Dal governo aiuti a quasi 5 milioni di famiglie

È arrivato il bonus al 95% dei richiedenti con redditi bassi Lo Stato ha erogato complessivamente un miliardo e mezzo. Erano stati previsti altri 900 milioni ma le richieste di soldi sono state inferiori. Il decreto: contributi da 200 a mille euro

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Roma - Si è praticamente conclusa, e con successo - manca soltanto l’esame di alcune domande -, l’operazione «bonus famiglia», varata dal governo nel 2008 per venire incontro ai nuclei familiari a basso reddito.

Si tratta di un bonus, un contributo una tantum variabile fra un minimo di 200 e un massimo di 1000 euro, a seconda della condizione di reddito del richiedente, da distribuire alle famiglie meno abbienti. A fine 2009 l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto circa 5 milioni di richieste, per un miliardo e 685 milioni di euro. Il 95,2% delle domande presentate è stato accettato, e le Entrate hanno pagato durante il 2009 quasi un miliardo e mezzo di euro.

Non si tratta, tuttavia, della cifra definitiva. La fetta conclusiva dei bonus richiesti, ad esempio tramite il modello Unico (quando non utilizzati in compensazione delle imposte da versare), sarà pagata molto presto, entro il prossimo mese di marzo: in queste settimane si stanno concludendo i controlli incrociati del Fisco per riscontrare eventuali irregolarità, quindi saranno versati gli importi.

Il termine ultimo per la richiesta del bonus era stato fissato al 30 settembre 2009. Con l’esame delle ultime domande, il mese prossimo - si legge nel sito FiscoOggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate - si concluderà dunque il pagamento. Alla fine dell’operazione bonus, prevedono le Entrate, lo Stato avrà versato circa 1,6 miliardi di euro ai cittadini più deboli.

Il successo del bonus famiglia conferma la scelta tempestiva compiuta dal governo proprio mentre si manifestavano i segnali di crisi economica: una politica economica concentrata sul sostegno alle famiglie, alle fasce di cittadini più deboli ed ai pensionati, ai lavoratori delle imprese in difficoltà attraverso il rafforzamento degli ammortizzatori sociali.

Il bonus famiglia, infatti, era stato varato con il decreto legge «anticrisi» del 29 novembre 2008, accompagnato da altre misure per aiutare i nuclei familiari ad affrontare la crisi che già si manifestava sui mercati internazionali, con conseguenze pesanti sull’economia reale. In precedenza, con la manovra estiva, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti aveva anche istituito la cosiddetta social card, una carta acquisti da 120 euro valida per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008, più 80 euro per i mesi di gennaio e febbraio 2009, con possibilità di ulteriori «ricariche». Quest’ultimo intervento si indirizzava alla fascia più bisognosa della popolazione, in particolare i pensionati al minimo: ne avevano diritto i cittadini oltre i 65 anni, con reddito non superiore ai 6mila euro, e i genitori di bambini d’età inferiore ai tre anni.

Diversa, invece, la ratio del bonus famiglia. Si è trattato di un contributo una tantum alle famiglie (ma allargato anche ai pensionati soli, con reddito fino a 15mila euro), del valore variabile fra i 200 euro e i 1000 euro. L’entità del contributo variava rispetto al reddito complessivo familiare ed al numero dei componenti del nucleo: per ottenere il massimo, mille euro appunto, il nucleo familiare doveva superare i 5 componenti, mentre il reddito (2007 o 2008, a scelta del richiedente) non doveva superare i 22mila euro, la somma cresceva fino a 35mila euro se in famiglia vi erano figli portatori di handicap.

Nel decreto dell’autunno 2008, il governo in realtà aveva previsto un esborso ben superiore al miliardo e mezzo già erogato. La cifra finanziata dal provvedimento era infatti di 2,4 miliardi di euro. Il fatto che finora siano stati spesi 900 milioni in meno, potrebbe significare che le famiglie italiane in condizione di bisogno sono in numero inferiore alle stime (ma non si può neppure escludere che qualcuno non abbia presentato la domanda, ad esempio per scarsa informazione).

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COMMENTI

#4 ricktosko (56) - lettore
il 08.02.10 alle ore 11:09 scrive:
Aiuti a 5milioni di famiglie??? Cioè, contando 4 persone per famiglia, aiuti a 20 milioni di persone??? Volete farci credere che avete dato soldi ad 1/3 degli Italiani??? quasi, quasi credo più all'Inter che vince la Champions League...
#3 Robinson (500) - lettore
il 08.02.10 alle ore 11:03 scrive:
Non so a chi credere. Al buon Tremonti che considero uno dei personaggi, anzi, uno dei pochi personaggi veramente in gamba di questo governo oppure a quello che leggo circa le ore di cassa, la gente fuori il ciclo produttivo ed una crisi che, affrontata, malissimo, non vuole finire. Insomma si sta male, male oppure si sta bene ?
#2 albaba_02 (1043) - lettore
il 08.02.10 alle ore 10:58 scrive:
era meglio spenderli nel creare opportunita' di lavoro che non nelle elemosina; questo tipo di intervento ha sicuramente effetto da un punto do vista mediatico e risolvono i problemi di un mese a quello che ne riceve e il mese successivo torna ancora alla fame, non mi sembra il giusto approccio.
#1 Dario40 (5824) - lettore
il 08.02.10 alle ore 9:32 scrive:
visto e considerato che lo Stato ha risparmiato 900milioni di Euro,mi permetto un suggerimento : utilizzare questi soldi per la lotta all'evasione fiscale. Che si vadano a stanare veramente quelli che evadono !
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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