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giovedì 06 marzo 2008, 09:00

"Così il governo Prodi ha ucciso la crescita"

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Pubblichiamo ampi stralci del saggio del professor Luca Ricolfi, presente nel libro «Ostaggi dello Stato - Le origini politiche del declino e dell’insicurezza», edito dalla Angelo Guerini e Associati (euro 7,50). Il libro, curato dal sociologo, è una raccolta di analisi effettuate da sette ricercatori, esperti in sociologia, psicologia, comunicazione ed economia. Una spietata fotografia dell’Italia, reduce da due anni di governo Prodi

Il segnale più negativo è il rallentamento della crescita, iniziato nei primi mesi dell’anno anche «grazie» alla prima Finanziaria del governo Prodi, che fin dall’estate del 2006, con il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria, aveva manifestato l’intenzione di correggere l’andamento dei conti pubblici pagando il prezzo di una riduzione del tasso di crescita del Pil (0,3 punti in meno, pari al 20% del tasso di crescita previsto).
Un brusco stop allo sviluppo
Tutto lascia pensare, però, che il prezzo che l’Italia ha dovuto pagare sia maggiore: la stima di 0,3 punti di Pil di contrazione della crescita è decisamente più bassa di quelle prodotte dai centri di ricerca non governativi, e comunque era basata su un mix di aumenti di imposta e riduzioni di spesa che poi è peggiorato nella versione finale della legge finanziaria (gli aggravi fiscali dovevano coprire un terzo della manovra, ma sono saliti a circa due terzi in corso d’opera). È probabile che quella scelta ci sia costata una decina di miliardi di euro, più o meno le risorse che ora si stanno freneticamente cercando per affrontare la «questione salariale» ed evitare lo sciopero generale minacciato dai sindacati. Al momento (inizio 2008) non si conosce ancora il tasso di crescita del Pil nel 2007 (mancano le stime del 4° trimestre), ma già sappiamo che la produzione industriale è in forte rallentamento, la produttività continua a ristagnare, le aspettative delle imprese per i prossimi mesi non sono buone.
Una massiccia pressione fiscale
Il secondo segnale negativo riguarda i mezzi che sono stati usati per ridurre il deficit. Certo siamo tutti felicissimi di essere finalmente rientrati nei parametri di Maastricht, ma la vera domanda è: qual è il prezzo che abbiamo pagato per raddrizzare la barca?
La risposta è sconsolante. Poiché non si è trovato il coraggio di ridurre la spesa pubblica, si è fatto ricorso alla comoda via degli aumenti della pressione fiscale (di 1,7 punti fra il 2005 e il 2006, di ulteriori 1,1 punti fra il 2006 e il 2007). Il miglioramento dei conti pubblici nel 2007 è stato ottenuto essenzialmente grazie a tre grandi operazioni: l’aumento dei contributi sociali, il conferimento forzoso del Tfr all’Inps, l’aumento selvaggio delle tasse locali. E questo massiccio aumento del prelievo fiscale – come da manuale – ha frenato la crescita e aggravato i bilanci delle famiglie. È triste notarlo, ma i dati dicono che è toccato al governo dell’Unione contribuire a rendere più vero che mai lo slogan che le ha fatto vincere le elezioni: «non riesco ad arrivare alla fine del mese».
Famiglie sempre più in difficoltà
Un’occhiata alla serie storica dell’indagine Isae sui bilanci familiari mostra che nel 2007 il numero di famiglie in gravi difficoltà economiche ha raggiunto il punto massimo da quando esiste l’indagine (ossia dal 1999). La necessità di ricorrere ai risparmi o far debiti per quadrare il bilancio era aumentata considerevolmente nei primi anni di introduzione dell’euro (specie fra il 2002 e il 2003), poi – nel corso del 2006 – era leggermente diminuita, ma nel 2007 è tornata di nuovo a salire e nella seconda metà dell’anno ha toccato il massimo storico.

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21 commenti su  1  2  3  4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#21 brenno (18) - lettore
il 06.03.08 alle ore 18:50 scrive:
Oggi leggo sul Corriere che Visco conferma il dato sul recupero dell'evasione fiscale (20 m.di) che Ricolfi nell'articolo contesta. Io di Visco non mi fido, ma sarebbe opportuna una puntualizzazione in merito. distinti saluti.
#20 Carmelo Miragliotta (24) - lettore
il 06.03.08 alle ore 17:54 scrive:
" ...ma vogliamo dirlo finalmente che a noi piccoli imprenditori e non solo, credo, trattengono SUBITO il 4% sull'imponibile su ogni fattura che emettiamo, (grazie a schioppa/visco/prodi)..." Non capisco questo passaggio scritto da "Pakiderma" nel commento 18. Posso avere una spiegazione? Grazie.
#19 FELICE VASSALLO (79) - lettore
il 06.03.08 alle ore 17:17 scrive:
Evasione fiscale?! O,piuttosto,pressione fiscale sui sudati risparmidi una vita? F.V.
#18 pakiderma (757) - lettore
il 06.03.08 alle ore 16:42 scrive:
Leggo i giornali ed ascolto sempre tutti i dibattiti politici (anche anno zero), vorrei aggiungere una cosa che non ho sentito dire mai riguardo al motivo vero dei vari tesoretti riconducibili, secondo la sinistra, alla lotta all'evasione fiscale, (ulteriore ******* detta da questo pseudo-governo), ma vogliamo dirlo finalmente che a noi piccoli imprenditori e non solo, credo, trattengono SUBITO il 4% sull'imponibile su ogni fattura che emettiamo, (grazie a schioppa/visco/prodi),quindi ipotizziamo che io fatturi mesilmente 20 mila euro, 800 euro vengono versati immediatamente dai miei clienti e sono subito incamerati nelle casse dell'erario. Moltiplicate per un anno ed avrete 9600 euro,moltiplicateli , sempre per ipotesi, per tutti gli imprenditori prestatori di servizi che ci sono in italia ed avrete altro che tesoretto dovuto alla lotta all'evasione. Il problema si presenterà , sempre per l'erario quando alla stipula del 740, ci tratterremo quanto già versato allo stato, cosa diranno quando non arriveranno i soldi che hanno già preso, che è colpa della destra perchè non ci saranno più loro a farci paura???? Non diranno mai la verità e cioè che i soldi li hanno presi con un anno di anticipo!!!!! E c'è ancora gente che li sta ad ascoltare?!?!?!
#17 kokkio (8) - lettore
il 06.03.08 alle ore 16:26 scrive:
E'giunto il momento di tagliare i rami secchi della pubblica amministrazione e degli enti parastatali. E'intelliggente mantenere solo i capaci ed indispensabili. Di certo il deficit che abbiamo non può più foraggiare la classe politica e loro affiliati. Una presa di coscienza di questi sarebbe di ottimo esempio a quanti pensano di fare i furbi. E'anche responsbilità dei politici che la giustizia non faccia scontare le pene nelle patrie galere ai molti che sanno di essere immuni e privilegiati. Il sano risparmio, l'efficienza ed il rispetto del lavoratore "che ama l'italia" sono gli ingredienti basi del miglioramento. Auguri a tutti da kokkio.
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