Così la sinistra crea le scuole ghetto

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Adesso le classi ghetto ci sono davvero. Colpa dei rozzi leghisti? Degli insensibili lumbard? Colpa del cuore celtico di qualche amministratore cresciuto a pane, gorgonzola e Padania? Macch´. Al contrario. Le classi ghetto nascono grazie al buonismo della sinistra, al politicamente corretto in salsa rossa, alle nenie ipocrite in stile Livia lacrimans Turco e Rula Jebreal. E mi piacerebbe vedere che cosa dicono adesso questi esemplari del falso in rilancio, dietro quale bugia andranno a nascondersi per spiegare il loro clamoroso autogol: dicevano di no alle classi ponte? Perfetto: adesso abbiamo le classi speciali. Dicevano di no alle quote per stranieri? Perfetto: adesso abbiamo la fuga degli italiani. E chissà se questo piccolo choc, questo ennesimo risultato opposto rispetto ai principi sbandierati e dichiarati, non porti un po' di luce dentro il buio della loro retorica. E non dia finalmente la sveglia alle belle addormentate nel bosco dei finti sentimenti.
La notizia del giorno la trovate a pagina 3 ed è facile da riassumere: a Milano, elementare Paravia, il prossimo anno ci sarà una prima classe composta solo da alunni stranieri. Un caso isolato? Macch´: succede anche a Torino (elementare Fiocchetti), mentre alla Pisacane di Roma c'è una classe che il prossimo anno prevede tutti scolaretti stranieri tranne uno italiano. Siamo pronti a scommettere il collo, cui pure siamo piuttosto affezionati, che nel giro di qualche settimana anche l'ultimo mohicano tricolore della Pisacane annuncerà il suo ritiro. E siamo pure pronti a scommettere che situazioni del genere si ripeteranno altrove.
Il problema degli stranieri nelle scuole, in effetti, non solo è reale ma diventerà sempre più serio. Nel 1982 gli studenti non italiani erano seimila in tutto il Paese, dieci anni fa erano poco più di 50mila. Oggi sono oltre 600mila, cioè il 7 per cento del totale. La crescita è esponenziale: nel 2011 saranno oltre un milione. Già oggi in molte zone d'Italia la percentuale di stranieri iscritti a scuola è molto superiore alla media: nelle grandi città si supera facilmente il 50 per cento (alla scuola Di Donato di Roma per esempio: 52 per cento, con il record di 56 nazionalità diverse). Ma non è raro trovare classi che sfondano il tetto del 70 per cento, e anche dell'80 per cento. Fino, appunto, ad arrivare al caso limite: 100 per cento stranieri.
È inevitabile: anche perch´ se in un istituto aumentano i compagni romeni, albanesi o marocchini, gli italiani ritirano i loro figli e li iscrivono altrove. Magari non è bello da dirsi, però è così. Accade. Del resto, se una classe si riempie di stranieri che non sanno nemmeno una parola d'italiano, come fanno gli insegnanti a svolgere il programma? Tirare diritto non si può. Andare avanti e bocciare chi non ce la fa? Non si deve, non si usa. E così tutti fermi. Tutti in coda dietro l'ultimo banco. E se gli alunni (tutti gli alunni) arrivano in seconda elementare senza sapere la differenza fra l'acca e un soprammobile? E se arrivano in terza elementare convinti che la q sia un segno grafico da tenere sul quore? Non è un piccolo disastro? Non sono carriere scolastiche compromesse fin dall'inizio? E i genitori non hanno forse diritto di preoccuparsi di tutto ciò e di cercare soluzioni alternative?
Le buoniste con o senza testa, le lacrimanti dei salotti radical chic, magari non se ne accorgono perch´ i salotti radical chic stanno in centro e non in periferia, e loro magari non accompagnano i figli alla scuola Paravia o alla Pisacane. Ma se almeno avessero la bontà di leggere le ricerche del ministero scoprirebbero che il 42 per cento degli studenti stranieri è in ritardo con gli studi. E alle superiori la percentuale sale al 71 per cento. La commissione istituita per combattere il bullismo scrive inoltre che, negli episodi di violenza in classe, «il ruolo di vittima o di carnefice è quasi sempre assunto da ragazzini stranieri, ovvero quelli maggiormente esposti al senso di emarginazione che genera questi comportamenti». Non è legittimo che un genitore voglia togliere i propri figli da queste situazioni? Non è legittimo che speri per i suoi bambini una preparazione migliore?
A Mestre, qualche mese fa, i genitori della scuola Giulio Cesare hanno inscenato una protesta, poi hanno ritirato i bimbi da scuola. All'istituto Gabelli di Torino è successo lo stesso. Si tratta di un fenomeno carsico, costante, quotidiano, che solo a volte finisce sui giornali. Come porre rimedio? Quando sono state proposte «classi ponte» per permettere agli scolari stranieri di mettersi al passo con gli italiani, come accade in tutto il mondo, le anime belle hanno scatenato la polemica: «Così si creano ghetti». Quando viene proposto un tetto di stranieri per classe (del 20 per cento a Como, del 30 per cento a Bolzano...) le anime belle scatenano la polemica: «Così si creano ghetti». Risultato: non si fa nulla. E così si creano davvero ghetti. Nelle scuole senza ponti e senza tetti restano solo i muri, quelli sì invalicabili, eretti dall'ipocrisia e dalla stupidità.

COMMENTI

46 commenti su 1  2   3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#36 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 05.03.09 alle ore 17:43 scrive:
E' incredibile leggere certi interventi e rilevare che chi li posta o non ha capito il problema, o finge di non capirlo. Le famiglie, e non certo solo quelle "bene"(intendendo forse quelle dei Santoro vari di "sinistra")cambiano scuola ai loro figli non perche'non vogliono contaminazioni,ma perche'non vogliono che l'evoluzione scolastica dei propri figli subisca rallentamenti spaventosi causa il fatto che i bambini stranieri non conoscono spesso neppure le basi elementari dell'italiano. E,come fa notare un altro commentatore,se non conosci la lingua cosa impari di quello che in quella lingua ti viene insegnato?Ma questi "signori" non han voglia di capire,han solo voglia di sgranare il rosario delle litanie "razziste".E non si accorgono che "razzisti" sono loro,che grazie a loro i ragazzini stranieri hanno piu' difficolta' e piu'a lungo di inserirsi e di imparare,ed i nostri vengono penalizzati da una scuola che gia' fa abbastanza schifo di per se', e cosi' lo fara' ancora di piu'.
#35 Stephan (34) - lettore
il 05.03.09 alle ore 17:01 scrive:
Gentile Direttore credo vada detto che il governo sta lavorando bene e nella giusta direzione. Ritengo del tutto anacronistico e perdente continuare a fornire un servizio di qualità in una scuola pubblica essenzialmente frequentata da studenti Stranieri e poi perdere quanto costruito a favore dei Paesi di origine o di altri Paesi. Per gli studenti Italiani per fortuna abbiamo una scuola privata e paritaria che ha mantenuto intatto il senso di Missione dell’insegnamento. Una scuola privata che risponde alle esigenze delle famiglie, utilizza al meglio le risorse con insegnanti motivati che incarnano il senso della Missione e pur di insegnare percepiscono il solo rimborso delle spese sostenute e non il salario che andrebbe a gravare sul bilancio della scuola. Le famiglie italiane dovrebbero vedere con attenzione al mondo della scuola privata abbracciarne la visione ed il senso di dedizione. Buon lavoro al Ministro affinchè potenzi la scuola privata e paritaria che risponde alle esigenze di un paese moderno e delle famiglie e capace di di razionalizzare la spesa pubblica grazie al privato che sa come fare tornare i conti.
#34 Random64 (4211) - lettore
il 05.03.09 alle ore 16:35 scrive:
#30 Jeminal (68) ma qui si parla non del nord o del sud si parla di condividere un'anno scolastico con l'unicef ..ma ti rendi conto? ma si cerca di non capire e poi che fai metti nella stessa condizione di comprensione ragazzini da tutte le nostre regioni con ragazzini provenienti dall'india o dal senegal? che discorso è? bah a me viene il dubbio che molti Italiani ragionino da Italiani
#33 rokko (2837) - lettore
il 05.03.09 alle ore 16:33 scrive:
Ammesso e non concesso che classi di soli stranieri siano davvero un problema, il perché mai sarebbe colpa della sinistra mi sfugge (vista la maggioranza bulgara) ... Sì certo, capisco che bisogna guadagnarsi il ciappi quotidiano, ma perfino i migliori amici dell'uomo ogni tanto fanno di testa propria
#32 sgt.slaughter (548) - lettore
il 05.03.09 alle ore 16:31 scrive:
Quante belle parole dei sinistri! Fino a quando poi il rumeno od il marocchino di turno non gli stuprano la figlia o gli entrano dentro casa pestandoli a sangue. Quanta retorica quante str.....te di questi finti buonisti. Troppo comodo parlare dai vostri immacolati piedistalli intrisi di rosso. Siete al solito lontani dalla realtà ma dove cavolo vivete! Qui nessuno sta parlando di razzismo e forse i primi, all'inverso verso gli italiani, siete proprio voi. Se i genitori ritirano i figli da quelle scuole pensate che siano tutti a favore del centrodestra? Davvero lo pensate? Allora, e per l'ennesima volta siete fuori tempo e fuori luogo. Ed in effetti se rischiate di scomparire dal panorama politico nazionale un motivo ci sarà pure!
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