Il liceo di Milano dove s’è svolta la rissa tra i professori pare sia peraltro un buon esempio per il quartiere di periferia dove risiede. Non è insomma ambiente di quelli che fanno felici i giornalisti che indagano sui quartieri dei poveri o degli zingari. E però palesemente anche lì qualcosa manca. Non c’è replica, neppure lì, a quel seguito di scene di violenza dei vari film, dai quali siamo ogni giorno invasi. In sequenze senza tregua che invadono i giovani e l’educano a divenire più fragili. A credere che siano gli improbabili calci volanti dei film, o le superforze dei cartoni animati, a dar sicurezza nel rapporto cogli altri. Ma a queste sciocchezze quale educazione civica replica mai nelle scuole? I soli a educare sono i film violenti o le palestre di arti marziali dove troppe volte dei frustrati insegnano quanto non dovrebbero. Cosicché ora non c’è più nemmeno quella pausa di una volta, quando due ragazzini appoggiavano prima a terra la cinta coi libri, e almeno si guardavano negli occhi prima di una zuffa. Prevale invece adesso l’isteria di un tempo tutto e solo televisivo, impaurita dalla vita, in gesti sconnessi, e perciò più pericolosi.
È a questo grave guaio che le scuole dovrebbero replicare, insegnando come replicare a una aggressione, e alla propria tensione. Perché infatti lasciare i giovani a fare i conti con la violenza da soli, coi risultati di questi due professori isterici, o dei ragazzini col coltello? Si insegni loro piuttosto educazione civica come nelle scuole giapponesi, usando il judo o l’aikido, o con lezioni di lotta e di scherma. Si mostrerebbe così splendidamente come la buona educazione serve ancora più quando si deve far fronte alla violenza. Insomma, considerato che pure nell’anima dei più miti vivono istinti che evolvono a violenze inattese, perché non si insegna a disciplinarli? È forse poco far imparare ai giovani come mutare un’offesa in una stretta di mano, insegnando la boxe o il judo a scuola? Certo che no. Eppure richiederebbe di vincere la ipocrisia di chi pretende di esorcizzare l’ira e ogni violenza negandole, come vorrebbe una certa sinistra. Fino al risultato grottesco della educazione presente che genera giovani sempre più imbelli, ma violenti.
- Tag:
- bullismo
