Crociata: «Votate chi salva le vite» E sugli immigrati critica il governo

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Bisogna eleggere chi difende la vita e la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna dicendo di no ai matrimoni gay; chi promuove la solidarietà verso i più deboli e il lavoro. È quanto ha detto ieri il Segretario della Conferenza episcopale italiana, il vescovo Mariano Crociata, nel corso della conferenza stampa conclusiva dei lavori del Consiglio permanente Cei.
Crociata ha sottolineato come i vescovi italiani non diano alcuna indicazione di voto, ma si limitino a fornire indirizzi «fondamentali a partire dai quali è possibile pervenire a giudizi concreti». «Il compito dei cittadini – ha spiegato il Segretario della Cei – è quello di eleggere le persone che meglio perseguono l'obiettivo del bene comune, i cui valori e criteri sono la difesa della vita umana comunque si presenti, la difesa della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la promozione della solidarietà verso gli altri, in particolare i più deboli e il lavoro». «Dobbiamo vivere - ha detto ancora il vescovo - con senso di responsabilità verso la vita pubblica, nella complessità di questo momento».
Come indicazioni concrete per il voto, Crociata ha dunque suggerito di «seguire quei criteri che permettono di realizzare il bene più grande del Paese, delle Regioni, delle realtà interessate». «Mi piace citare - ha aggiunto il Segretario dei vescovi italiani - il discorso che il Papa ha fatto agli amministratori del Lazio, della Provincia e del Comune di Roma indicando le cose essenziali: lo sviluppo umano per essere autentico deve riguardare l'uomo nella sua totalità, la persona umana sia al centro dell'azione politica, la crescita morale e spirituale sia la prima preoccupazione, e come prioritaria esigenza seguire costantemente il bene comune: se questo è il compito di chi amministra la cosa pubblica, il compito dei cittadini è eleggere persone che meglio corrispondano al perseguimento di questo obiettivo».
Da Crociata, che per quanto riguarda la crisi ha riconosciuto i segnali di ripresa, pur facendo notare i problemi ancora presenti per l'occupazione, è giunto anche il richiamo a «superare i conflitti e le tensioni» relativi alla riforma della giustizia, osservando «il rispetto degli equilibri istituzionali nel quadro costituzionale». E, riferendosi alle recenti parole di Berlusconi su criminalità e immigrazione, il vescovo ha voluto precisare: «Dai nostri dati risulta che la percentuale della criminalità tra italiani e stranieri è analoga se non identica. La dignità di ogni persona umana non può essere oggetto di giudizio e discriminazione».

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COMMENTI

#2 leopino (74) - lettore
il 30.01.10 alle ore 22:40 scrive:
A questo strenuo difensore della Verità dico: Si vergogni paludato ministro di Dio per dire bugie che offendono il senso comune del sapere. Un pò di matematica le farà bene: A=Italiani residenti: 56 mn.; B=Stranieri residenti: 4 mn; C=Popolazione carceraria totale in Italia (2008):65,000; C1=Popolazione carceraria Italiana: 41,000; C2=Popolazione carceraria Straniera (24,000). Dunque:(C2/B)/(C1/A)=11.32: il rapporto fra tassi di criminalità Straniera/Italiana. Lascio all'Illuminato ministro della Verità trarre le sue pie conclusioni.........
#1 Oliverus8 (785) - lettore
il 30.01.10 alle ore 8:35 scrive:
''Dai nostri dati risulta che...'' Cristo è morto di freddo. Ma chi gliele fa le rilevazioni statistiche? Mons. Crociata non ha letto i dati ufficiali del sistema carcerario italiano? Difendere la persona umana sì, i criminali no, grazie.
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