rigidamente con la massima misura».

Secondo la Corte, dunque, la norma impugnata viola l’articolo 3 della Costituzione fra l’altro «per l’ingiustificata parificazione dei procedimenti relativi ai delitti in questione a quelli concernenti i delitti di mafia», l’articolo 13, primo comma, «quale referente fondamentale del regime ordinario delle misure cautelari privative della libertà personale», e l’articolo 27, secondo comma, «in quanto attribuisce alla coercizione processuale tratti funzionali tipici della pena».

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COMMENTI

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#52 TheUndertaker (281) - lettore
il 22.07.10 alle ore 21:54 scrive:
#44 clamor (332) - lettore il 22.07.10 alle ore 15:45 scrive: bohemain#39# .......Ma qui si parla dell'art. 3 della COSTITUZIONE mica un comunissimo articoluccio del codice della strada !!! Come lei ben sa la COSTITUZIONE è come la Bibbia è il totem inviloabile, intoccabile, insindacabile per le sinistre, il preisdente delle repubblica ed i magistati..... Non vedo cosa ci sia di strano, dovrebbe esserlo anche per la destra, sono le regole del gioco e vanno rispettate da tutti (come in ogni sport). Si è dimenticato infine proprio la Corte Costituzionale, che, lo dice la parola stessa, ha il compito di verificare il rispetto della Costituzione. Ma mi tolga una curiosità, a lei l'articolo 3 non va bene così com'è?
#51 TheUndertaker (281) - lettore
il 22.07.10 alle ore 21:53 scrive:
#38 filger .... Ma certo, quelli di sinistra notoriamente vogliono lasciare a piede libero gli assassini e gli stupratori ed incarcerare i colpevoli di reati finanziari e di corruzione (naturalmente solo se di destra). Ma cosa va dicendo! La legge prevede che il giudice decida per la custodia cautelare valutando: possibile reiterazione del reato, inquinamento delle prove, possibilità di fuga. Nel caso del sospetto stupratore la reiterazione del reato è molto probabile ed il giudice deciderà di conseguenza, se uno ha fatto la mano morta in autobus può darsi che i domiciliari siano sufficienti. Nel caso del reato di corruzione e simili il rischio maggiore è l'inquinamento delle prove e la custodia cautelare è l'unica misura che dia garanzie a questo proposito. Questo è ciò che penso se cerco di ragionare freddamente, se invece mi faccio prendere dai sentimenti anch'io andrei a strozzare lo stupratore con le mie mani.
#50 Kalaritanum (1395) - lettore
il 22.07.10 alle ore 19:24 scrive:
La milionesima sentenza assurda e incomprensibile di una giustizia sempre più lontana anni luce dalla realtà. Dio ci salvi!
#49 Highrise (88) - lettore
il 22.07.10 alle ore 18:52 scrive:
giustissimo #43 MARCO 34 - il carcere preventivo basato sul solo sospetto è un'ingiustizia pazzesca - invito giornalisti e lettori del Giornale a documentarsi sul preoccupante fenomeno che sta prendendo piede in USA e in Gran Bretagna dove le false accuse di stupro si sprecano e in base alle quali un accusato viene sbattuto in galera con l'onere di provare la propria innocenza, viene automaticamente schedato nelle liste dei molestatori -che ne fanno un paria a vita- e quando fuori di galera si ritrova a vivere da emarginato. Numerosi i casi di tassisti accusati di stupro da ragazze ubriache che non pagavano la corsa in taxi e i casi di ragazzine che per capriccio accusavano di violenza i compagni di classe o gli insegnanti. Per chi conosce l'inglese, digitate su un motore di ricerca "false rape" e "false allegations" e vedrete i risultati. Stando così le cose risulta necessario prendere ogni singola accusa cum grano salis prima di urlare "stupro!" e distruggere la vita a un innocente.
#48 Antonio63 (4988) - lettore
il 22.07.10 alle ore 18:25 scrive:
#36 TheUndertaker : Personalmente apprezzo ogni voce fuori dal coro perche', almeno in teoria, significa dialogo e confronto. Detto questo, mi creda per avere del buonsenso non bisogna essere dei rappresentanti della Corte Costituzionale anzi Le diro' che tante volte , a seguito alcune sentenze, mi sono chiesto se non sarebbe stato meglio avessero zappato la terra....Di certo ne avrebbe giovato l'agricoltura e ripeto cosi dicasi quello che una volta si chiamava "buonsenso". Se ha ancora dei dubbi, se puo' si rivolga alle vittime di stupri, pedofilia e quant'altro per sentire cosa ne pensano. Sincera cordialita'
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Alessandro Sallusti
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