Il Senatur alza la voce: "Non toccare le pensioni" Poi incontra Berlusconi

E' la previdenza il vero nodo su cui si sta misurando in queste ore il governo. Il Senatur mette le mani avanti: "Le pensioni dei lavoratori non si toccano". In serata vertice con Berlusconi

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Roma - Questa sera il leader leghista Umberto Bossi ha incontrato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Appuntemento a Roma per fare il punto sulle misure che il governo prenderà per far fronte alla crisi economica. Al presidente del Consiglio, il ministro delle Riforme ribadirà la linea di fermezza delle Lega sulle pensioni, malgrado le insistenze avanzate dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, durante l’incontro di lunedì scorso a Gemonio.

Il pareggio di bilancio E' la previdenza il vero nodo su cui si sta misurando in queste ore il governo. "Sulle pensioni abbiamo già dato", ha affermato ieri il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha puntato il dito contro i "pletorici livelli amministrativi e istituzionali" ripetendo il refrain che le parti sociali stano intonando da giorni: tagliare i costi della politica. Dalla Sardegna, il premier Silvio Berlusconi avrebbe fatto trapelare le sue idee - molto chiare - sulle misure per arginare la crisi. "Mai la patrimoniale con me, piuttosto mi dimetto" sarebbe la sua posizione secondo quanto scrive in un retroscena Paola Di Caro sul Corriere della Sera. Oltre alla patrimoniale pare che allo studio ci sia un pacchetto con all’interno anche un’aliquota del 20 per cento sulle rendite finanziarie. Ma se non si adottano queste misure, i circa 30 miliardi che mancano all’appello per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 dove è possibile recuperarli se non dal fronte previdenziale? "Allo stato non c’è nulla - ha gettato acqua sul fuoco ieri sera il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervistato dal Tg1 - guarderemo insieme alla sostenibilità dei conti previdenziali che certamente nel medio-lungo sono a posto, e nel breve termine ne faremo una verifica con le parti sociali".

La battaglia sulle pensioni "Tremonti è già stato avvisato" che le "pensioni non si toccano", ora Umberto Bossi "ne parlerà con Silvio Berlusconi". In un lungo articolo di Igor Iezzi, La Padania spiega la linea della Lega Nord sulle misure da intraprendere per anticipare il pareggio di bilancio al 2013. "Non siano chiamati a pagare come sempre i soliti noti, quindi i pensionati, soprattutto se si vogliono colpire le donne o gli uomini con la pensione di anzianità - si avverte - i risparmiatori che hanno aiutato il Paese investendo nei titoli di Stato, le imprese e i lavoratori che rappresentano la forza del Nord in grado di portare le esportazioni ai livelli della Germania nonostante la crisi". "Lunedì, queste sono state le parole d’ordine nel menù del vertice tra Umberto Bossi e Giulio Tremonti", si spiega con riferimento all’incontro di Gemonio (cui era presente anche il ministro Roberto Calderoli). "Di questo il leader del Carroccio parlerà con Silvio Berlusconi - continua l'articolo - la Lega ha intenzione di giocare tutte le sue carte, smentendo così anche la lettura interessata di alcuni quotidiani che già ipotizzavano tagli alle pensioni di reversibilità, a quelle di anzianità e aumenti dell’età pensionabile per le donne". "Non è questa la strada che il carroccio ha intenzione di intraprendere. Tremonti è già stato avvisato - si ribadisce - le forbici, su questo la Lega è stata chiara anche con Tremonti, non caleranno indiscriminatamente su quelle categorie che hanno già dato, si sposti lo sguardo altrove, su sprechi e privilegi che fino a oggi non sono stati intaccati. E si lascino stare pensionati e risparmiatori. Su di loro vigila il Carroccio".

Berlusconi e Bossi
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COMMENTI

40 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8   pagine dal più vecchio | dal più recente
#40 martello carlo (229) - lettore
il 16.08.11 alle ore 16:00 scrive:
#56 rondò veneziano: per inciso, ma solo per quello, dato che il suo commento non merita nemmeno un peto di risposta, è il classico Komunista da spione dei GULAG che usa con sospetta frequenza, come molti suoi kompagni del web, la parola "LOBOTOMIZZATO" ed è il classico esempio di autoreferenziata mancanza di deficienza di chi, da ignorante atavico aspira a diventare classe dirigente. Nel merito Bossi ha ragione quando dice che le pensioni non si toccano,vista la attuale di normativa pensionistica che fino a ieri era data come la migliore d'europa,ma dimentica che la sua bandiera, il FEDERALISMO, è il rimedio per molti mali di un'Italia che si regge su una sola gamba: se la spesa sanitaria è la maggior fonte di spesa e la spesa di certe regioni incatramate dalle mafie è fuori controllo,e non certamente a favore degli assistiti ma solo a favore dei fornitori MAFIOSI,SI ATTUI DA SUBITO L'ADOZIONI DEI COSTI STANDARD!!! SE NON L'HA CAPITO, VUOL DIRE CHE IL NANO(MENTALE)E' DIVENTATO LUI.
#39 giocar (541) - lettore
il 11.08.11 alle ore 1:30 scrive:
Maggioranza compatta e coesa, vero? Se non ci fosse da piangere fareste veramente ridere! E togliamo almeno lo stipendio alla Minetti!
#38 bravo44 (87) - lettore
il 11.08.11 alle ore 0:46 scrive:
Evidentemente la storia no è maestra per qualcuno.Prima di toccare le pensioni,Berlusconi deve fare piazza pulita dei privilegi della casta.Non è pensabile che ancora una volta chi deve pagare e subito sia il popolo.Subito la riforma dei privilegi poi anche la riforma della previdenza.Se questa volta Berlusconi non interviene sulla casta non avrà più l'appoggio dei suoi elettori,dve dare un segnale forte e deve scegliere se per lui è importante i suoi parlamentari o i suoi elettori e cioè l'Italia.Si sttende un segnale forte poi magari faccia la riforma delle pensioni ma è importante che dia un segnale di cambiamento.Via subito i privilegi ma subito non rimandare ai prossimi eletti,lo faccia per avere la possibilità di fare le riforme.
#37 Censore71 (614) - lettore
il 10.08.11 alle ore 23:02 scrive:
Ma può un governo di incapaci ed inetti chiedere sacrifici agli italiani dopo 10 anni senza fare niente per questo paese? Solo le leggi ad personam gli sono riuscite e tutti hanno capito perchè è sceso in politica. Un venditore di tappeti che non fa più ridere. Il problema è che gli speculatori se ne sono accorti e piazza affari un giorno si e l'altro no è la peggiore d'Europa. Quando questo signore andrà a casa?
#36 informato_87 (200) - lettore
il 10.08.11 alle ore 22:26 scrive:
Tagliare la politica, l'Italia deve mettere sul piatto 20 miliardi entro fine anno???, bene allora mi aspetto che la metà venga dai tagli della politica, sovvenzioni ai partiti, finanziamenti ai giornali, amici amichetti e zoccole varie. Bisogna stringere la cinghia si, ma anche tagliare gli innumerevoli sprechi. Ultima cosa, gli stipendi dei parlamentari non devono essere equiparati a quelli della media Europea, ma a quelli dello stesso Paese europeo con numero di popolazione uguale o quasi e chiaramente anche il suo numero (deputati e senatori.....dei miei stivali).
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