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lunedì 26 luglio 2010, 09:00

Coop blinda anche la Toscana

A Livorno Esselunga offre 40 milioni per un terreno dove edificare un centro commerciale, ma i proprietari ne incassano dieci in meno pur di cederlo al colosso vicino alla sinistra

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 Il blog di Stefano Filippi
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Per la seconda domenica consecutiva, il patron di Esselunga Bernardo Caprotti ha comprato pagine di pubblicità sui principali quotidiani per spiegare come funzionano le cose in materia di «concorrenza e libertà» nelle regioni rosse. La settimana scorsa, il caso Modena: prima le Coop pagano un terreno cinque volte il suo valore commerciale per ostacolare l’insediamento di un supermercato Esselunga, poi il comune completa l’opera decidendo di trasformare l’area da commerciale a residenziale. Così il supermercato non verrà mai costruito, né a marchio Coop ma soprattutto non a marchio Esselunga. E chi ci rimette di più? Per capirlo basta osservare lo specchietto pubblicato ieri mattina: a Modena le catene legate a Legacoop possiedono l’88,1 per cento della superficie di vendita, Caprotti appena il 3,4.

Ora si apre un capitolo inedito del fortunatissimo Falce e carrello: il caso Livorno. Che presenta varie analogie con Modena. Anche sulla costa toscana ci sono giunte rosse, le Coop monopoliste (il 72,2 per cento degli spazi commerciali della grande distribuzione è dei marchi Legacoop) e un terreno commerciale conteso. Il proprietario è il cavaliere del lavoro Marcello Fremura, 80 anni, armatore e spedizioniere marittimo. La superficie fa parte di un grande lotto in cui verranno realizzati 700 appartamenti, uffici, servizi e appunto un ipermercato (unico sito cittadino disponibile per una nuova apertura) con annesso centro commerciale e megastore non alimentare. Due anni fa Fremura trova l’accordo con il Comune per avviare i lavori. Partono i contatti per rivendere i 41mila metri quadrati dell’area commerciale. Lo scorso aprile sul tavolo di Fremura si trovano tre proposte. Le Coop propongono 30 milioni di euro, qualcosa in più la Airaudo costruzioni, mentre Caprotti ne mette sul piatto 40. Vincono le Coop.

Faccenda «inconsueta e singolare» osserva Esselunga senza eccepire la regolarità delle procedure. Perché rinunciare a un’offerta più alta di un terzo? Fremura, attraverso la nipote Antonella Boccardo (che guida la società Le Ninfee creata per gestire l’operazione), fa sapere che l’offerta di Caprotti è giunta in ritardo. Strano, replica Esselunga, visto che è stata presentata il giorno dopo un colloquio a Livorno tra i due imprenditori, e non è ipotizzabile che Fremura abbia ricevuto Caprotti avendo già chiuso l’affare. «Delle sue buone maniere non è dato dubitare», si legge in una nota di Esselunga. D’altra parte, il rogito con le Coop è stato firmato davanti al notaio Poma di Firenze il primo luglio scorso mentre la lettera di Esselunga è del 9 aprile. Il tempo per trovare l’accordo c’era tutto.

Ma Caprotti punta il dito sul clima nel quale è avvenuta la compravendita. Due anni fa Sergio Costalli, amministratore delegato di Unicoop Tirreno, aveva dichiarato: «Siamo determinati a non lasciare spazio a nessun concorrente in Toscana». Un anno dopo aveva ripetuto: «L’importante è che non si insedi la concorrenza». Lo scorso febbraio, nei giorni cruciali delle trattative con Fremura, il presidente della società Marco Lami aveva lanciato l’ennesimo avvertimento: «Livorno è nostra». Segnali, messaggi, avvertimenti. E infatti Antonella Boccardo ha spiegato così la scelta di incassare 30 milioni di euro targati Coop invece che i 40 di Caprotti: «C’è stata una riunione di famiglia ed è stata presa una decisione. Ma soprattutto abbiamo deciso che non saremmo più tornati indietro. Ed è quello che faremo: noi a Livorno ci viviamo e lavoriamo». Caprotti non ci vive e non riesce ancora a lavorarci, con buona pace di centinaia di livornesi che su Facebook hanno aderito al gruppo «Vogliamo l’Esselunga a Livorno» con tanto di indicazioni stradali per arrivare al supermercato di Pisa. E poi Caprotti non ci sta a passare per bersaglio di false accuse, come l’agnello nell’apologo di Fedro che viene citato nella pubblicità sui giornali.

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100 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#100 violoncella (150) - lettore
il 26.07.10 alle ore 20:19 scrive:
bisogna solo trovare un magistrato che abbia il coraggio di andare contro la magistratura di sinistra e allora si' che ne vedremmo delle belle!!! perche' tutti sanno che fanno un gran casino contro gli avversari solo x coprire i loro sporchi affari del tipo regimi komunisti o sei con noi o contro di noi!!
#99 edoardo2 (39) - lettore
il 26.07.10 alle ore 19:50 scrive:
Dai tempi di Marx il pensiero ossessivo della sinistra, fonte di tormento e di brame, di invidie e di risentimenti, è il Capitale. Oggi i cari (ex) compagni finalmente possono, come esperti, dare lezioni pubbliche sulla cosiddetta “economia di mercato”; in passato il rapace Capitalismo era, viceversa, un amante segreto con cui ci si incontrava furtivamente nel buio della notte, mentre il giorno lo si dichiarava Nemico.
#98 pizzaemandolino (64) - lettore
il 26.07.10 alle ore 19:40 scrive:
Nessuno ha mai sentito parlare dell'esperienza della Coop all'estero? 6 punti vendita in Croazia che dovevano essere il fiore all'occhiello della campagna est europea di Coop. Ma senza santi in paradiso, alla fine del 2009 tutto e' stato (s)venduto a Spar Austria, immobili, punti vendita etc etc, con il cavillo di tenere il nome Ipercoop per tre anni, altrimenti come si sarebbe spiegato al 'socio coop sei tu' che i suoi soldi avevano pagato un buco nell'acqua? bello fare affari in regime di concorrenza zero.
#97 villiam (95) - lettore
il 26.07.10 alle ore 18:57 scrive:
potere alla sinistra favori e previlegi alla coop rossa,tutti a far spesa nell'unico supermercato.come in russia qualche anno fa ,poi abbiamo visto gli eventi.unico supermercato ,non paga tasse ,però ha i prezzi più alti di tutti gli altri e sfrutta l'ignoranza,nel senso di non sapere,della povera gente alla quale a forza di spot ,di pubblicità casa per casafa credere di essere partecipi a questo affare,la coop infatti sei tu ,e io ti frego di più.
#96 Emilio Macchi Alfier (92) - lettore
il 26.07.10 alle ore 18:47 scrive:
E l'Antitrust che cosa ci sta a fare?
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