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giovedì 29 gennaio 2009, 09:00

Così Soru per combattere i ricchi mette ko il turismo in Sardegna

La tassa sul lusso ha quasi dimezzato gli attracchi all’isola. Denuncia degli industriali: "Affidato a imprese non sarde il 94% degli appalti"

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 Il blog di Stefano Filippi
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Castelsardo (Sassari) - Il porticciolo di Castelsardo è un gioiello anche spazzato dal maestrale, attrezzato e in ordine, protetto dal castello medievale dei Doria che resiste in cima al promontorio. Ottocento posti che accolgono natanti lunghi fino a 30 metri, l'orgoglio del giovane sindaco Franco Cuccureddu, presidente della Rete dei porti della Sardegna. «Sa quante barche qui hanno pagato la tassa sul lusso? Nessuna. L'abbiamo ufficialmente boicottata e i fatti ci hanno dato ragione».

I fatti sono che il governatore dimissionario ha fatto di tutto per smantellare la fetta più redditizia del turismo sardo, quella dei vacanzieri ricchi, che hanno (o vorrebbero avere) la villa fronte mare, atterrano in elicottero o attraccano con lo yacht e spendono, spendono, spendono. «Cento battelli valgono centomila camperisti - dice Cuccureddu -. Ogni passeggero di una barca di 40 metri spende mille euro al giorno, stima prudente. La Sardegna non può puntare sul turismo di massa ma su quello di qualità».

Politica opposta a quella di Mister Tiscali. «Pochi giorni dopo la sua vittoria elettorale - racconta il sindaco, ora candidato per l'Mpa con Ugo Cappellacci - incontrai un docente universitario di antropologia che aveva contribuito a scrivere il programma di Soru. Mi disse: dobbiamo sommessamente uscire dal turismo, è la mercificazione dell'ospitalità dei sardi, è un disvalore, non possiamo svenderla. Pensavo fosse una battuta, al massimo la strampalata teoria di un accademico».

Invece era una sintesi programmatica. Soru ha cominciato cancellando le agenzie del turismo (l'Ente sardo industria e turismo, gli Enti provinciali del turismo e le Aziende di soggiorno). Erano le strutture che sul territorio facevano la promozione, assegnavano le stelle agli alberghi e raccoglievano i dati statistici. Tutto sparito, eliminato l'unico termometro che analizzava i flussi. Le competenze dovevano passare all'assessorato regionale al Turismo, a sua volta soppresso dalla legge statutaria.

Un'altra legnata si è abbattuta con il piano paesaggistico, che non ha soltanto vietato (salvo deroga concordata direttamente con il governatore) di costruire alberghi fuori dei centri abitati, ma prevedeva di eliminare la segnaletica turistica: cartelli e frecce imbruttivano l'isola. Il Tar ha annullato il provvedimento. «Girava la battuta che Soru avesse interessi in qualche ditta di navigatori» scherza Cuccureddu.

Ma la mina più grossa per l'immagine della Sardegna è stata la tassa sul lusso, la stangata su seconde case, approdo delle barche sopra i 14 metri, scalo dei velivoli. Se sei ricco, per mettere piede sull'isola paghi. Una sorta di dazio medievale. Un provvedimento così sconclusionato che costava più di quanto fruttava, perché le spese di riscossione affidata alla forestale erano maggiori del gettito (1,5 milioni di euro nel 2006), e che continua a pesare sulle casse pubbliche: siccome la Corte costituzionale ha abolito il grosso della tassa, Soru ha dovuto istituire un ufficio per restituire i prelievi non dovuti.

Il danno di immagine sul turismo è incalcolabile. Dall’1 giugno al 30 settembre 2005, nei 13 scali della Rete porti (tra cui Alghero, Arbatax, Santa Teresa di Gallura e La Maddalena) erano attraccate 1741 imbarcazioni sopra i 14 metri; nello stesso periodo del 2006, dopo l'introduzione della tassa, 1007: il 42,2 per cento in meno, crollo consolidato nel 2007 e 2008. In Corsica hanno tappezzato le capitanerie di porto con le tariffe sarde: si fregano ancora le mani.

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18 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#18 uniko (75) - lettore
il 31.01.09 alle ore 18:34 scrive:
#tacito x ovviare alla legge sul conflitto di interessi e' bastato intestare l'unita' al fratello.... ops.. mi sembra di averla gia' sentita.... cosa ne dici poi dei terreni per l'istallazione di impianti per l'energia eolica dati al suo compare De Benedetti, invece di darli a chi veramente aveva vinto la gara d'appalto e che spettavano di diritto? #Zdeneck non c'e' peggior sordi di chi non vuol sentire o leggere.
#17 tacito (125) - lettore
il 29.01.09 alle ore 12:34 scrive:
#12 cantastorie: certo, speriamo che non si torni solo a miniere e pastorizia, anche se non sarei così radicale nel giudizio di com'era la sardegna anni fa (tanti problemi ma anche tanto orgoglio e dignità, in parte venuta a mancare proprio in coincidenza dell'arretramento di quei modi di vivere e sfociata nel periodo "anonima"). Per ora ci accontentiamo di non tornare al post-pili. #14 uniko: in sardegna c'è una legge ben precisa sul conflitto di interessi a differenza del resto d'italia. blues188: lingua, non dialetto, il sardo è una lingua.
#16 Zdenek (632) - lettore
il 29.01.09 alle ore 12:28 scrive:
Qualcuno qui che riesca a tradurre "Blues188"?
#15 Zdenek (632) - lettore
il 29.01.09 alle ore 12:22 scrive:
#13 uniko, anche Lei dovrebbe argomentare un po' meglio, con qualche DATO verificabile. Limitarsi a sgranare il rosario con il "mistero doloroso" del giorno non serve a niente, se non ai gonzi.
#14 uniko (75) - lettore
il 29.01.09 alle ore 12:06 scrive:
L'unico interesse di Soru e' farsi ricco con i soldi dei poveri, vedi Tiscali, e L'unità.
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