"Così ho smontato le trappole di Santoro"

Lo scontro a "Annozero". Sgarbi: "Mi sono ribellato a un'agguato a persone che non erano in studio né in piazza a Torino con Grillo. Non accetto falsità senza reagire". Santoro: "La stampa di sinistra mi critica? Non sanno né leggere né scrivere". Mastella: "Intoccabile solo quando governava l'Unione"

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Chissà perché Giampiero Mughini (come tutti quelli che ho incontrato, o che mi hanno inviato sms, dalla fine della trasmissione ad ora, centinaia di persone meno una) ha capito e Adriano Celentano no. Chiunque sa che, in stato normale, senza clima da processo da imputati assenti e, in condizioni di reciproco rispetto, io parlo e spiego come Celentano desidera (e molti italiani apprezzano).
Ero andato ad Annozero per discutere di informazione, e non per assistere a uno spettacolo di Grillo che avevo evitato a Torino perché nulla di quello che egli dice mi sembra così interessante e originale da meritare particolare attenzione. Arrivato in studio ho visto, invece, che, con ospiti sostanzialmente simpatizzanti, quando non subalterni a Grillo come Marco Travaglio, «spalla anche di Santoro», avremmo dovuto assistere e commentare proprio il comizio spettacolo di Torino proposto in amplissimi brani. All’inizio ho tentato di minimizzare la celebrazione di Grillo come politico, ma, avanzando la puntata, ho ascoltato enormità contro la Nato, contro il presidente della Repubblica, contro Prodi, contro Veltroni, contro Berlusconi, contro Tronchetti Provera, contro Mazza e Mimun (ma non Santoro), contro Cuffaro, e poi, con particolare violenza, contro Umberto Veronesi senza che nessuno reagisse. Santoro, anzi, sembrava essere altrove, come se le sparate di Grillo fossero poco più che battute spiritose.
Mi ha molto colpito l’indifferenza del pubblico e della giovane Borromeo all’aggressione a Veronesi. Ho avuto la netta sensazione di un gioco di squadra, fortemente qualunquistico, in cui il generale Grillo e il suo soldato Travaglio, difeso fino all’intimidazione, potevano contare su un ufficiale di collegamento, il conduttore Santoro, deciso non a discutere, ma a fare da cassa di risonanza alle diffamazioni e agli insulti di Grillo. Nessuna critica e nessuna reazione a quelle che non erano spiritosaggini, ma accuse durissime e indimostrate. Gli arcadi in studio (Norma Rangeri, Roberto Natale) discettavano sul futuro di Grillo, sul suo peso e sulla sua influenza politica, sul partito che stava o meno preparando. Nessuno si preoccupava di valutare le offese gravissime nei confronti di assenti con luoghi comuni e insinuazioni. Mughini ha ben ricostruito, da casa, la situazione con lo stesso indignato stupore che io provavo in studio: «Abituato a guardare poco la televisione, ero esterrefatto nel vedere Beppe Grillo mentre insultava a sangue Umberto Veronesi. Insulti ignobili contro un uomo che non conosco personalmente, ma di cui so con quale attenzione e premura ha curato - salvandone la vita - la mia amica più cara. Insulti belluini, da angiporto, da suburbio. Un “cancronesi” sparato in faccia al medico e allo scienziato che più in Italia ha fatto nella lotta contro i tumori. Mi chiedevo, mentre ascoltavo questo orrore, com’è che uno che dichiara al fisco 4 milioni di euro di guadagno annuo vestisse come un pezzente e avesse addosso la divisa del pezzente. Forse perché lo sapeva di stare ragionando come un pezzente, e di stare rivolgendosi a pezzenti mentali: quelli che applaudivano preventivamente le porcate contro Veronesi».
Questo era il clima, questo era il coro di vaffa che Celentano mostra di non avere avvertito, come se si fosse in un civile dibattito. E come se io avessi dovuto considerare, nell’incertezza che fossero serie e che avessero un carattere politico, le esternazioni di Grillo. Dovevo ascoltarle, facendo finta di niente, con eleganza e distacco: «Brutto segno quello di Sgarbi ad Annozero. Cosa ti è successo? Uno che parla come sai parlare tu, non può non essere intelligente o per lo meno, possedere quel minimo indispensabile per capire che per quanto infuocato possa essere un dibattito, si deve avere la elementare accortezza di lasciar parlare anche gli altri, dopo che hai detto la tua. Ma tu non solo non lasciavi parlare, offendevi Travaglio che al contrario di te, parlava in modo pacato ed educato...».
Peccato che non si trattasse di un dibattito ma di un agguato a persone che non erano in studio e neppure in piazza a Torino. Berlusconi è uno psico-nano con l’asfalto sulla testa oltre che un criminale come i suoi parlamentari e Napolitano è un inetto. Chissà perché, come tutti quelli che ho incontrato, Mughini ha provato lo stesso disagio e la stessa rabbia che ho provato io sentendo, per esempio, da Travaglio, naturalmente «in modo pacato ed educato», che la «cloaca massima» è la presidenza del Consiglio. O che io, naturalmente «in modo pacato ed educato» avrei dovuto essere ricoverato dalla neurodeliri con un trattamento sanitario obbligatorio. A Celentano forse interesserà sapere che il professor Cassano mi ha telefonato indignato in difesa dei malati di mente e osservando che il tranquillo Travaglio evocava lo stesso strumento dei regimi totalitari contro i dissidenti: farli passare per matti, per agitati, per esaltati.
Mughini ha concluso, all’opposto di Celentano: nella trasmissione di Santoro c’era un eroe, Vittorio Sgarbi. Non ha ceduto un centimetro di terreno, dinanzi a puttanate talmente eclatanti. Non che Santoro non sia una persona civile, certo che lo faceva parlare. Ma il fatto è che quando sei da Santoro non è che sei in un set della televisione pubblica pagata con il canone da tutti noi. Sei in casa dei «rossi». Ed è come se le vedessi sventolare le bandiere rosse, e glielo leggi in faccia, a Santoro e ai suoi collaboratori, che lui lì fa quello che vuole. Io non ero tranquillo perché non sono indifferente. Perché non voglio ascoltare falsità senza reagire. Se Celentano è disponibile a questo gioco, si accomodi. D’altra parte, lo abbiamo visto non prendere le distanze, ma elogiare Grillo, in collegamento come quel De Magistris, che è diventato un eroe per aver inquisito ingiustamente Prodi e Mastella. Ma naturalmente per Grillo era lui la vittima.
Io ho parlato e argomentato quando era possibile parlare e argomentare. E ho urlato quando sentivo affermazioni che in un teatro e in una piazza possono sembrare battute e in televisione diventano sentenze. Ho urlato perché la smettessero di sputtanare tutte le persone che non c’erano perché Grillo, con il suo tribunale del popolo, aveva deciso di condannarle, senza processo, senza difesa e senza appello. Ho urlato e urlerei ancora, e mi fa sorridere che un «urlatore» come Celentano se ne stupisca. Si vede che da Molleggiato è diventato rammollito. Io sono orgoglioso di aver difeso persone che stimo rinnalzandone la dignità contro l’indifferenza di chi li sentiva insultare senza reagire.
Vittorio Sgarbi
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COMMENTI

122 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#122 tiziano.natale (1) - lettore
il 06.05.08 alle ore 19:10 scrive:
La Sua performance alla trasmissione di Santoro è stata una degradante dimostrazione della Sua tanto acclamata (si fa per dire) intelligenza. Lei non ha smontato il "gioco" di nessuno, ha soltanto offeso a ripetizione, inutilmente, tutti coloro che avevano opinioni diverse dalle sue, chiara e limpida constatazione. Le consiglio anche di non avviare azioni legali contro chicchessia, semplicemente perché: 1) non la vincerebbe, mi creda 2) degrada ancor più la sua posizione 3) Fa sembrare proprio che Lei sia entrato in quello studio (e ci sia rimasto), solo per far uscire dalla bocca di Travaglio delle parole che potessero portarlo nel piano basso del piedistallo, e non per affrontare una discussione. Piuttosto che urlare e sbraitare, poteva benissimo scegliere di andarsene, avrebbe fatto una più bella figura, avrebbe troncato il presunto "squadrismo rosso" della trasmissione Annozero. Mentre invece ha voluto dimostrare "qualcosa", quando è stato Lei il primo a zittirsi quando Travaglio l'ha subito smentita sul libro inesistente di Biagi su Romiti. Lei ha paura di Travaglio perché sa il suo bagaglio d'informazioni nonché la sua professionalità. Per di più, non sono gli altri che debbono dimostrare a lei dei fatti, ma è lei che deve dimostrarli, avendo Travaglio scritto molte pagine su svariati argomenti e documentandoli. Li prenda uno ad uno, se vuole distruggere il "soldato", perché ad offendere siamo bravi tutti, in prima serata. Cosa c'è di sano di mente nello sbraitare?
#121 lukej (62) - lettore
il 06.05.08 alle ore 17:15 scrive:
Rettifico il sito della Fondazione Veronesi è tornato online in versione aggiornata. Andate a vedere fra i partner e vedrete che sponsor ha il paladino antitumori Veronesi. Perchè invece di farci ammalare per poi curarci e molto spesso con scarse probabilità di riuscita non cominciate a cambiare la concezione del mondo che sembra per voi inscindibile da petrolio ed inquinamento? Le tecnologie ci sono e lo sapete!
#120 lukej (62) - lettore
il 06.05.08 alle ore 10:33 scrive:
Il sito della Fondazione Veronesi è sparito dal web. Così la gente non potrà più vedere con i suoi occhi il palese conflitto di interessi che il più famoso oncologo d'Italia sbandierava fino a qualche giorno fa dal sito internet www.fondazioneveronesi.it. Ora comincerete a scrivere sui vostri giornali che sono tutte balle, come dici tu Sgarbi, e insabbierete come fate ogni volta la notizia. Ormai in Italia sei una ****a se non hai un conflitto di interessi. E' un testimonial Veronesi! Gattuso sta alla Vodafone come Veronesi sta alle multinazionali del petrolio e degli inceneritori. Il dottore buono che permette di far credere che le aziende che costruiscono questi scempi tecnologici fanno del bene. Fate voi. Tra le aziende che sostengono finanziariamente la Fondazione Veronesi vi si trovano Pirelli ed Eni, importanti realtà del settore petrolifero, la Mondadori Spa e VEOLIA Environnement, multinazionale francese che costruisce inceneritori di rifiuti e detiene il 49% della società Tecnoborgo Spa di Piacenza che gestisce l'inceneritore di rifiuti di questa provincia ed il 60% della Energonut che gestisce l'inceneritore di Pozzilli.
#119 Pireddo (1) - lettore
il 05.05.08 alle ore 14:43 scrive:
Hahahah!! Ma non hai smontato niente tu! Anzi, ti hanno smontato con la VERITA'.. abbiamo visto tutti che hai urlato spesso e volentieri e poi hai taciuto quando Travgaglio ti ha detto che Biagi non ha scritto quello che dicevi tu (e lì hai taciuto sulla fiducia,perchè anche tu sai che quando lui parla vuol dire che è documentato), che il tuo giornale (questo) prende soldi (ha dovuto dimostrartelo Santoro in diretta) e che veronesi è immischiato in faccende che tu non puoi proprio credere(ma è vero,infatti nessuno querela Grillo quando lo dice) e infine che Biagi non è stato cacciato. Ma perfavore..(se vogliamo discutere sul termine "cacciato" che per te magari implica violenza fisica bene, ma per il resto il concetto è chiarissimo ed altrettanto vero).Insomma sei disinformato,non accetti che la gente dica la verità impunemente,hai fatto la figura meschina che meritavi. Torna a combattere contro il coperchio fascista dell'ara pacis che lì sicuramente vinci.
#118 Luigi Fassone (2429) - lettore
il 05.05.08 alle ore 14:39 scrive:
Mi ripeto : Peccato ! Non ho visto la trasmissione,non mi pronuncio.Anche se in passato le intemperanze televisive del bravo critoco d'arte Sgarbi mi erano piaciute poco e punto (tanto che avevo paventato per lui un travaso di bile pernicioso...),questo "duello" con il "segaligno" Travaglio, cotanto giornalista che copia le accuse dei PM e ne fa dei libri,scordandosi di pubblicare poi come le inchieste finiscono,penso sarebbe stato degno di...ascolto. Il ricordo della gentil donzella Borromeo,che quando apre bocca è come se avesse un leggio preparato da Santoro lì davanti e che è stato,in passato,dannoso per le mie arterie ancor più dei travagli di Travaglio, mi fa gridare "Viva Sgarbi" e "muoia,televisivamente s'intende, Santoro e i suoi filistei...
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Alessandro Sallusti
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