martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
venerdì 29 agosto 2008, 08:48

Così Prodi pensava agli affari di famiglia


Intercettati i dialoghi privati dell'ex premier e del suo staff. Mentre la maggioranza si sfasciava, Palazzo Chigi si occupava di altri problemi: favori e consigli dispensati a parenti e amici. Leggi le intercettazioni: 1 - 2 - 3

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Milano - I ciclisti, si sa, adorano la fatica. Ma l’inizio estate 2007 per il passista-scalatore Romano Prodi è decisamente troppo in salita. Basta sfogliare i vecchi giornali. Ci sono i leader ds Fassino e D’Alema alle prese con lo scandalo Bnl, la Cgil pronta a «rompere» sul Welfare e Rifondazione che minaccia la crisi sul Dpef. C’è il dissidente Bordon amareggiato dai leader dell’Ulivo («sono degli stalinisti»), Dini che già saluta la compagnia («è giusto guardare altrove»), Mastella che non parla più a Di Pietro («d’ora in poi gli risponderà solo il mio usciere»). Ci sono le indagini scomode di De Magistris e pure il rischio che chiuda Incantesimo tra le polemiche. Il premier a un certo punto sbotta: «Non starò sulla graticola per tutta l’estate». In realtà, per la testa ha anche altri pensieri. Il consuocero ha bisogno di contributi pubblici per le sue ricerche scientifiche; il nipote Luca, imprenditore, sta cercando di liberarsi di un socio poco gradito; e poi bisogna tenersi buono Claudio Cavazza, grande industriale farmaceutico, interessato a sponsorizzare un sondaggio in vista della nascita del Pd «ma anche» alle agevolazioni fiscali previste dal governo.

Prodi e il suo staff si danno da fare: chiedono informazioni, danno consigli, cercano sempre di trovare una soluzione. Senza sapere che le loro accorate telefonate finiscono intercettate per ordine della procura di Bolzano, impegnata nell’inchiesta per corruzione e riciclaggio sulla vendita dell’Italtel dall’Iri alla Siemens, negli anni Novanta. Prodi, all’epoca presidente del colosso di Stato, non è indagato. Le intercettazioni, però, vengono trasferite alla Procura di Roma, che eredita un troncone dell’indagine. L’inviato di Panorama Gianluigi Nuzzi ne viene in possesso e firma lo scoop sul settimanale in edicola oggi: «Le telefonate d’affari di Prodi». Niente di illegale, nelle conversazioni dell’ex premier e dei «Prodi boys». «Nessuna rilevanza dal punto di vista sia giuridico sia penale», si difende infatti il diretto interessato. Soltanto la prova delle mille fatiche del professore, costretto a badare non solo a una coalizione di diciotto partiti, ma pure a una famiglia altrettanto numerosa ed esigente.

Il premier, almeno, può contare su due uomini di fiducia. Alessandro Ovi, già suo vice all’Iri, ora suo inseparabile «ghost writer». E Massimo Tononi, con Prodi ai tempi di Goldman Sachs e poi sottosegretario all’Economia. La prima grana la gestisce Ovi: si chiama Pier Maria Fornasari, è primario a Bologna e consuocero di Prodi: sua figlia, Veronica, ha sposato Giorgio, primogenito del premier. Ora, per le sue ricerche scientifiche, Fornasari è a caccia di finanziamenti pubblici. «La parentela acquisita con il presidente è un formidabile asso. Abbatte ogni ostacolo, spiana la strada», scrive Nuzzi. Di sicuro, dalle intercettazioni emerge che l’inquilino di palazzo Chigi sta organizzando delle riunioni con i ministri della Sanità e della Ricerca scientifica per sbloccare la situazione: «Me l’ha detto Romano, mi ha detto: “Telefona alle 11”. E mi ha aggiunto “con Mussi e Turco”», spiega Fornasari a Ovi.

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47 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#47 pietrop (82) - lettore
il 30.08.08 alle ore 6:08 scrive:
Meglio non parlare con i democristiani sono maestri nel girare le frittare si rimette anche ad essere solidali ,non ci voleva molto a capire che prodi non ha bisogno di aiuto per lui gli interrogatori durano poco e ne esce pulito ,quando la cosa non riesce, facile si allontana il magistrato.a che serve la solidarieta di un comune mortale quale Berlusconi ad un cosi alto fattore.
#46 paoladigenova (1463) - lettore
il 30.08.08 alle ore 1:44 scrive:
Mi ero ripromessa di non nominarlo più, ma leggere questo articolo (Panorama era esaurito nelle edicole del paesino dove mi trovo e ora mi spiego perchè...) ha risvegliato gli amari ricordi del biennio infausto di governo Prodi e l'incubo è ritornato: con il terrore che Minzolini mi ha scatenato con l'nformazione che il mortifero mortadella aspira al Quirinale! Ci mancava pure questa: che Prodi tenti (qualora il folle evento haimè si dovesse verificare) di IRIzzare anche il Quirinale? Non pago del suo nepotismo, di quanti parenti amici e sostenitori hanno beneficiato a nostre spese dei suoi favori, dopo averci messo in ginocchio in due anni di malgoverno ha pure la pretesa di sognare il Quirinale... non c'è limite alla follia, evidentemente.
#45 canadien (1435) - lettore
il 29.08.08 alle ore 20:58 scrive:
D'altronde viene dalla scuola democristiana e si e` affratellato con i kompagni dell'Unipol !
#44 liobal (171) - lettore
il 29.08.08 alle ore 20:54 scrive:
Iddio non paga il sabato,ma la domenica non deve più nulla a nessuno ! Chi di telefono ferisce, di telefono perisce !
#43 giusdange (289) - lettore
il 29.08.08 alle ore 20:00 scrive:
e la famosa superiorità culturale e morale, dove è andata a finire?
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