Cossiga consiglia Berlusconi: "Ora riporta l’Italia alle urne"

L’ex capo dello Stato consiglia al premier di smettere di temporeggiare: "Alla prima bocciatura del decreto legge sul processo breve, per il voto dei finiani, dovrebbe provocare la crisi e impedire la formazione di un nuovo governo"

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Roma - Presidente emerito Francesco Cossiga, a volte i sogni aiutano a vivere meglio. Altre volte, invece...
«Altre volte capita che l’anestesia per un piccolo intervento chirurgico aiuti a vedere meglio quel che accade sotto gli occhi».

Piccoli e grandi incubi di mezzo autunno: così capita che si materializzi l’accerchiamento del generale Custer a Little Big Horn.
«Capita. Ma quando hai indiani e frecce da tutte le parti, se non vuoi fare la fine di Custer, l’unica è spezzare l’assedio. Attaccare è la miglior difesa».

Quindi ne ha tratto le dovute conclusioni.
«Sarà forse perché angustiato dal pessimismo che accompagna qualche piccolo malessere o appunto il mio intervento chirurgico... Ma penso a questi giorni come agli ultimi di Pompei. O di Napoli, della Lombardia, di Arcore o di Macherio che dir si voglia...».

È per questo che poi uno, se non si butta a destra come diceva Totò, cerca almeno di combattere il crepuscolo...
«In politica il modo migliore per cadere è proprio quello di tenersi troppo attaccato alla sedia».

Migliore?
«Nel senso di più facile».

La sua storia testimonia che dalle poltrone ci si può schiodare.
«Non mi sembra che a tutt’oggi, nonostante tutto quello che gli accade, il mio caro amico Silvio abbia trovato ancora l’animo di fare la guerra. Che sarebbe invece l’unica soluzione proficua, invece di temporeggiare attorniato dalla corte paciosa e pacifista dei suoi Letta, Bondi, Verdini, Bonaiuti...».

Silvio il Temporeggiatore. Allora dica chiaro e tondo che cosa suggerisce per scongiurare la disfatta di Canne.
«Memore del calembour che recita: il miglior suggerimento è quello che non viene chiesto, non viene dato e, ottenutolo, non viene seguito, dico a Berlusconi che alla prima bocciatura in aula del ddl sul processo breve, grazie al voto dei finiani, il premier dovrebbe provocare la crisi, impedire la formazione di un nuovo governo e portare il Paese a nuove elezioni».

E se poi le perde?
«Questo è un rischio connesso alla politica. Però mi rendo conto benissimo che per fare queste cose - tanto per usare un linguaggio caro a Silvio - occorrerebbero forse i “mestieranti” del vecchio teatrino della Prima Repubblica».

Altrimenti, se non lo facesse?
«Non so se ce la fa a resistere. Quello che mi dispiacerebbe molto in questo scenario di tenebre è se, come ritorsione per l’atteggiamento virulentissimo assunto dal Pd di Bersani, si volesse far precipitare la notte anche sulla candidatura di Massimo D’Alema a ministro degli Esteri della Ue».

È l’assedio più violento che Berlusconi abbia mai dovuto fronteggiare nella sua carriera politico-imprenditoriale.
«Sicuro. Sono venute a mancare persino delle sponde fondamentali, come quelle della famiglia, incrinata da una delicata e dolorosa causa di separazione con addebito...».

Tempestiva richiesta, vero, quella della signora Lario?
«A orologeria».

Ricorda qualcosa che ci riporta al tema della giustizia, cui la sorte del governo è legata a filo doppio.
«Certo, e difatti ho già firmato la legge sul processo breve pur non facendo parte della maggioranza, e mi accingo a ripresentare un ddl sull’inviolabilità dei parlamentari, che illustrerò con le parole usate da comunisti e socialisti all’Assemblea Costituente... Se lo immagina lei un Togliatti incriminato da un pm anche per un reato comune? E difatti furono tutti d’accordo, o quasi».

In una fase così burrascosa, si può azzardare qualche prima analisi. Qual è stato l’errore più grosso, da parte del governo?
«Berlusconi avrebbe dovuto presentare subito, paro paro, la riforma prevista dalla Bicamerale di D’Alema: lì c’era già tutto, separazione delle carriere per i magistrati, elezione diretta del presidente...».

Trova giusto che il governo decida ora, in fretta e furia, di risolvere l’annosa questione della lunghezza dei procedimenti?
«In tempi non sospetti suggerii ad amici della maggioranza di astenersi da qualsiasi riforma della giustizia: troppo forte sarebbe stata la reazione da parte dell’Anm e del suo braccio secolare, il Csm, nel quale vive immobilizzato quel galantuomo del vicepresidente Mancino, circondato da folti nebbie di contatti con la mafia durante oscure trattative tra mafia e Stato. Trattative che avrebbero dovuto difendere anche il suo operato da ministro dell’Interno».

A proposito di criminalità organizzata, ecco abbattersi sul governo anche la tegola di Cosentino «camorrista».
«Che fantasia ha a volte la storia, e la politica. Un membro del governo che, guarda caso, stava per essere candidato al governatorato in Campania e di cui viene chiesto l’arresto senza che sia stato mai interrogato e senza che i pm abbiano mai accettato che si presentasse per dichiarazioni spontanee».

Pensa che si tratti addirittura di errore giudiziario?
«Penso che il Procuratore generale di Napoli dichiara di considerare il 90 per cento dei suoi sostituti “fanatici e ignoranti” senza capire che esiste una categoria di magistrati al di sopra di tutti, quelli di Magistratura democratica, fondata anche da attuali eminenti esponenti del Pd. Gli stessi che parlano tanto di democrazia, senza ricordare che l’unico potere che non ha origini democratiche è proprio quello della magistratura».

In effetti il Procuratore generale di Napoli è sembrato imprudente.
«Ho presentato un’interpellanza in Senato per chiedere l’invio a Napoli di ispettori che accertino se ha davvero pronunciato parole così “dure e sprezzanti” nei confronti di un numeroso gruppo di magistrati “zelanti per impegno culturale, morale e politico”. Se sì, va cacciato per lesa maestà di Md e punito!».

Ironie a parte, il governo aveva scelto di procedere morbidamente, con il Lodo Alfano, per salvaguardare la propria stabilità.
«Vero, e la maggioranza aveva pagato in anticipo il prezzo a magistrati e supermagistrati della Casta: stop alla riforma della giustizia e brusca frenata alle norme sulle intercettazioni. Tutti ne erano convinti, persino ai piani alti del Quirinale...».

Dunque, ci è cascato anche il presidente Napolitano.
«Questo non è dato sapere. Così come non si sa che parte abbiano avuto coloro che l’hanno condotto in questo vicolo cieco».

Mai fidarsi, neppure degli alleati.
«Berlusconi credeva che il Pdl fosse un partito, non una sommatoria di storie diverse. Senza contare che su di esso poi incombe la ferma e decisa volontà del co-fondatore di operare per abolire questo brutto nome composto, per diventare “fondatore massimo e unico”».

Non mi dirà che si riferisce al presidente Fini.
«Un uomo dotato di una facoltà negata persino al Dio Onnipotente, far sì che ciò che è stato non sia. Uno che se avesse avuto l’età, si sarebbe arruolato con i torturatori della Rsi. E invece, a leggere il suo libro, neppure è mai stato fascista, bensì ammirato frequentatore delle sale cinematografiche che proiettavano un film sulle gesta dei reparti speciali Usa in Vietnam, Berretti verdi».

Una galleria di personaggi da balzachiana comédie humaine.
«Che rischia la tragédie humaine».

Cossiga
Cossiga
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COMMENTI

103 commenti su 1   2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#98 nonparlopiu (1600) - lettore
il 14.11.09 alle ore 23:23 scrive:
ho la strana sensazione ci siano molti sinistri speculanti che, camuffandosi sostenitori del PDL, incitano alle dimissioni ed "elezioni anticipate". Difatti, se si osserva bene, nei loro post, privi di sostanziali argomentazioni, usano esclusivamente parole di incoraggamento ed adulazione spicciola!
#97 gallioppidum (559) - lettore
il 14.11.09 alle ore 23:07 scrive:
Sig. Presidente Cossiga, La leggo sempre con grande attenzione e la stimo come uno dei migliorei consiglieri del Presidente del Consiglio. Questa volta però non approvo il consiglio che Lei dà a Berlusconi di tornare alle urne. Ho letto, in altra parte del "Il Giornale", che Fini spera di logorare Berlusconi giocando come fa il gatto con il topo. In un commento di poco fa ho chiamato quanto sta accadendo "guerra di logoramento". Invece io credo che, essendo il "potere" in mano a Berlusconi, alla fine, chi si stancherà sarà Fini e compagni. Berlusconi deve solo, legalmente, difendersi dalle accuse che la magistratura gli rivolge. Accuse sulle quali io non dico nulla (ho la mia opinione però) ma che OBBLIGATORIAMENTE Lui deve contrastare. Pertanto Il Presidente del Consiglio è "obbligato" anche a governarci, e non può, PER LEGGE, esimersi dal farlo. Napolitano questo lo sa ed io lo apprezzerei di più se, per Berlusconi, dicesse una parola di incoraggiamento ricordando a Fini che è TERZO.
#96 nonparlopiu (1600) - lettore
il 14.11.09 alle ore 22:52 scrive:
il grande picconatore, non usa mezzi termini e fa un'analisi logica abbastanza concreta e attendibile.Ormai l'assediamento, fra il fuoco nemico e quello amico, si fa sempre più insostenibile e l'unica soluzione è agire come El Cid per scongiurare una disfatta: uscire all'attacco! Non credo che gli italiani a Berlusconi gli volteranno le spalle, anzi penso che ci sarà una conferma ancor piu ecladante e lo legittimeranno a furor di popolo! Fini, ed altri come lui, vediamo come presentarà davanti agli elettori che gli hanno dato fiducia precedentemente, cominciando da me: non andrà molto lontano, ne sono più che sicuro!!ha sfasciato un partito, lui e i suoi colonnelli, per ambizioni personali, dimenticando la base e cio che i suoi "camerati" hanno pagato in tempi non sospetti per tenere sempre alta il prestigio di quella "bandiera" che Almirante gli passò come uno scettro!
#95 gallioppidum (559) - lettore
il 14.11.09 alle ore 22:48 scrive:
GUERRA DI LOGORAMENTO: Di questo si tratta. Stimo il Presidente Cossiga ma, questa volta, non sono d'accordo con lui quando consiglia a Berlusconi di tornare alle urne. Sarebbe un errore. Il Presidente Berlusconi è il Presidente del Consiglio eletto dagli Italiani (con la I grande). Lui ha il dovere di governare chi lo ha eletto, Lui non può ascoltare chi, tradendoci (e facciamo poca filosofia sulla parola tradire), gli mette continuamente i bastoni fra le ruote. Si opponga con tutte le armi a Fini (che è sempre un suo sottoposto, altro che terza carica dello stato) e vada avanti con il suo programma senza guardare a destra, a sinistra e al centro. Per questo lo abbiamo votato. Alla lunga sarà Lui a vincere perché lui è il presidente eletto. Presidente Berlusconi Lei si deve convincere di questo. La legge è con Lei. Non ascolti i falsi consiglieri. Pensi a lavorare, come sa fare, per noi italiani che, onestamente, dovremmo aiutarlo di più .......
#94 giannibrizzi (198) - lettore
il 14.11.09 alle ore 22:40 scrive:
L'accerchiamento ha nomi e cognomi: Santoro, Travaglio,Di Pietro,la sinistra estrema, Fini ed i finiani. Il presidente Berlusconi dovrebbe, a mio personale parere, mettere all'angolo chi è responsabile della sicurezza di tutti i cittadini che si chiamino Berlusconi o Pinco Pallino: stanare dal Colle ed inchiodarlo alle proprie responsabilità il garante delle Istituzioni e della sicurezza nazionale! Il gioco sta diventando molto sporco e non nascondo una preoccupazione sul pacifico futuro del popolo italico. Considero Cossiga, persona degna di fiducia, ma lo considero, anche, persona che sa, ma non dice tutto. Presidente Cossiga, svuoti il sacco e faccia i nomi di coloro che, per Sua conoscenza personale,sono coinvolti in questa vergognosa giostra! Va salvata l'Italia, gli Italiani ed i suoi uomini migliori!
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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