Crocifissi, Calderoli: sì al referendum

Il ministro raccoglie la proposta del Giornale e annuncia una petizione popolare per salvare il simbolo dai giudici. Via libera del governo al ricorso contro la decisione della Corte di Strasburgo

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Roma - «I crocifissi resteranno nelle aule». Silvio Berlusconi conferma che l’Italia non ha nessuna intenzione di sottomettersi alla sentenza della Corte dei diritti dell’uomo. Quella decisione non è «in alcun modo vincolante» e soprattutto «non è rispettosa della realtà, visto che l’Europa non può non dirsi cristiana». E Berlusconi ricorda pure che «ci sono otto paesi d’Europa che hanno la croce nella loro bandiera» e dunque si chiede se «dovrebbero cambiarla visto che ci sono stranieri che hanno preso la cittadinanza di quei paesi ed hanno altre fedi».

Ma anche se il Consiglio dei ministri, come promesso, ieri ha affidato al titolare della Farnesina, Franco Frattini, l’incarico di curare il ricorso del governo contro la sentenza europea, l’indignazione suscitata dalla richiesta di togliere il simbolo della croce dalle nostre scuole è tale da scatenare iniziative e manifestazioni in tutto il paese. Una mobilitazione generale, promossa e sostenuta anche da Il Giornale.
Nonostante le rassicurazioni arrivate per bocca dello stesso premier Berlusconi, che ha ribadito come non ci sia «alcuna possibilità di coercizione verso il nostro Paese» e dunque non sia necessario un referendum, la Lega ha comunque deciso di promuovere una raccolta di firme per lasciare che siano i cittadini a dire che «il crocifisso non si tocca».

«Nessuno potrà mai privarci dei nostri simboli, della nostra storia, della nostra identità», ammonisce il ministro per la Semplificazione legislativa Roberto Calderoli. «Rimuovere i crocifissi significherebbe rinunciare ad una parte della nostra cultura, della nostra tradizione, di quello che oggi siamo», insiste il ministro. Ma, aggiunge, «nessuno di noi intende fare questa rinuncia», quindi anche se il governo ha già presentato ricorso «la Lega Nord non starà a guardare e si attiverà fin da subito per dare al popolo la possibilità di pronunciarsi e dire l’ultima parola sull’opportunità o meno di privarci di un simbolo importante quale il crocifisso».

Dunque Calderoli annuncia che la Lega mobiliterà tutte le sue forze «per dare il via ad una maxi raccolta di firme: portiamo in piazza i nostri gazebo e i nostri banchetti, diamo la parola al popolo e facciamo firmare tutti i cittadini per chiedere attraverso una petizione popolare di lasciare i crocifissi sui muri delle nostre scuole, dei nostri ospedali, dei nostri luoghi pubblici, dove sono sempre stati».
La Lega vuole «seppellire di firme questa assurda sentenza» al grido di «giù le mani dai nostri crocifissi», conclude Calderoli. La raccolta di firme, precisa il capogruppo della Lega a Montecitorio, Roberto Cota, partirà dal prossimo week end, il 14 ed il 15 novembre. E Cota andrà personalmente in piazza a sostenere la petizione. «Oggi se la prendono con il crocifisso - denuncia Cota -. Domani pure con il Natale ed intanto qualcuno ha tirato fuori l’idea dell’ora di religione islamica».

Il rischio che l’Italia possa essere costretta a rimuovere i crocifissi in seguito alla pronuncia della Corte per i diritti dell’uomo appare davvero assai remoto. Ne è convinto anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per il quale le decisioni arrivate da Strasburgo sono destinate a fare la fine «delle grida manzoniane perché la sentenza difficilmente verrà applicata».

Alla petizione della Lega si aggiunge pure quella lanciata dalla coordinatrice provinciale di Brescia del Pdl, Viviana Beccalossi, nelle manifestazioni organizzate dalla Giovane Italia per celebrare i venti anni dalla caduta del Muro di Berlino. Petizione cui hanno subito aderito anche il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni e Francesco Pasquali, rispettivamente presidente e coordinatore nazionale della Giovane Italia.

«Se l’Europa dei burocrati e dei soloni non ha più coscienza dei valori e degli ideali su cui è stata edificata è giusto che siano proprio i giovani a ricordarglieli», dice il ministro Meloni. Alla petizione della Beccalossi aderisce anche il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini.

«Nessuno può privarci dei nostri simboli e della nostra identità», dice il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri che apprezza molto le iniziative di mobilitazione che si stanno moltiplicando in tutta Italia, ricordano la proposta di una petizione all’Unione europea lanciata pure dall’europarlamentare Giovanni Collino del Pdl. Collino si dice «sconcertato dal fatto che le istituzioni europee ricerchino la legittimazione di un pluralismo attraverso la negazione di un simbolo che prima ancora di significare una scelta religiosa orientata rappresenta le origini dell’Europa stessa».

Intanto oggi a Roma alcuni rappresentanti del Popolo della libertà distribuiranno crocifissi ai cittadini romani «per ricordare a tutti che la croce rappresenta un simbolo che richiama ai valori secolari del nostro paese», dice il presidente della commissione Turismo del Comune di Roma Alessandro Vannini.

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COMMENTI

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#57 Rigoletto (1026) - lettore
il 07.11.09 alle ore 21:58 scrive:
Possibile che la Gerarchia Cattolica non sappia che a contribuire alla demenziale sentenza di Strasburgo vi ha contribuito anche qualche cattolico...ormai più attento ai (presunti) diritti di qualche agnosta che quelli dei cattolici? Dove vivono costoro in arabia saudita? Si dedichino un poco a ristudiarsi la storia del Cristianesimo, di cui mi pare abbiano falle coscitive grandi come una casa.
#56 Acquastanca (1697) - lettore
il 07.11.09 alle ore 21:13 scrive:
Per somma disdetta c'è il disclaimer, per cui non posso usare le parole più adatte per dire cosa penso della sentenza incriminata. Dannazione. Posso dire che ho avuto come docente l'allora giovane Zagrebelsky, e adesso ho la conferma che avevo ragione a pensare di lui quello che pensavo. E non ero il solo; ma non si poteva dire neanche allora, ma per ragioni diverse; allora sarebbero state sprangate...
#55 abj14 (1074) - lettore
il 07.11.09 alle ore 20:38 scrive:
Pardon, a proposito sella sentenza di Strasburgo, c'è un altro punticino interessante al capitolo "Apprezzamenti della Corte", il 55: "La presenza del crocefisso può facilmente essere interpretata dagli allievi di tutte le età come un segno religioso e si sentiranno educati in un ambiente scolare marcato da una certa religione". – Commenti: a) "può essere interpretata" quindi forse sì, forse no – b) I sapientoni affermano che gli allievi "si sentiranno educati" e non "si sentirebbero educati" quindi, a fronte di un'eventualità sanciscono con certezza quali sono le conseguenze. c) CHE SANZIONINO ORA LA FINLANDIA per la sua BANDIERA DALLA CROCE BLU (dizione ufficiale) poiché i suoi abitanti, autoctoni ed allogeni, vivono un ambiente sociale ufficialmente marcato da un simbolo religioso. Giova ricordare infatti che la Croce scandinava (la danese quale capostipite) è in pratica la croce templare, ma con il tratto verticale spostato sull'asta per marcarne la sua autentica cristianità. Amen
#54 abj14 (1074) - lettore
il 07.11.09 alle ore 20:35 scrive:
3/ - c) Vogliono dichiarazioni di non-cristiani d'accordo con la teoria del Governo Italiano (aspetto culturale, umanistico, etc)? basta qualche lettore in questa rubrica che si è dichiarato ateo, ma che non si sente traumatizzato dalla croce. – d) Se altre religioni "vedrebbero" solo un simbolo religioso sono affari loro (è lo stesso GHM ad usare il condizionale, forse sì, forse no). Ognuno può vedere quel che più gli piace (o interessa), se è affetto da cecità o condizionamento mentale, affari suoi, eventualmente vada a curarsi presso chi di competenza.
#53 abj14 (1074) - lettore
il 07.11.09 alle ore 20:33 scrive:
2/ - " Il GHM contesta anche l'affermazione per la quale bisogna vedere nella croce altre cose oltre al simbolo religioso e che la croce sia apportatrice di valori umanistici; egli stima che tale posizione è offensiva per la Chiesa. Inoltre, il Governo italiano non avrebbe indicato neanche un solo non-cristiano che sarebbe d'accordo con tale teoria. Infine, altre religioni non vedrebbero nella croce altro che un simbolo religioso " – Commenti: a) Idem come sopra; GHM dice di no, io dico di sì. In base a cosa è + rilevante quello che dice un club di più o meno europei orientali rispetto al Governo italiano in materia di cultura italiana? – b) Posizione offensiva per la Chiesa? È stato il Vaticano a dire che si arrabbia se noi diciamo che la Croce oltre al suo aspetto religioso riveste anche aspetti umanistici? O il GHM, oltre ad essere un Club dell'Est-EU, è anche portavoce della Santa Sede? - segue 3/
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
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